2025 in crescita: la parabola ascendente di Pavlovic

Giacomo Cesaro
4 Min Read
Pavlovic esulta in occasione della rete siglata in Milan Roma - Foto Mattia Martegani

Il difensore insicuro e vulnerabile ha lasciato spazio all’incarnazione dell’affidabilità: Pavlovic è la sorpresa di questo 2025 rossonero 

Il 2025 sta volgendo al termine e come di consueto è naturale mettere in pausa la frenesia quotidiana per ripercorre le tappe più importanti dell’anno che se ne sta andando. Sorge quasi spontaneo quindi porgersi una domanda: cosa lascia questo 2025 al Milan? Gli ultimi 365 giorni hanno visto l’universo rossonero subire innumerevoli cambiamenti, che hanno modificato i connotati di una squadra che ha cominciato l’anno in un modo e si appresta a terminarlo in maniera diametralmente opposta.

L’aria di evoluzione che si è respirata a Milanello ha contagiato anche i singoli giocatori, che, dopo una stagione in cui i bassi hanno prevalso sugli alti, sembrano aver trovato la loro dimensione ideale. L’ordine, perfettamente miscelato con la serenità, ha generato un mix che sta permettendo ai rossoneri di esprimersi al meglio delle proprie abilità. In particolare questo cambiamento ha interessato Pavlovic, che ha saputo risalire la cresta dell’onda e guadagnarsi la fiducia di Allegri.

Crescita

La prima stagione di Pavlovic a Milano è stata lunatica. Il serbo ha infatti alternato prestazioni positive ad altre meno convincenti, poi però l’epilogo stagionale ha incanalato il giudizio dei tifosi rossoneri sull’ex Salisburgo in binari poco felici. C’è senza dubbio una relazione diretta tra l’andamento di Pavlovic e le difficoltà difensive intrinseche al Milan della scorsa annata. La formazione di Conceição, dopo l’illusione della Supercoppa vinta a Riyad, non ha trovato l’antidoto ai problemi strutturali, che rendevano il reparto arretrato facilmente penetrabile.

La cura è arrivata a stagione terminata, nell’istante in cui Massimiliano Allegri ha scelto di diventare nuovamente allenatore del Milan. Da quel momento la turbolenta avventura di Pavlovic è finalmente decollata. Il serbo ora gioca un ruolo centrale (rasenta quota 1400 minuti in campo) all’interno di un ingranaggio che si inceppa con meno frequenza rispetto all’anno passato. Ci sono tecnici che stravolgono le carriere di giocatori e Max Allegri sta mettendo nelle condizioni ideali il serbo, che, quasi sempre impegnato all’interno dell’area di rigore rossonera, fa valere le sue doti fisiche e di lettura del gioco. Senza dubbio una strategia che trova dei punti di corrispondenza con le qualità di Pavlovic, l’anno scorso costretto a difendere con tanti metri di campo alle spalle.

Il raggio d’azione del classe 2001 valica però i confini difensivi. Spesso infatti il serbo si rende protagonista di azioni offensive a supporto dei compagni. Non a caso ha già segnato due gol in 16 presenze (l’anno scorso ne aveva siglati altrettanti ma a fine stagione) e ha influito in diverse azioni che si sono concluse con una rete del Milan. Un rendimento che era difficilmente prevedibile in estate e che fa di Pavlovic la dolce sorpresa di questo 2025 a tinte rossonere.

Share This Article