Allegri prepara la trasferta contro il Torino con o senza Pulisic

Luca Maninetti
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Allegri torna sulla panchina del Milan (Ph. IPA Agency)

Il Milan è pronto alla trasferta ostica contro il Torino. A tal proposito Massimiliano Allegri è interventuto in conferenza stampa

Il Milan lunedì sfiderà il Torino nel match valido per la quattordicesima giornata di Serie A. Contro la formazione granata i rossoneri negli ultimi 12 confronti hanno vinto 1 sola volta [0-7 nella stagione 2020-21]. Insomma una sfida da prendere con le pinze e massima attenzione. A tal proposito ha parlato Massimiliano Allegri in conferenza stampa:

Sul match: “Bisogna essere pronti a fare una partita solida, domani affronteremo una squadra… Ci sono dei numeri che cercheremo di invertire. Negli ultimi 12 anni 6 pareggi, 5 sconfitte e 1 una sola vittoria. Negli ultimi tre anni il Milan ha perso tre volte. Bisogna affrontarla con grande umilità. Torino squadra molto fisica, giocare in casa loro in questo momento è molto difficile, vengono da una serie di risultati negativi. Bisogna fare una partita molto concreta. Siamo arrivati in un momento della stagione in cui, da oggi a fine gennaio, sarà un periodo in cui la classifica verrà delineata“.

Su Pulisic e bollettino medico: “Gimenez speriamo di averlo il più presto possibile, è un giocatore importante e numericamente ne abbiamo bisogno. Tecnicamente e numericamente. Pulisic stanotte ha avuto un attacco di febbre, vediamo se sarà a disposizione o meno. Athekame sta completando il recupero. Fofana speriamo di averlo già col Sassuolo. Tra domani e Sassuolo avremo una settimana molto importante, bisogna avere la testa giusta e giocare con umiltà, sapendo che portando a casa queste due partite è molto importante perché poi andremo a giocare la Supercoppa“.

Sulle parole di Fabregas e sulla sconfitta del Milan contro la Lazio in Coppa Italia: “Non ho sentito quello che ha detto Fabregas, sta facendo un lavoro importante col Como. Per noi è importante dare seguito ai risultati. Giovedì con la Lazio siamo stati paradossalmente anche più “bellini”, ma non abbiamo avuto la cattiveria per portare a casa il risultato. Deve essere vista come un’opportunità di miglioramento. Quando la squadra gioca con grande rispetto e cattiveria difficilmente prendi gol su palla inattiva“.

Sulla mancanza dei gol dei centrocampisti: “Eravamo partiti bene con Loftus a Lecce su palla inattiva, poi ci siamo fermati. Li faranno, arriveranno, ce li hanno nelle loro caratteristiche. Dobbiamo migliorare le palle inattive, facciamo pochi gol. Con la Lazio abbiamo rischiato in campionato e preso gol giovedì: dobbiamo migliorare. Poi è importante giocare una fase difensiva da squadra, giovedì secondo me la squadra ha giocato difensivamente una delle migliori partite. Una nota positiva giovedì c’è stata, ma non basta: bisogna continuare a migliorare le due fasi e bisogna avere chiaro l’obiettivo, che è il risultato. Mentre Rabiot sta migliorando la condizione. I suoi gol arriveranno, come quelli di Loftus. Loftus giovedì ha avuto due occasioni per fare gol: deve essere più convinto delle qualità che ha. Ci aspettiamo molto da lui“.

Sul valore della squadra e se manca qualcosa: “In pieno non sono assolutamente soddisfatto perché tutti non dobbiamo essere soddisfatti: dobbiamo lavorare per migliorare. Le cose giuste rimangono, le cose sbagliate vanno migliorate e su questo bisogna lavorare. Ogni giorno che passa dobbiamo avere la convinzione di migliorare. Niente è impossibile, tutto è possibile, bisogna fare il massimo per ottenere quello che sembra impossibile. Dobbiamo lavorare per il 10, vuol dire lavorare al massimo delle possibilità. Ma bisogna avere la convinzione. Se non c’è la convinzione fai il massimo ma non il tuo massimo. Come ho detto tante volte, ripeto, non esisto il mantenimento: esiste il miglioramento o il peggioramento. È un momento importante della stagione, bisogna risparmiare le energie mentali: quando andiamo in campo le partite passano dai piedi e dalla testa. Il nostro volere è fondamentale: il nostro volere qual è? Che l’anno prossimo, con le buone o con le cattive, il Milan deve rientrare in Champions“.

Su Nkunku: “Lasciamo perdere l’investimento, parlo del giocatore che ha qualità tecniche straordinarie. È arrivato dopo. Contro la Lazio a San Siro ha fatto una buona partita. Anche lui si deve convincere che deve essere determinante. Le qualità tecniche, basta vedere come stoppa o passa, nessuno può discuterle. Abbiamo bisogno di ragazzi che siano convinti in quello che fanno per arrivare all’obiettivo di squadra. Sono contento di Nkunku e sono convinto che possa fare bene, magari domani può fare gol“.

Su Gimenez: “Il professor Ordine è sempre ironico (ride, ndr). Santiago sta lavorando, speriamo in settimana di riaggregarlo parzialmente con la squadra. La caviglia è a posto. Speriamo di riaverlo, abbiamo bisogno di lui. È un giocatore affidabile, ha lavorato molto per la squadra, ha avuto tante occasioni, ha avuto tre gol annullati per un centimetro, ha fatto tanti gol nel Feyenoord, non è che ha disimparato a fare gol. Gimenez deve rientrare, lo aspettiamo e speriamo che in settimana possa rientrare parzialmente con la squadra“.

Sulla questione punta: “Ne abbiamo parlato tante volte. Di centravanti veri tra Juventus e Milan, ma anche a Cagliari, ne ho avuto solo uno che era Higuain. Mandzukic svariava, giocava anche ala sinistra. Ibrahimovic, Robinho, Cassano e Pato… Ibra era molto più bravo a mandare gli altri, il centravanti l’ha fatto in vecchiaia. È una questione di caratteristiche, io devo cercare di metterli nelle migliori condizioni. L’importante comunque è fare gol, in questo momento qui i 4 attaccanti che abbiamo 2 hanno fatto 10 gol, abbiamo bisogno dei gol di Nkunku, di Gimenez, dei centrocampisti e dei difensori. Alla fine del campionato per essere lì bisogna fare un tot di gol e subirne meno. Non ho mai visto una squadra vincere o arrivare nelle prime posizioni con una differenza reti minima, e quella è matematica“.

Sulle ambizioni scudetto: “Non è una questione di 5 partite, dopo quelle 5 ne mancano ancora 19. Ci vogliamo 74-76 punti per la Champions, poi non so quanto ce ne vorrà per il campionato. L’ambizione deve essere massima, normale per il Milan, ma l’obiettivo bisogna averlo chiaro. Il Milan l’anno prossimo deve giocare la Champions, non è facile: ci sono squadre agguerrite e attrezzate. Bisogna essere un blocco unico dove non passa niente dentro“.

Su cosa è Fofana per Allegri: “Fofana è criticato perché ogni tanto fa errori tecnici, ma è un giocatore di intensità e anche nello sviluppo dei gol contro Lazio e Napoli è stato molto bravo. Secondo me per le sue potenzialità deve avere l’ambizione di fare molto più, di fare gol, di essere più presente in fase difensiva. Domani non c’è, giocherà con caratteristiche magari diverse, ma sarà utile alla squadra“.

 

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