A Bournemouth è nata una stella: il rendimento di Alex Jimenez

Giacomo Cesaro
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Alex Jimenez in Bournemouth-Liverpool - Foto IPA

Da esubero del Milan a idolo dei tifosi del Bournemouth: la parabola ascendente di Alex Jimenez fa crescere il rammarico in Via Aldo Rossi

In questi giorni è rimbalzata ovunque la notizia di un possibile riscatto di Jimenez da parte del Bournemouth. Lo spagnolo, dopo un’estate passata con le valigie in mano, è approdato in Inghilterra, dove, vestendo ancora rossonero, ha trovato la sua isola felice. La volontà del club inglese di assicurarsi il cartellino del classe 2005 è nata dopo una prima parte di stagione dove Jimenez ha esaltato tutte quelle qualità che  aveva fatto intravedere anche a Milano. A Bournemouth peró è scattata la scintilla, ma non solo, a Bournemouth Jimenez sta conquistando un’intera tifoseria.

Feeling

Nell’era social è davvero semplice scoprire il sentimento che una tifoseria  nutre nei confronti di un calciatore. È sufficiente aprire il suo profilo Instagram e spulciare tra i commenti. Sotto i post di Alex Jimenez, oltre a tifosi del Milan nostalgici, ci si imbatte in una sfilza di giudizi entusiasti. Il talento spagnolo, tanto rapido quanto grintoso, si è infatti ritagliato un posto speciale nel cuore dei tifosi del Bournemouth.

Una della qualità che gli è maggiormente riconosciuta è l’attitudine. Nelle sue comparse con la maglia rossonera, quella del Milan, Jimenez aveva dimostrato di avere un temperamento forte, che in molti casi era stato giudicato negativamente da allenatori e dirigenza. A Bournemouth però Jimenez è riuscito a preservare la componente sana di questa sua peculiarità, tanto che la  “garra” dello spagnolo é ormai diventata un marchio di fabbrica.

Rendimento

Negli ultimi giorni Alex Jimenez è finito nell’occhio del ciclone mediatico. Il motivo? Beh, andate riguardarvi Bournemouth-Liverpool, match in cui l’ex Milan è salito in cattedra in entrambe le fasi. Per non farsi mancare nulla ha anche segnato il primo gol con la maglia delle Cherries, aggiungendo così la ciliegina su una torta composta da tanta corsa e qualità tecnica. A pagarne le spese è stato un altro volto noto a Milanello, ovvero Milos Kerkez, obliterato dal quasi coetaneo del Bournemouth.

La prestazione da 10 e lode contro il Liverpool è solo l’ultima testimonianza di un giocatore in continua crescita. Iraola, grazie a un lavoro meticoloso, ha reso il Dean Court lo spazio ideale per i giovani, basti pensare a Huijsen o allo stesso Kerkez, entrambi passati per Bournemouth e poi emigrati verso due top club come Real Madrid e Liverpool. All’interno di questo ecosistema anche Jimenez ha trovato la sua dimensione, imboccando una rampa di lancio che lo ha reso uno degli esterni più chiacchierati di tutta la Premier. Da inizio stagione il classe 2005 ha collezionato 19 presenze, di cui 15 da titolare, e, grazie a un percorso in crescendo, si è ritagliato un ruolo sempre più centrale nelle gerarchie di Iraola. Il binario di destra nella difesa a quattro è diventato l’habitat naturale dell’ex Milan, che stupisce per la sua capacità di progressione palla al piede. Lo spagnolo è tecnico, veloce, intenso e dotato di quella dose di malizia che lo rende un cliente ulteriormente scomodo per il dirimpettaio di giornata.

Rimpianti

La storia di Alex Jimenez presenta dei tratti in comune con quella di Milos Kerkez. Il comune denominatore più rilevante è senza dubbio il rimpianto di averli salutati così superficialmente. All’epoca l’ungherese era stato ceduto per l’ ingombrante presenza di Theo Hernandez. L’attuale terzino del Liverpool infatti sarebbe stato destinato a marcire all’ombra di un punto fermo di quel Milan. Tuttavia se puntiamo la lente d’ingrandimento sulla storia dello spagnolo, la situazione cambia. Innanzitutto le apparizioni Jimenez in prima squadra sono state numerose. Il primo a dargli fiducia è stato infatti Stefano Pioli durante la stagione 23/24, poi, l’anno successivo, sia Fonseca che Conceicao gli hanno affidato diverse maglie da titolare. In quelle circostanze il classe 2005 ha dimostrato più volte di avere un potenziale che, se annaffiato correttamente, avrebbe potuto portare dei frutti molto dolci.

Le valutazioni che sono state fatte negli uffici di Via Aldo Rossi però sono andate nella direzione opposta a quella della permanenza. I problemi che emergono oggi, ovvero quelli relativi a una mancanza di alternative sulle corsie laterali, fanno sorgere un quesito. Lasciar partire Alex Jimenez è stata la scelta giusta?

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