È il giorno dopo Milan-Hellas Verona , gara che i rossoneri hanno vinto per 3-0 in quel di San Siro e che di fatto ha sancito l’inizio della stagione di Christopher Nkunku, autore con una doppietta dei suoi primi due gol nel campionato italiano. La scena ovviamente oggi a livello mediatico se la prende dunque il francese, ma non si può trascurare il fatto che ancora una volta a fare realmente la differenza per Allegri più che l’ex Chelsea e Lipsia sia stato il solito Christian Pulisic, protagonista in occasione del goal messo a segno a fine primo tempo che ha di fatto indirizzato la partita.
Il gol contro l’Hellas
Un goal che è molto simile a quello che gli era stato annullato ingiustamente contro il Sassuolo nella giornata precedente. Una rete di rapina e da vero opportunista, da giocatore con il fiuto del goal tipico dei bomber di razza. Un tocco di misura in area piccola che certifica come l’americano in questo momento sia il vero centravanti di questa squadra. Certo, un centravanti atipico, non strutturato fisicamente o in grado di fare i classici movimenti da numero nove soprattutto nel lavoro spalle alla porta e sui palloni alti, ma un vero e proprio cecchino quando si tratta di arrivare alla finalizzazione di un’azione.
Numeri da cecchino
Capitan America infatti ha numeri quasi irreali dal punto di vista delle conclusioni, avendo calciato in campionato 16 volte verso lo specchio della porta e avendo realizzando otto reti, il che significa una media di un goal ogni due tiri. D’altronde Landucci lo aveva detto dopo Udinese-Milan: “Pulisic durante la settimana quando tira in porta i portieri, si dice, suonano a morto. Quando calcia è micidiale”.
La statistica che lo consacra
Non è però solo da questa prima parte di stagione che Pulisic è decisivo. Da quando è in Italia infatti, ossia dalla stagione 2022/2023, Christian è uno dei due soli giocatori in Serie A ad aver contribuito ad almeno 50 tra goal ed assist (31 le reti e 19 le assistenze) insieme a Lautaro Martinez, che è attualmente a quota 53.
Il duello con Lautaro
È probabilmente infatti in questo momento quello tra l’argentino e il numero 11 del Milan il duello più intrigante e affascinante dell’intero campionato. Due giocatori che, con caratteristiche diverse, stanno trascinando le prime due squadre della classe, con la differenza sostanziale però che probabilmente a livello di risonanza mediatica ancora non si riconosce il giusto tributo ad un giocatore, quello rossonero, che è di conclamato spessore internazionale (ha già vinto trofei importanti su tutti la Champions League con il Chelsea) ed è uno dei pochi fuoriclasse presenti ad oggi in Serie A.
