ESCLUSIVA MV Felice Raimondo: “I costi annunciati per il nuovo stadio sono di circa 1,3 miliardi”

Andrea Propato
14 Min Read
Avvocato Felice Raimondo

Nella puntata di Speciale Stadio di Milan Vibes, è intervenuto in esclusiva l’avvocato Felice Raimondo, specializzato in diritto sportivo. Abbiamo ascoltato le sue dichiarazioni sul tema stadio.

Ospite di Milan Vibes, l’avvocato Felice Raimondo, ci ha raccontato diversi argomenti sul tema stadio. L’avvocato ci ha spiegato tra le diverse tematiche, i prossimi steps dopo la delibera, il costo totale per i club per il nuovo stadio e la situazione a San Donato, con l’area San Francesco.

Consiglio comunale: si è votata l’approvazione, lo stadio può essere venduto ai club, te lo aspettavi che alla fine si arrivava a questo?

“Io ho sempre pensato che tra i due progetti, quello di Milan e quello di San Donato, quello che avesse più chances di andare a meta fosse quello di San Donato e non quello di Milano, che poi è arrivato a meta. Questo perché il percorso amministrativo di San Donato lo vedevo più lineare, rispetto a quello di Milano, che invece ha subito parecchi ritardi e rallentamenti cioè tutte le problematiche che noi conosciamo. Quindi se mi avessi fatto la domanda due anni fa, ti avrei detto che non me lo sarei aspettato, invece da quando Oaktree ha escusso il suo credito da Suning, quindi sono iniziati questi dialoghi fitti con Redbird, chiaramente le cose si sono invertite quindi San Donato da piano A è passato a piano B, e quindi si è arrivati a quello che volevano Milan e Inter, cioè poter costruire un nuovo stadio a Milano. Oggi ti dico di sì che me lo sarei aspettato ma qualche tempo fa no”

Ci aiuti a comprendere i next steps: c’è stata la delibera, è stato votato il sì per la vendita dell’impianto ai due club, cosa succede adesso?

“Innanzitutto il consiglio comunale di Milano ha deliberato la vendita, ma la vendita non è ancora avvenuta, quindi questo è un passaggio formale che deve essere realizzato davanti ad un notaio con il rogito. Per arrivare al rogito, come ha detto anche Scaroni, va firmata una convenzione tra i club e il comune entro il 10 novembre, perché il 10 novembre è una data molto importante perché scatterebbe il vincolo sul secondo anello che poi impedirebbe ai club di demolire San Siro come loro vorrebbero. Loro devono riuscire ad acquistare lo stadio entro questa data per poi demolirlo secondo i loro progetti. Quindi entro il 10 novembre bisogna firmare questa convenzione con il comune e poi bisogna andare a rogitare. Poi l’anno decisivo sarà il 2026, perché l’anno prossimo dovrà esser avviata la procedura amministrativa che porterà alla conferenza dei servizi decisoria all’interno della quale dovrà essere approvato il progetto definitivo sul quale credo gli architetti nominati, quindi Foster e Manica, staranno già lavorando. Nel 2026 dovrà essere approvato il progetto all’interno di questa conferenza dei servizi decisoria e se tutto andrà a buon fine, al termine di questa procedura, ci sarà il via libera per l’istituzione dei primi lavori che arriveranno entro la primavera del 2027. Questi sono i passaggi, poi lo stadio verrà completato entro la fine del 2030 per essere pronto per essere utilizzato nel 2031, quindi noi nel 2031 dovremmo avere due stadi uno vicino all’altro, cioè uno stadio vecchio dal quale i club si trasferiranno e andranno poi nel nuovo che sarà a fianco. Dopodiché, fatto il trasloco, lo stadio vecchio potrà essere demolito, si vedrà se prima o dopo l’europeo che avverrà nel 2032. Una volta che si è realizzato il trasloco dallo stadio vecchio a quello nuovo, quello vecchio verrà demolito e al suo posto verrà realizzato tutto il comparto commerciale, dove nasceranno negozi e tutto il settore commerciale. Tutto questo si dovrà concludere nel 2035, il progetto nella sua interezza finirà da qui a 10 anni. Entro il 2031 avremo lo stadio, entro il 2035 il comparto commerciale”

Questa storia è arrivata a lieto fine, o ci possono essere intoppi, cavilli o problemi?

“No, i problemi potrebbero non essere finiti, perché come è stato annunciato da varie parti e soggetti, ora partiranno vari ricorsi al Tar e ho letto anche alla commissione europea e corte di giustizia. Questo progetto verrà contestato davanti ai tribunali, quindi questo è un primo ostacolo che andrà superato, poi le tempistiche dell’iter amministrativo dovranno essere rispettate, perché i club con il comune di Milano hanno pattuito diverse vie di fuga, quindi se il progetto di cui ho parlato non dovesse arrivare a compimento nel 2026, i club possono decidere di tirarsi indietro; così come se in futuro dovesse essere apposto un nuovo vincolo, storico relazionale, a quel punto i club ugualmente potranno decidere di tirarsi indietro. Ci sono ancora degli elementi di incertezza che a mio avviso non devono lasciare tranquillissimi i tifosi che sperano nella realizzazione dello stadio, cosa che ci auguriamo tutti perché migliorerebbe il futuro del Milan. Direi di crederci sul serio quando le ruspe verranno accese e i lavori inizieranno, cioè nella primavera del 2027”

Quanto costa alla fine questo stadio? Hai un dettaglio sui costi?

“Ad oggi i costi annunciati sono stati circa di 1,3 miliardi. Per entrambi i club, lo stadio e comparto commerciale costerà intorno a 1 miliardo e 300 milioni di euro. Queste sono stime fatte al presente, nulla toglie che da qui al 2035, alla fine potrebbe essere spesa una somma anche più alta. Da 1,3 miliardi a salire costerà, diviso due, i due club si divideranno tutte le spese”.

