Di Francesco abbraccia Camarda: “Francesco torna a casa”

redazione
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Camarda esulta in occasione della prima rete in Serie A in Lecce-Bologna (Ph. IPA Agency)

L’allenatore del Lecce, al termine della partita, spiega la scena avvenuta con il classe 2008, in bilico tra intervento ed il ritorno a Milanello.

Eusebio Di Francesco, intervenuto ai microfoni di Dazn al termine della partita tra Lecce e Lazio, terminata 0-0 e che ha temporaneamente riportato i giallorossi al di fuori della zona retrocessione, è stato immortalato in un lungo ed emozionante abbraccio con Francesco Camarda, protagonista di un infortunio alla spalla che sta tenendo parecchio banco a livello di cronaca nella trattativa tra le due formazioni per comprendere i margini di risoluzione dell’attuale accordo per un prestito con diritto di riscatto e controriscatto, che avrebbe delle implicazioni finanziarie vantaggiose per entrambe le compagini.

Negli ultimi giorni vi avevamo raccontato della ferrea volontà dei salentini di rispettare questo accordo e di rispettare il ritorno del calciatore dall’eventuale decorso post operatorio, con conseguente rientro in campo verso la metà di aprile, ma sembra che i dialoghi tra le due società siano continuati a proseguire con insistenza in questi giorni, con una porta per il suo rientro al Milan Futuro che sembra pian piano però chiudersi sempre di più. La situazione è ufficialmente tutt’altro che risolta formalmente, ma le parole del tecnico del Lecce lasciano pensare che una soluzione possa essere vicina. Ecco le sue dichiarazioni.

“Perché Camarda mi ha abbracciato nel post partita? Francesco mi ha detto che mi vuole molto bene e anche io gliene voglio. Abbiamo avuto un rapporto padre e figlio. Ho tre figli, so cosa significhi fare questo lavoro, avere delle aspettative, avere delle pressioni addosso. Resterà fuori per un po’ di tempo e sta tornando a casa“.

Camarda, con la conferma di un infortunio di lunga durata, sembra quindi essere più vicino a restare a Lecce, che tanto bene lo ha accolto nella prima, vera, esperienza da professionista in Serie A, operandosi però a Milano. Un gol, un rigore sbagliato, tanta esperienza accumulata e la fiducia di un ambiente, e di un mister, che lo accoglieranno sempre come un figlio del Salento.

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