Domani sera, Zachary Athekame potrebbe giocare dal primo minuto. Per conoscerlo meglio, abbiamo intervistato un analista che lo conosce bene.
Quest’estate, all’annuncio dell’acquisto del Milan di Zachary Athekame, mi sono sentito piuttosto spaesato. Era quasi impossibile reperirne video completi, approfondimenti, informazioni dettagliate. Poi, all’improvviso, mi sono imbattuto nell’analisi di Maxime Schär, un analista professionista che collabora con alcuni calciatori della massima serie svizzera e studia per diventare scout: i suoi commenti erano molto tecnici; parlava di postura, posizionamenti, pregi e difetti da limare. A un giorno da quella che -Alexis permettendo- potrebbe essere la prima titolarità di Athekame col Milan in un big-match, ho voluto intervistarlo, per sapere qualcosa in più su un ragazzo che per molti è stato fin qui un oggetto misterioso.
- Domani sera, Zachary Athekame potrebbe giocare dal primo minuto. Per conoscerlo meglio, abbiamo intervistato un analista che lo conosce bene.
- Qual è il tuo primo ricordo di Athekame?
- Ti ha sorpreso la sua firma col Milan?
- Quali sono i suoi pregi?
- E i difetti?
- E tecnicamente? A volte è apparso insicuro. Colpa dell’adattamento a San Siro?
- Voglio chiederti di un altro svizzero al Milan: Ardon Jashari. Mediano o mezzala?
- Credi Athekame riuscirà ad affermarsi nel Milan?
Qual è il tuo primo ricordo di Athekame?
“Non ricordo se fosse con la Svizzera U-21 o col Neuchâtel Xamax, ma fece una grande partita. Trovavo molto interessante che giocasse sul lato opposto, a sinistra, perché essendo di piede destro poteva tagliare dentro al campo e mettere in mostra le sue abilità tecniche. Ma credo che giocare a destra lo aiuti di più per sfruttare i suoi cross.”
Ti ha sorpreso la sua firma col Milan?
“Ero abbastanza sorpreso, perché credo si faccia poco scouting nel campionato svizzero, ci sono pochi movimenti all’estero, esclusi i nomi più importanti, e Athekame non era tra questi, forse anche perché ha finito la stagione come titolare allo Young Boys, ma non giocava tutte le partite. Era appena arrivato al club, nell’estate del 2024, e spesso i giocatori rimangono un po’ di più, specie allo Young Boys, per dare continuità, ma credo abbia senso come rincalzo al Milan, senza essere un titolare da subito, per crescere col tempo. In questo senso, visto il contesto, non mi ha sorpreso”
Quali sono i suoi pregi?
“Credo che la posizione da quinto, rispetto al terzino, si adatti meglio a lui. Per questo è stata una mossa intelligente del Milan, perché allo Young Boys giocava terzino. É capace di effettuare tante corse ripetute ad alta intensità: è un punto di forza che ha sviluppato molto bene nelle ultime due stagioni, così come il cross, che riesce a dosare con la giusta forza e precisione. Mi piace molto anche in alcuni duelli individuali difensivi, quando l’avversario lo punta palla al piede e lui si posiziona in modo intelligente per chiudergli lo spazio. Lo ha fatto alla grande contro la Francia U-21, contro Dayann Methalie, che è un mio cliente a cui molti club di Premier League sono interessati.”
E i difetti?
“Alla fine della scorsa stagione dimostrava una mancanza di consapevolezza nei posizionamenti, una scarsa propensione a essere pessimista in alcune situazioni difensive. La situazione più critica riguardava i cross dal lato opposto al suo: non era molto attento al suo uomo, nella difesa del secondo palo, e lo Young Boys ha concesso alcuni gol per questo suo difetto. A volte è troppo spregiudicato e affronta l’avversario frontalmente, in posizione piatta, o vuole anticiparlo sempre portandolo sull’esterno, lasciandogli spazio per tagliare il campo internamente”
E tecnicamente? A volte è apparso insicuro. Colpa dell’adattamento a San Siro?
“A volte non è facile entrare in partita dalla panchina, perché devi metterti in mostra in pochi minuti, e questo alimenta la pressione. Può essere una motivazione. Ma non direi che è eccezionale (nella gestione del pallone) sotto pressione, certo. Se però gli dai metri e spazi, può accelerare molto velocemente e partire in conduzione, può tagliare anche dentro al campo. Una buona opzione per costruire il gioco e favorirlo sarebbe sviluppare sul lato opposto, attrarre gli avversari da quel lato e poi cambiare gioco per servirlo nello spazio”.
Voglio chiederti di un altro svizzero al Milan: Ardon Jashari. Mediano o mezzala?
“Può fare tutto (ride). Ne ho una considerazione molto alta. Rabiot è certamente più portato a fare corse in avanti, ma lo immagino a prendere il posto di Fofana o a sostituire Modric. Può sostenere tante corse ad alta intensità, e credo possa difendere meglio di Fofana e Modric”.
Credi Athekame riuscirà ad affermarsi nel Milan?
“Voglio essere positivo, ma trovo un po’ strano che il Milan nella posizione di quinto di destra abbia lui e Saelemaekers: sono profili totalmente diversi. Non puoi aspettarti che faccia le stesse cose di Saelemaekers, devi adattare il sistema. Questa stagione sarà difficile, ma l’anno prossimo, perché no. Avrebbe bisogno di un contesto specifico più adatto. Non so se potrà accadere presto”.
