Allegri racconta Modric : “Un esempio, vi racconto un aneddoto sul croato”

Emanuele Frigerio
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I calciatori del Milan gioiscono dopo la vittoria contro il Cagliari- Foto IPA

L’allenatore del Milan, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Genoa, ha così parlato del pallone d’oro

“Luka non è una sorpresa tecnicamente, è straordinario in campo e come ragazzo. Sono incredibili la sua umiltà sul campo ma soprattutto la passione che mette nel lavoro che fa. Mi fa molto ridere che, quando sbaglia un passaggio, si arrabbia con sé stesso e chiede scusa: è successo a Cagliari, vi racconto questo aneddoto. Effettua un lancio verso Loftus-Cheek che sbaglia di circa un metro, tra l’altro una palla per nulla facile, e si arrabbia tantissimo con sé stesso chiedendo scusa a tutti. Deve essere un esempio per i ragazzi più giovani, soprattutto per l’amore e la passione che mette in questo sport. I ragazzi, oggi, hanno troppe distrazioni: è importante avere calciatori focalizzati sul lavoro e gli obiettivi della propria società” : queste le parole di Massimiliano Allegri durante la conferenza stampa su Luka Modric.

Stakanovista

Le presenze in Serie A del centrocampista croato sono diciotto in diciotto partite totali disputate dal Milan: tutte da titolare, tutte da protagonista, tutte da leader tecnico. Il tecnico toscano, spesso tacciato dai suoi detrattori di essere un allenatore avverso a calciatori di talento, ha fin da subito fatto assoluto affidamento sul quarantenne di Zara, evidenziando in ogni suo intervento sul calciatore come la sua presenza sia assolutamente primaria per importanza all’interno del gioco rossonero e nel gruppo, con una figura così importante nella storia del calcio in grado di essere d’esempio per attitudine, impegno e dedizione.

14 partite giocate integralmente, due assist forniti ai compagni e una rete, decisiva, contro il Bologna. Lo scorso anno furono certamente 63 le sfide disputate dall’ex pallone d’oro, ma quasi sempre con un inizio dalla panchina. Nel Milan è tornato ad essere inamovibile e centrale, esempio di cura di sé e di professionismo.

Leadership

Guardate la foto qui in alto: esulta come un bambino alla vittoria dei rossoneri. Professatosi milanista fin da piccolo, vive ogni match in maniera viscerale e di conseguenza gioisce al termine degli incontri come se avesse vinto un trofeo. Questi valori vengono riconosciuti in pieno dai propri compagni che gli vogliono bene, lo adorano, lo celebrano ogni volta che parlano di lui ma soprattutto lo seguono, prendendolo come esempio. Gli abbracci con Rabiot e Gabbia alla fine delle partite identificano un calciatore già fondamentale per lo spogliatoio, composto da un grande numero di giovani ragazzi che hanno bisogno di qualcuno capace di indicare la via, lo scenario migliore per crescere come calciatori ma soprattutto come uomini.

La qualità

Non si discute. Parliamo dell’individualità con maggiore tecnica di tutto il campionato di Serie A, senza se e senza ma. L’ossessione per il gioco lo ha reso uno dei giocatori più vincenti della storia del calcio, icona indiscussa del proprio Paese ed un riferimento per migliaia, anzi milioni di ragazzi amanti del calcio. La pulizia tecnica e la visione di gioco restano degli elementi difficilmente eguagliabili nel suo gioco: certo, il poster dell’assist a Rodrygo in Champions League giace nelle menti di qualsiasi calciofilo, ma da quando è giunto a Milanello ha già regalato parecchie perle per i musei e per gli intenditori. Lasciamo stare per una volta classifiche e numeri, che lo vedono primeggiare ovunque tra passaggi completati. verticalità eccetera. Concentriamoci sull’estetica del calcio: chi può regalarvi sensazioni migliori del mago croato su un campo da calcio col pallone tra i piedi?

Annoveriamo nel nostro torneo gente del calibro di Kevin De Bruyne (cui auguriamo di tornare presto sui campi), Paulo Dybala, Kenan Yildiz, ma nessuno di loro risulta essere nella completezza delle loro giocate minimamente avvicinabile ad un cultore del calcio totale come l’ex Tottenham. Aggiungo, mi concederete, che sarebbe stato un gran peccato vedere un fenomeno con così tanto da dare a questo sport finire a performare nella prima divisione croata, fucina di talenti incredibili ma di tutt’altro valore competitivo rispetto alla realtà del campionato italiano. Suvvia!

La quantità

Passiamo all’elemento più sorprendente del cammino rossonero di Luka Modric, capace di legarsi indissolubilmente alle parole di Max Allegri. Il numero 14 è il primo difensore del Diavolo: ha compreso subito lo spirito e l’idea di gioco, ma non ha fatto come molti calciatori, riluttanti ad accettare modalità di giocare a calcio difformi da quelle ideali alle proprie caratteristiche. Si è subito calato nella realtà milanista, ha preso gli strumenti del mestiere e ha dimostrato di essere un fenomeno anche in fase di non possesso, regalando manuali di comprensione del calcio a tutti gli altri compagni e a tutti gli avversari. Dominante nell’uno contro uno anche a dispetto di calciatori maggiormente fisici, rapidi, intelligente nella lettura anticipatoria delle giocate avversarie.

In Serie A non è arrivato un quarantenne ex Real Madrid, ma un alieno. E chissà che per loro l’età si conti in maniera diversa che da noi terrestri…

 

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