ESCLUSIVA MV Paolo Bertolucci: “Modric come Djokovic. Maignan va tenuto, e su Vacherot…..”

Andrea Propato
10 Min Read
Luka Modric durante Juventus Milan (Ph. IPA Agency)

La sua opinione sul Milan attuale, su Modric, su Sinner e Alcaraz, campioni del tennis e molto altro. Le parole di Paolo Bertolucci, ex tennista e commentatore televisivo.

È stato ospite di Monday Vibes, il format serale del lunedì sul canale Youtube di Milan Vibes, l’ex campione di tennis Paolo Bertolucci. Ci ha parlato di diverse tematiche, spaziando dal Milan ai due fenomeni della racchetta: Sinner e Alcaraz.

Stavamo discutendo di questa sosta, pausa nazionali che continua a creare problematiche, perché sappiamo che è stata ufficializzata la lesione per Saelemaekers. Qual è il Paolo pensiero su queste soste delle nazionali?

“Diciamo che non sono bene accolte sicuramente, poi forse saremo anche particolarmente sfortunati ma insomma una volta uno, una volta l’altro, tornano sempre acciaccati, sempre con problemi e adesso abbiamo perso tutti e due gli esterni. Speriamo che sia una cosa lieve ma comunque non va bene perché in un momento come questo avremo assolutamente bisogno di avere tutti gli effettivi al completo”-

È un Milan che finalmente è solido, Milan compatto, Milan che gioca. Qual è la tua idea su questo?

“Era dai tempi dello scudetto che non vedevamo una squadra così compatta, ma soprattutto l’impressione è quella di giocatori che credono in quello che stanno facendo. Sicuramente l’iniezione di un allenatore di altissimo livello, di due o tre giocatori che sanno benissimo che cosa fare, mi auguro solo che ci sia qualcuno che capisca e che si metta a lavorare seriamente e che contribuisca per quanto è il proprio potenziale alle sorti della squadra”.

Tu sei stato un grandissimo giocatore di tennis, un grandissimo allenatore, quindi sai anche come è la testa delle persone. Non credo che Leao si possa cambiare, tuttavia penso che le possibilità di successo del Milan dipendano molto anche dal fatto che Leao ingrani, perché abbiamo bisogno di un Leao coinvolto nel progetto

“Non vorrei che facessimo un po’ come con Balotelli, che a 33 anni ancora lo aspettavamo. La maturazione, è vero, che arriva sempre in tempi diversi uno dall’altro però sono ormai 6 anni che è al Milan, ha 26 anni, è sposato, ha figli; se non matura adesso, con Allegri, dopo aver “litigato” con due allenatori portoghesi, oltretutto avrebbero dovuto capirsi veramente bene, si rischia veramente di aspettare il nulla, poi ancora non ha un ruolo ben definito. Io dico quando hai i Rabiot, i Modric in squadra o Pulisic, se tu non capisci quello che devi fare e non impari guardando gli altri, credo che ci sia ben poco da fare”.

Una parola per descrivere Modric, perché io ogni volta che qualcuno mi nomina Modric mi illumino come se quasi vedessi una bella donna. Ti aspettavi un Modric ancora così ad alto livello?

“No, sinceramente no. Noi abbiamo l’esempio nel tennis con Djokovic, che non finisce mai di stupire, d’altronde questi campioni sono dei fenomeni, sicuramente il ritmo del campionato italiano aiuta, perché non credo che in Inghilterra potrebbe giocare a questo livello, ma con questo ritmo lui è un professore d’orchestra, non solo quest’anno ma secondo me anche il prossimo anno prenderà in mano la bacchetta e dirigerà tutto quanto. È un campione immenso, poi i campioni lo sappiamo come Ronaldo arriva per primo, va via per ultimo, non hanno mai la pancia piena, sono insaziabili, fanno la fortuna di chi li può allenare e di chi li può ammirare, adesso ce l’abbiamo noi e quindi godiamocela. Mi auguro che tutti coloro, anche ragazzi giovani, che hanno la fortuna di poter stare a contatto con questi campioni, come prima con Maldini, Baresi, Ibrahimovic, si rendano conto della fortuna che hanno e cerchino di copiare tutti i pregi che possiedono questi fenomeni”.

Hai parlato di campioni immensi, spostiamoci sul mondo tennis. Hai parlato di pancia piena, a che punto è la pancia di Sinner e Alcaraz? Chi ha la pancia più piena?

