Ecco chi è Alphadjo Cissè, il talento che il Milan prova a strappare al PSV

Antonio Belloni
5 Min Read
Alphadjo Cissè durante un Lazio-Verona nel 2024/25

Sembrava vicinissimo al PSV. Poi, nella notte, la chiamata del Milan: nel futuro di Alphadjo Cissè, talento 2006 in prestito al Catanzaro, potrebbero esserci proprio i rossoneri.

Dopo un mese di calma piatta, al netto dell’operazione Füllkrug già chiusa a fine Dicembre, il mercato del Milan sembra essersi infiammato all’improvviso, sul gong. Non solo la trattativa notturna per Jean-Philippe Mateta, ma anche un inserimento anticipato in mattinata da Gianluca Di Marzio: “Il Milan si inserisce nella trattativa Cissè–PSV: i rossoneri lascerebbero il giocatore in prestito al Catanzaro fino a Giugno”.

Chi è Alphadjo Cissè

Nativo di Treviso, cresciuto nel quartiere di San Liberale, uno dei quartieri costruiti per gli sfollati nel dopo guerra, il classe 2006 si è formato nel settore giovanile dell’Hellas Verona, squadra che tutt’ora ne detiene il cartellino. A sedici anni inizia a giocare in Primavera; a 18, dopo una stagione da 16 gol in Primavera 1, esordisce in Serie A, contro l’Inter. L’anno scorso è complicato, come spesso capita ai ragazzi che, esplosi in un campionato sui generis come la Primavera, si ritrovano a metà strada tra il professionismo e i settori giovanili: il Verona lo tiene in prima squadra, ma Cissè gioca pochissimo. Quest’anno, poi, la svolta. Prestito a Catanzaro, dove a guidare la panchina arriva Alberto Aquilani, allenatore che sin dai primi anni di carriera ha manifestato una predisposizione a un calcio offensivo, di qualità. Premesse perfette, per il talento grezzo di Alphadjo. Il ragazzo di proprietà del Verona parte nominalmente da mezzala di qualità, ma ha facoltà di trovare lo spazio tra le linee per sprigionare tutto il suo talento negli spazi stretti.

Di fatto, fa il trequartista nel mezzo spazio di sinistra. Il primo lampo di classe pura è una doppietta a Reggio Emilia contro la Reggiana. Il secondo gol è un capolavoro: punizione da oltre trenta metri calciata di collo interno, forte, che sbatte sul palo ed entra in porta. Cissè ha già segnato 6 gol e servito un assist in B, e ha scelto sempre momenti pesanti, per incidere. Nonostante i limiti da sgrezzare, il Catanzaro di quest’anno si è spesso affidato ai suoi piedi nei momenti decisivi: a soli 19 anni, è stato da subito il leader tecnico della squadra.

La sua qualità principale è il dribbling, che spesso trova grazie a un’innata capacità coordinativa e un utilizzo virtuoso del corpo: riceve di spalle, e con finte continue manda a vuoto all’avversario, per poi lasciarlo a terra. In un calcio sempre più orientato ai duelli uomo contro uomo, la sua capacità di manipolare la pressione avversaria, reggendo l’urto grazie a una forza innata nelle gambe, può essere un’arma preziosissima. E poi, calcia bene, forte, con traiettorie secche. Non a caso, Silvio Baldini l’ha convocato in Under-21 a Novembre e, all’esordio in Polonia, l’ha messo in campo da punta. Il ruolo vero, forse, è ancora tutto da scoprire. I limiti, inevitabili vista l’età, riguardano alcune scelte un po’ frettolose in possesso, qualche tocco di troppo, momenti in cui si specchia nelle sue qualità e non gestisce a dovere i ritmi: tutto nomale, per un diciannovenne che, fuori dal campo, sembra avere ancora lo sguardo innocente e paffuto di un bambino. 

La trattativa

La trattativa col PSV sembrava ormai in chiusura, ma la chiamate del Milan nella notte potrebbe cambiare tutto. Secondo Gianluca di Marzio, il Catanzaro apprezzerebbe l’idea di tenere il calciatore fino a Giugno: i rossoneri potrebbero avere un alleato. Per quanto riguarda le cifre, Matteo Moretto, nell’ultimo video uscito sul canale di Fabrizio Romano, ha parlato di circa 10 milioni tra parte fissa e bonus. Sulla proiezione nel progetto Milan, è difficile esprimersi: al momento, Cissè, gioca nella zolla di Rabiot. Ma la sensazione è che, specie se i rossoneri arriveranno in Champions, il Milan in estate potrebbe cambiare sistema. In ogni caso, quando c’è la possibilità di portare a casa talenti italiani di questo livello, approfittare dell’occasione è sempre cosa buona e giusta. 

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