Il Milan ha annunciato la cessione di Maximilian Ibrahimovic, figlio di Zlatan, direzione Ajax. Qui il comunicato del club: “AC Milan comunica di aver ceduto a titolo temporaneo, con diritto di opzione, le prestazioni sportive del calciatore Maximilian Zlatan Seger Ibrahimović all’AFC Ajax. Il Club rossonero augura a Maximilian le migliori soddisfazioni per il prosieguo della stagione sportiva.”
Il classe 2007, ala sinistra funambolica dotata di ottima tecnica di base, pur con un passo non rapidissimo e una struttura fisica ancora da formare, difetti che risaltano quando il ritmo della partita si fa più intenso, oggi lascia i rossoneri. Convocato da Max Allegri per la semifinale di SuperCoppa italiana contro il Napoli a Ryadh, quest’anno è stato aggregato a Milan Futuro in Serie D. In 16 partite ha messo a segno 5 gol e recapitato 4 assist. Un discreto bottino. L’anno scorso, invece, nella Primavera rossonera di Federico Guidi -impiegato dall’inizio solo a fasi alterne- ha messo a segno 7 gol in 20 partite. Tanti aspetti del gioco restano da sgrezzare, ma le capacità balistiche unite a un’evidente fiducia nelle sue capacità (chissà da chi l’ha preso…) lo hanno reso piuttosto prolifico. Sul carattere un po’ spaccone dei figli, si è espresso proprio Zlatan, in un’intervista a Canale 5 dello scorso Ottobre: “Non è facile per loro, ma hanno un po’ questa mentalità per cui sono più forti di me, di già. Può aiutare, per il mio ego dico che è impossibile, ma l’importante è che stiano bene. Vivono una vita diversa dagli altri, perché papà è stato un giocatore forte, se non il più forte. Però sto provando a dividere l’Ibra professionista dal papà. La vita è più facile, più semplice, perché possono fare più di quello che ho fatto io. Quello che insegno loro è disciplina, rispetto e indipendenza. Se riescono in questo, significa che ho fatto bene il lavoro di papà”.
PERCORSI AL CONTRARIO
Stesse tappe, ma percorsi inversi tra padre e figlio: se uno Zlatan ventenne aveva passato tre stagioni ad Amsterdam nel club dei lancieri prima di scegliere l’Italia, col trasferimento alla Juve che si completò nel 2004, Maximilian, diciannovenne, dall’Italia si trasferisce all’Ajax, in una fase storica di transizione per il club olandese. Nel post di annuncio sui social, l’Ajax ha giocato su questo aspetto, con la didascalia “Like father, like son”, a commento di una doppia foto: l’immagine in alto ritrae uno Zlatan ventenne che esibisce la sua nuova maglia, col numero nove; quella in basso, invece, ritrae Maximilian con la stessa maglia, venticinque anni dopo, e il numero ventisette sulle spalle. Maximilian trova un Ajax che, se da un lato resta un’eccellenza assoluta nella formazione del talento, dall’altro sta attraversando una fase storica complicata. L’ultimo campionato vinto risale a tre anni fa, e anche quest’anno la distanza dai rivali del PSV è già di ben 16 punti. Il terremoto dirigenziale consumatosi negli ultimi anni, con le dimissioni del direttore sportivo Overmars in seguito a scandali nel 2022 o l’addio della leggenda Van Der San hanno creato parecchia confusione, con tanti giovani talenti che hanno deciso di lasciare il club. Per lo stesso motivo, però, il piccolo Ibra potrebbe fare i conti con una competizione meno feroce rispetto agli anni d’oro, in modo da avere una strada spianata verso l’esordio in prima squadra. Per crescere, Maximilian va ad Amsterdam, dove proprio papà era nato come calciatore. Epoche diverse, scelte diverse. Ma le tappe del cuore non cambiano. Di padre in figlio.