“Nessuno dei due, sono giovani. Uno ha 22 anni, l’altro 24, sono giovani in modo diverso: quello più latino è sicuramente Alcaraz, quello più sbarazzino, per certi versi quello dotato di più talento, con un bagaglio più ampio in mano, dall’altra parte noi abbiamo la fortuna di avere questo ragazzo serissimo che ha degli obiettivi ben precisi, che già a 13 anni aveva capito cosa voleva fare, aveva scelto e deciso di andare via di casa, perché voleva provare a diventare un giocatore di tennis. Lavora perché dice che ogni giorno impara qualcosa, se lo dice uno che per un anno di fila è stato numero 1 del mondo, io credo che per 5 o 6 anni, se non viene fuori qualcuno di clamoroso, questi due sono due uomini soli al comando e gli altri sono dietro, ma dietro parecchio”

Mi hanno chiesto di farmi raccontare da te la storia pazzesca di Vacherot….

“Si, è una storia pazzesca perché due o tre mesi fa giocava a Francavilla a Mare un torneo di livello abbastanza basso e non l’ha neanche vinto, credo che perse in finale contro un ragazzo italiano. È arrivato in Cina convinto di giocare tutti dei tornei minori, poi siccome era a Shanghai con la fidanzata ha detto proviamo ad iscriverci. Non entrava, neanche in qualificazione, per sua fortuna la sera prima un giocatore non è stato bene, quindi è entrato, ha giocato le qualificazioni, ha passato 3 turni di qualificazioni, in uno di questi è stato a due palle dal match point contro, quindi ha rischiato di uscire, e poi dopo c’è stata questa cavalcata pazzesca perché ha battuto veramente gente forte, quasi sempre in rimonta dopo aver perso il primo set; ha un fisico pazzesco, è una statua, tira forte, prima le tirava fuori, adesso le tira dentro. Adesso la curiosità sarà sapere se sia stato un fuoco di paglia oppure all’improvviso gli è scattato quel famoso click della maturazione, perché anche lui ha 26 anni. Però avendo fatto tutta la trafila e i tornei minori, è stato in posti allucinanti, molto probabilmente avrà apprezzato cosa vuol dire giocare nei grandi tornei, con una organizzazione perfetta, in un albergo meraviglioso e avere a disposizione qualsiasi cosa. Quindi sono convinto che non si farà scappare l’occasione”.

Tornando al Milan, dove può arrivare questa squadra quest’anno?

“Adesso è presto, a Natale potremo fare un primo conteggio. Nelle prime 4 sicuramente, senza discussione, poi vediamo, vorrei vedere se le altre vanno avanti nelle coppe, tante varie cose, se per caso c’è bisogno di aggiustare qualcosa a gennaio, dove arriva magari il regalino giusto. Credo ci siano i presupposti per fare molto bene, poi è normale, ci sono 2 o 3 squadre allo stesso livello, forse 4, bisogna battagliare. Però non mi piace che un giorno si parli di Maignan che va via, un giorno di Leao, un giorno di Saelemaekers infortunato, non c’è mai un giorno in cui riusciamo a stare un attimo tranquilli a pensare al presente e magari un po’ anche al futuro. Speriamo che dopo aver perso l’altro portiere, dopo aver perso Kessie e compagnia cantante, non accada lo stesso con questo portiere, sempre che la società voglia tenerlo e vadano d’amore e d’accordo, che non sia come già successo troppe volte in passato di perdere giocatori a zero perché se poi facciamo due conti arrivi facile a 100 milioni”

Voglio ringraziare Paolo pubblicamente per i suoi commenti che fa in televisione sul tennis perché ascoltare lui è come leggere l’enciclopedia

“Sono io che ringrazio voi, abbiamo il sangue rossonero che ci accomuna. Quello che dici sulle partite, io ho avuto una grande fortuna a Sky di vedere alcune partite di fianco a Fabio Capello, ed è meraviglioso perché lui mi diceva prima quello che stava per accadere, è una esperienza unica. Gli chiedevo “ma tu l’hai già vista questa partita?” e invece no ovvio era una partita in diretta, lui mi diceva “accade questo, accade quello, vedrai che se l’allenatore è furbo lo sposta dall’altra parte”: meraviglioso. Quindi grazie di tutti i complimenti, spero di continuare a spiegare qualcosa di uno sport che bene o male frequento da qualche anno”.

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