Bologna, oltre la crisi

Giacomo Cesaro
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Nkunku e Pulisic in azione durante Milan-Bologna (Ph Mattia Martegani)

Dalla corsa Champions alla decima posizione in campionato: ecco cosa non sta funzionando nel Bologna di Italiano 

Nei mesi di settembre e ottobre, periodo che coincide con il tentativo di fare una previsione della classifica finale, la parola Scudetto è stata addirittura associata al Bologna. I rossoblu, forse vittime di qualche esagerazione, erano considerati tra le possibili pretendenti al titolo. Poi la magica giostra di Vincenzo Italiano si è inceppata. O meglio, tutti quei meccanismi che erano apparsi oleati, hanno smesso di funzionare a intermittenza. Questo fenomeno però si è fermato all’interno dei confini nazionali e non si è diffuso a macchia d’olio anche in Europa, dove il Bologna è stato a un passo dal qualificarsi tra le prime otto del maxi girone. Ed è proprio analizzando la differenza tra il rendimento in campionato e quello in Europa League che si può cogliere una delle difficoltà in cui spesso e volentieri inciampa la formazione di Italiano.

Difesa ballerina

Nelle ultime 10 partite di campionato il Bologna ha sempre preso gol. In totale la difesa rossoblu ne ha concessi 27: solo tre in meno di Lecce e Parma, due squadre che lottano per non retrocedere. Alla luce di questi numeri, il tallone d’Achille della formazione di Italiano sembra essere proprio il reparto arretrato. Gli infortuni di Lucumì e Vitik hanno amplificato la negatività di un rendimento, che sta tenendo il Bologna lontano dagli obbiettivi prefissati. Il Como, seppur abbia una partita in più, dista 11 punti. Un gap importante che i rossoblu sono chiamati a ricucire al più presto.

In Europa League il bilancio difensivo del Bologna non si edulcora. La squadra di Italiano ha infatti subito di media un gol a partita, ma, a differenza di quanto accade in Serie A, spesso e volentieri è riuscito a segnarne uno in più dell’avversario. L’abito europeo sembra calzare meglio ai rossoblu, che, grazie agli ampi spazi concessi dagli avversari, riescono a sprigionare tutto il loro potenziale offensivo. Cosa che invece in Italia il Bologna non riesce a emulare contro difese ermetiche e ben organizzate.

Tabù Dall’Ara

A differenza della passata stagione, in cui il Bologna aveva perso solamente due volte davanti ai propri tifosi, quest’anno il feeling con il Dall’Ara non è ancora scoppiato. All’interno delle mura casalinghe, luogo di connubio tra calcio e musica, il Bologna fatica e non poco.

L’ultima vittoria risale allo scorso 9 novembre nel match contro il Napoli. Un trend difficile da spiegare, soprattutto alla luce del rapporto che connette la tifoseria rossoblu e la squadra. La formazione di Italiano proverà quindi a ripartire dal match di questa sera contro il Milan, ultima chiamata per mantenere la scia del treno Europa.

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