ESCLUSIVA MV Peppe Di Stefano: “Allegri sa gestire i momenti. Rabiot metronomo e su Bartesaghi…”

Andrea Propato
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Rabiot applaude i tifosi al termine di Inter Milan - foto ipa

Dalla vittoria di ieri nel derby, alla serenità comunicativa di Max Allegri, dal ritorno di Rabiot, alla prestazione di Bartesaghi, ecco le parole di Peppe Di Stefano in esclusiva a Monday Vibes, sul canale Youtube di Milan Vibes.

Come esce il Milan a livello di testa, esce veramente più forte?

“Il Milan rispetto a tante altre squadre ha dichiarato in maniera concreta quello che è il proprio mood stagionale. Dico sempre che i numeri non sono incontrovertibili, 5 indizi fanno più che una prova. Il Milan ha vinto 1-0 con Inter, 1-0 col Bologna, 1-0 con la Roma, ha fatto 0-0 con la Juve e 2-1 col Napoli subendo un gol solo su calcio di rigore in inferiorità numerica. Hai fatto 13 punti su 15 con le big giocando sempre allo stesso modo, che è uno stile di gioco che anche il Real ci ha costruito le vittorie in Champions, ripartendo in contropiede e stando attenti in fase difensiva. Se hai Pulisic e Leao lo puoi fare. Il Milan ha più che mai mostrato il proprio stile di gioco. Ieri l’Inter non avrebbe demeritato assolutamente, sono rimasto colpito dalle belle frasi di Chivu e Thuram, non hanno esaltato il Milan ma sono stati concreti dicendo che il Milan aveva un piano gara e l’hanno portato avanti con forza. Il Milan ieri nel secondo tempo non ha mai subito un tiro in porta a parte il rigore. Il Milan è entrato in campo con questa idea, voleva fare questo e l’ha fatto, io credo che contino i risultati e ora i risultati sono dalla parte di Allegri che ha riportato la normalità a Milanello”

Allegri ha messo determinate regole, e allo stesso tempo ha riportato normalità all’interno del gruppo. Si può dire che il segreto di Allegri stia anche nella sua serenità comunicativa?

“Stiamo parlando di un allenatore che ha vissuto più di 900 partite, che sa come gestire i momenti. Io da cronista nei giorni pre-derby non voglio sbagliare niente perché è il derby e immagino come la possano vivere dei ragazzi che l’anno scorso sono arrivati ottavi. La serenità che ha trasmesso Allegri col modo di dialogare, sorridere in conferenza fa tutta la differenza del mondo. Esige comunque orari e puntualità e che si debba onorare un maglia pesante. Il Milan ha ribaltato se stesso, Maignan l’anno scorso sembrava il cugino di questo Maignan, la difesa sembrava la più debole della serie l’anno scorso, oggi è tra le migliori, Saelemaekers non sapevano a chi cederlo, oggi è 12 su 12 da titolare, un anno fa Bartesaghi qualcuno storceva il muso anche se lo vedeva in Milan Futuro, oggi è una certezza, un anno fa Fofana sembrava intoccabile, oggi se c’è qualcuno che il tifoso vorrebbe “toccare” a centrocampo è Fofana, perchè hai acquisito un 40enne che ti ha dato più leadership, l’anno scorso si diceva che Leao non poteva fare la prima punta. Tutta questa somma di cose per dirvi che sta avendo ragione Allegri, ha il suo stile e metodo che al momento sono vincenti”

Tornati Rabiot e Pulisic, questa squadra di cosa avrebbe bisogno ancora? A gennaio cosa servirebbe a Max Allegri e alla squadra per provare ad arrivare a marzo lì in alto?

“La serenità dei risultati attuale ti può dare la possibilità di operare sul mercato. Il Milan per me ha bisogno di un altro difensore centrale, di alto livello, per alzare il livello di competitività, ieri nell’Inter mi è piaciuto Akanji che al Milan serviva per alzare il livello; il centrocampo del Milan ha alzato livello da quando è arrivato Rabiot, alcuni giocatori hanno avuto paura di perdere il posto e hanno accelerato, Rabiot ha portato competitività, poi servirebbe un esterno di buon livello per averne un altro pronto che quando lo metti in campo non gli tremano le gambe. Davanti il Milan ha bisogno di una prima punta alla Dusan Vlahovic, ha un ingaggio incredibilmente alto ma è quello il tipo di giocatore da prendere. Il Milan non ha una prima punta ma se ieri avesse avuto Giroud certi cross potevano essere capitalizzati meglio. Gimenez oltre al problema fisico, è una storia che comunque non è mai stata d’amore, per una serie di coincidenze, non è mai scattata la scintilla”.

Quanto secondo te per Bartesaghi nel giocare con una relativa tranquillità ha inciso l’avere Rabiot lì vicino?

“Rabiot secondo me è il metronomo del Milan, quasi più di Modric. Modric è ritornato ad alti livelli guarda caso con Rabiot. Rabiot ha gamba, sa difendere, sa attaccare, sa tenere bene il pallone, è tornato dopo 45 giorni di stop e ha giocato per 98 minuti. Rabiot è fondamentale. Per Bartesaghi erano arrivate offerte questa estate, anche di squadre grosse, ma Allegri ha capito subito che era quel classico giocatore col fisico buono, ragazzo legato all’ambiente, che non sbaglia mai una partita; da quando è entrato dall’espulsione di Estupiñán ha giocato sempre tranne a Parma, 4 partite su 4 da titolare in nazionale, ha giocato con la Juve, con la Roma e con l’Inter e non abbiamo mai avuto la sensazione che gli tremassero le gambe e di questo sono contento anche per il futuro della nazionale italiana. Lo conosco, è un ragazzo perbene, ha una bella famiglia, la sua è una bella storia. Il Milan deve essere orgoglioso di aver cresciuto questo ragazzo all’interno del contesto rossonero”

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