Christian Comotto, il centrocampista del futuro

Marco Zullo
7 Min Read
Christian Comotto (Spezia) durante Spezia Sampdoria (Ph. IPA Agency)

Marco Zullo ci illustra nei minimi dettagli le caratteristiche del giovane classe 2008 che ha meravigliato Massimiliano Allegri nel corso del precampionato.

Il settore giovanile rossonero ha avuto una crescita costante negli ultimi 6-7 anni, frutto di una rinnovata programmazione e di un cambio di metodologia che ha portato al raggiungimento di un alto livello in campo nazionale, il tutto supportato da dati concreti che confermano come il Milan costituisca un vasto serbatoio per le selezioni giovanili azzurre. L’asse di centrocampo rappresenta la zona in cui si sta raccogliendo maggiormente quanto seminato.
La classe del 2008 è solamente la punta dell’iceberg in termini di talento: dietro alla mediaticità precoce di Francesco Camarda è cresciuto, quasi nell’ombra, un prospetto di pari livello che negli ultimi dodici mesi ha accelerato il suo percorso, quel Christian Comotto già entrato nei radar di Max Allegri e dato in prestito allo Spezia al fine di valorizzarsi in un ambiente capace di combinare ambizione, progettualità e tranquillità.
Figlio d’arte di Gianluca, ma con il tempo questa potrebbe diventare un’etichetta davvero riduttiva per un profilo di primo livello all’interno del panorama calcistico italiano. Sarà facile imporsi tra i grandi? No, ovviamente nulla è mai scontato, ma la sensazione che fosse giunto al termine del suo cammino nel settore giovanile si respirava ormai da qualche mese, con il ragazzo pronto a sperimentare nuove pressioni e ricevere nuovi stimoli. Il rigore contro il Perth Glory ha aperto un mondo, il suo, quello di calciare con leggerezza rivelando i colori di cui dispone: ne ha tirati tanti coi suoi coetanei e tanti ancora continuerà a calciarne, prendendosi sulle spalle il peso delle responsabilità. Dettagli che fanno la differenza.
In questa analisi andremo a spiegare nei particolari il tipo di profilo, andando a tracciare un quadro più completo possibile.Capiremo la tipologia di centrocampista, il tipo di talento che possiede e le caratteristiche che ben lasciano sperare per il futuro. Partiamo dallo scheletro, quindi dai parametri fisici e condizionali, quelli che andavano implementati su un “telaio” che è sempre stato quello di un soggetto ectomorfo-normotipo esile di media statura e che nell’ultima stagione ha completato in piena età dello sviluppo un level up nella propria struttura corporea, con quel mattoncino utile per un suo adattamento tra i professionisti. Gli arti inferiori ed il tronco hanno acquisito in maniera omogenea della massa muscolare e tonicità, ma anche della forza massimale. Rimane comunque un soggetto poco esplosivo, seppur con una buona resistenza aerobica a compensare: parliamo di un talento per natura non principalmente atletico ma tecnico-cognitivo, con un valore aumentato dall’aver messo delle basi anche in tal senso. Il profilo mentale è quello che spesso fa la differenza tra il buon giocatore ed il campione. Il suo impatto positivo in campo è influenzato da fattori psicologici solidi: applicato in allenamento e mentalmente preparato alla partita, quasi freddo, pacato negli atteggiamenti e calmo nelle situazioni di pressione, ma allo stesso tempo capace di dimostrare combattività nelle fasi di non possesso tramite pressioni individuali feroci e la ricerca del contrasto, dove accetta senza timore il contatto.
Spirito d’iniziativa ed autostima aggiungono quel tocco prezioso in più, oltre ad emanare vibrazioni da leader. Figlio del contesto in cui è cresciuto e degli esempi avuti dal padre, questi fattori ne hanno accelerato la formazione mentale, passata da adolescenza ad età adulta già a 16 anni. Bello da vedersi nei movimenti, l’eleganza nel rapportarsi col pallone e nell’eseguire i gesti atletici (corsa) e tecnici (trasmissioni, controllo, dribbling) derivano da un ottimo lavoro coordinativo svolto fin da piccolo, attraverso la famosa combinazione motoria. La sensibilità nel piede, ben presente, non è altro che la differenziazione dinamica con cui dosa passaggi e tiri, mentre l’orientamento spazio-tempo (senso tattico o di posizione) utilizzato per orientarsi e collegare il gioco è evidente.
Maturo è l’aggettivo più consono per descriverlo sotto l’aspetto della tattica individuale e collettiva, ovviamente in relazione all’età. I movimenti off the ball, lo smarcarsi ed il posizionarsi con una postura aperta al fine di ricevere palla sono ad un buonissimo livello e fanno parte del suo bagaglio, con movimenti intelligenti prevalentemente tra le linee ed in ampiezza, sia in appoggio che in sostegno. In ottica professionismo, uno step andrà fatto sulla protezione del pallone e l’utilizzo del corpo al fine di difendere il possesso. Piede destro naturale, tende ad usare entrambi i piedi per controllo e trasmissioni brevi: proprio questa caratteristica gli permette di guadagnare tempi di gioco, mentre col piede forte risulta capace di trovare con facilità la verticalità sul lungo ed in diagonale, attraverso i campi di campo. Tutto parte da un controllo pulito ed abbondantemente al di sopra della media, se comparato con il livello medio del campionato primavera della scorsa stagione. Le improvvise fiammate in conduzione apportano invece una variazione al suo gioco, pur senza avere un cambio di passo bruciante ma che risulta comunque ritmato per sequenza di appoggi. Dotato di un ottimo tiro, è capace di calciare con precisione dai 30 metri oltre ad aver dimostrato un discreto feeling con la finalizzazione. Infine, la parte più importante di un calciatore, ossia il biglietto da visita, l’attitudine naturale, l’anima che da forma alle cose, nel caso di Christian è rappresentata dalla regia, che ne fa il perfetto playmaker. Occhio però ad un’altra dote, quella di “difesa”, ancora parzialmente latente ma visibile, che in futuro lo consacrerà come giocatore completo dalla doppia dimensione sui lati del campo. Nella sua giovane carriera ha già sperimentato i due ruoli tattici del centrocampo a tre, da interno davanti alla difesa a mezzala box to box di possesso, mostrandosi confidente in entrambe le situazioni. Gli allenatori che incontrerà ne contamineranno lo stile e definiranno i compiti. Tempo al tempo, non ci resta che continuare a seguire il suo percorso a tappe, proteggere ed ammirare, coltivare ed attendere: semplicemente, tifare.
Share This Article