Contro la Fiorentina l’esordio dal primo minuto, un esame difficile, che Athekame ha superato strappando la sufficienza
Esordire in Serie A e trovarsi sullo stesso binario di Robin Gosens, non solo il frecciarossa per antonomasia, ma anche uno degli esterni più prolifici nell’ultima decade del campionato italiano. Uno scenario da film dell’orrore, sopratutto se sei appena ventenne e ti ritrovi improvvisamente all’interno di un teatro come San Siro, che non attende altro che andare a dormire in vetta alla classifica.
Non stiamo parlando di una realtà lontana o ipotetica. Bensì abbiamo appena descritto ciò che ha vissuto Zachary Athekame domenica sera. La vistosa mole di infortuni che ha intasato l’infermeria rossonera ha dato vita a un Milan inedito. Il monolocale della fascia destra ha perso il suo inquilino belga, la cui duttilità si è rivelata ancora una volta un valore incommensurabile. Al posto di Saelemaekers, impegnato nell’ennesimo cambio di veste tattica, l’unico candidato in lizza per un posto dal primo minuto era dunque lo svizzero ex Young Boys. Quella che all’apparenza ha i connotati di una scelta forzata, in realtà mette in luce la fiducia di Massimiliano Allegri nei confronti del classe 2004, che aveva già avuto un assaggio di San Siro nel big-match contro il Napoli.
Prudenza
Che cosa ricaviamo dai 57 minuti di partita giocati da Athekame? Qualcuno direbbe senza lode e senza infamia, la prestazione dello svizzero è infatti scivolata via alla velocità con cui si beve un bicchiere d’acqua. L’ex Young Boys ha scelto la via della prudenza, senza osare più di tanto e garantendo una copertura difensiva notevole. Comprensibile, soprattutto se devi difenderti dalle sortite di Robin Gosens. Le incursioni del laterale tedesco sono state ben disinnescate da Athekame, che ha optato per il formato difensivo. Cinque duelli vinti su otto totali, una chiusura e due recuperi. Numeri che fotografano alla perfezione la diligenza dello svizzero, apparso invece molto più timido in zona offensiva.
È anche vero che Athekame ha giocato una porzione di gara, che si è contraddistinta per l’assenza di occasioni da gol. Nel primo tempo le squadre sono infatti andate a sbattere addosso alle rispettive linee difensive, quasi mai stressate dalle iniziative avversarie. Lo svizzero è rimasto dunque incastrato nell’impasse, che si è sciolta solamente nella ripresa. L’ex Young Boys ha calciato una volta verso la porta, mancando clamorosamente l’obbiettivo. L’unica apparizione dello svizzero nei pressi dell’area viola è stata una discesa, che si è conclusa con un traversone, finalizzato a pescare la testa di Rafa Leao. Una scintilla isolata, che non ha trovato continuità nel corso del match. Le potenzialità offensive di Athekame sono infatti sembrate prosciugate dagli incarichi in fase di copertura. Nonostante ciò, lo svizzero è riuscito a spazzare via la nube di scetticismo, che gravitava attorno alla sua titolarità, dando prova di essere una pedina solida e affidabile.