Investimento importante anche per Milano, per la città

“Certo, che io sappia non è mai stato fatto un investimento privato a Milano di tale importo. Vero che il comune comparteciperà in minima parte, per quanto riguarda il rifacimento del tunnel Patroclo, perché quel tunnel va spostato per consentire il posizionamento dello stadio. Quello andrà rifatto perché lo stadio nuovo andrà costruito sopra il vecchio tunnel, che chiaramente va riempito e spostato verso l’interno. Questa è l’unica spesa che verrà compartecipata dal comune, spesa di 14 milioni. Per il resto sarà un investimento interamente privato, quindi supportato dalle due proprietà, attraverso il veicolo che verrà costituito e che si conoscerà a breve, quando si andrà a rogitare”.

Abbiamo parlato di San Siro, si va avanti. Invece a San Donato che succede?

“A San Donato le ultimissime notizie non sono positive, purtroppo, perché è un piano B che fa sempre comodo tenere in piedi. Questa tattica del Milan di giocare sue due tavoli insieme alla fine ha ripagato. Oggi sembra che tutto stia andando per il verso giusto a Milano, però, appunto, non potremo saperlo fin quando le ruspe non si accenderanno. Le ultime a San Donato ci dicono che la delibera del 2021, sulla quale si è basato l’iter amministrativo successivo, incluso l’accordo di programma che è stato avviato con la regione e tutti i vari enti, è stata annullata dal Tar a causa di una problematica con un consorzio che si chiama consorzio quartiere Affari, che non è nient’altro che una aggregazione di soggetti, proprietari di beni immobili in una zona adiacente all’area San Francesco, dove il Milan ha acquistato i terreni. Questo consorzio ha lamentato il fatto che il piano integrato di intervento che era stato approvato dal comune nel 2021, con Sport Life City, prima che lo acquistasse il Milan, quel progetto non prevedeva 45mila metri quadrati di verde all’interno dell’area San Francesco. Questo progetto poi è stato portato avanti dal Milan ed è stato modificato dal Milan al fine di realizzarci lo stadio. Dato che il Tar ha dato ragione al consorzio quartiere Affari, dicendo che nell’area San Francesco il PII non prevedeva la realizzazione di 45mila metri quadrati di verde, ma soltanto di 28mila, a causa di questo ha annullato la delibera del 2021 che a cascata ha fatto cadere tutto l’iter che è stato portato avanti fino ad oggi a San Donato. Comunque è un problema risolvibile, perché se la parti in gioco, cioè il comune e il Milan, si adeguano alla decisione del Tar aggiungendo i 17mila metri quadrati di verde che mancherebbero all’interno dell’area San Francesco, diciamo che una pezza potrebbe essere messa e quindi l’accordo di programma potrebbe proseguire. Vedremo con che contenuti, perché se il Milan deciderà di costruire lo stadio con l’Inter a Milano, a San Donato si farà qualcos’altro, si parlava di un centro allenamenti o un piccolo palazzetto che era il progetto originario di Sport Life City; comunque un progetto a vocazione sportiva, si vedrà di che tipo. Per mantenere in piedi tutto questo, oggi per forza di cose bisogna adeguarsi a quello che ha detto il Tar, altrimenti non se ne esce più. Ci sono bei soldi che Redbird ha speso lì e quindi credo sia interesse anche di Redbird mantenere in piedi il progetto.

Quanto è realistica l’idea che nel 2031 saremo seduti sulle poltroncine del nuovo San Siro?

“Ad oggi è una idea realistica ma io non me la sento di riporci troppe speranze perché la strada la vedo ancora in salita, vedo ancora diversi ostacoli da superare, quindi andiamoci con i piedi di piombo e non ma la sento di dire che sicuramente nel 2031 siederemo nel nuovo stadio. Mi piacerebbe dirlo ma dopo tutto quello che è successo sarebbe un po’ azzardato”.

Possiamo dire che se la vendita avverrà sarà uno step importante?

“Si, è uno step fondamentale per la crescita di Milan e Inter. Uno stadio in solitaria del Milan avrebbe generato la crescita solo del Milan, uno stadio insieme all’Inter comporterà la crescita di entrambe le squadre. Buon per il Milan, ma buon anche per l’Inter, purtroppo dobbiamo dire così. Senza dubbio è un passaggio fondamentale per la crescita del club perché lo stadio di proprietà provocherà degli introiti aggiuntivi, che magari non saranno immediati, ma mai si comincia e mai si ottengono questi introiti, è qualcosa che va fatto a prescindere”.

Chiedo a te, per i pochi tifosi e spettatori che non ti conoscono, dove possono trovarti sul web?

“Io curo la mia rubrica personale su Substack, che è un sito di scrittori indipendenti, che pubblicano articoli e curano delle rubriche personali. Qui sopra ho la mia rubrica che si chiama Redblack Insights, sono in procinto di pubblicare un altro libro che riguarda lo stadio, tutta l’epopea dal primo progetto. Il titolo ve lo posso svelare, si chiamerà la Cattedrale incompiuta. Devo finire di scriverlo, credo che uscirà nel giro di un paio di mesi. Parlerà di tutta l’epopea stadio, dal primo progetto che era stato presentato da Barbara Berlusconi al Portello, fino ai giorni nostri, quindi 10 anni praticamente. Libro di narrazione, condito da tutti gli articoli che ho pubblicato nel corso di questi anni, circa una quarantina, sarà un racconto inframezzato dai miei articoli che ho pubblicato in tutto questo tempo. Ne riparlerò molto volentieri”.

 

 

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