Il Milan al Dall’Ara passeggia su un Bologna stanco e disattento in difesa. Un secco 0-3 regala i tre punti alla squadra di Allegri.
Primo tempo
Uno dei primi tempi più belli di quest’anno di Campionato. Il Milan dopo qualche minuto di adattamento, si scrolla di dosso il pressing alto del Bologna. La preparazione e l’interpretazione tattica di questa gara è fino a questo momento perfetta. Anche in impostazione il Milan sembra avere le idee piuttosto chiare di quello che vuole fare. Specialmente sembrano funzionare bene i movimenti e gli interscambi di posizione continui tra Bartesaghi e Pavlovic. In generale i terzi di difesa spingono e si staccano andando a occupare lo spazio liberato dai movimenti ad allargarsi di seconda punta ed esterno. Ad aprire la gara è Loftus Cheek che è bravo a farsi trovare al limite dell’area piccola sugli sviluppi di un cross di Athekame in area. Colpo di testa di Nkunku e poi palla a Rabiot che serve comodamente l’inglese per sbloccare la partita al 20′.
Il protagonista dei primi 45′ è uno e indiscusso: Christopher Nkunku. Al minuto 8 mette Loftus davanti alla porta con una palla visionaria, poi si fa trovare in area a colpire di testa in occasione del primo gol con un bellissimo contromovimento e infine guadagna e trasforma il rigore dello 0-2. Si capisce subito che è ispirato, il tunnel di suola a Zortea è un goloso dessert di una cena multi portata.
Secondo tempo
L’apertura shock del Bologna e la fame del Milan aprono la seconda frazione. Già al 47′ Miranda è autore di una rimessa horror, orizzontale verso il centro del campo, senza un chiaro destinatario. Rabiot intuisce, anticipa Heggem e punta la porta trovando lo 0-3 sotto le braccia di Ravaglia. La partita del Bologna si può riassumere nell’azione costruita da Bernardeschi e Zortea: buona combinazione con il terzino che trova il fondo e serve una palla a rimorchio verso Casale che con il piede debole la manca completamente. La squadra di Italiano ricorda quasi il Milan dell’anno passato, una squadra sbilanciata in avanti che lascia molti buchi dietro.
Da qui in avanti gli spunti vanno gradualmente ad affievolirsi. Allegri passa a uno stravagante 5-4-1 con Tomori inserito da quinto e dà minutaggio a tutti. Entrano Ricci, Tomori, Jashari e Fullkrug, ma Rafael Leao viene risparmiato. Un lusso potersi permettere di vincere di tre gol lasciando a riposo o a casa giocatori del calibro di Pulisic, Leao e Saelemaekers. Ci sarebbero un paio di spiragli per il quarto gol con Fullkrug: prima al minuto 81, ma dopo il cambio di direzione su Heggem, non riesce a superare Ravaglia. Poi su un cross di Estupinian, il panzer tedesco svetta incrociando la conclusione di testa, trovando ancora l’opposizione dell’estremo difensore felsineo.
In attesa della prossima sfida a Pisa tra 10 giorni, i rossoneri si godono in solitaria il secondo posto a +7 dal quinto.
