Il laterale mancino convince in fase offensiva nella vittoria per 1-0 sul Lecce, ritrovando quelle certezze perse tra Cagliari e Firenze. Ma la strada per riconquistare la fiducia è ancora lunga.
Finalmente un sorriso. Pervis Estupiñán può tirare un sospiro di sollievo dopo la gara casalinga vinta dal Milan contro il Lecce grazie alla rete decisiva di Füllkrug nei minuti finali. L’esterno sinistro ecuadoriano ha finalmente offerto una buona prestazione, mostrando segnali di ripresa dopo un periodo davvero complicato.
I dati parlano chiaro: 90% di passaggi completati (56 su 62 tentativi), con un’ottima percentuale anche negli ultimi trenta metri di campo (27 riusciti su 32, pari all’84%). Ben 85 palloni toccati nel corso dei novanta minuti, conditi da 6 recuperi difensivi e un contributo offensivo che non si vedeva da tempo, testimoniato anche dal cross preciso recapitato in area di rigore. Numeri che raccontano di un giocatore più presente, più sicuro nelle scelte, meno vittima dell’ansia che lo aveva attanagliato nelle uscite precedenti.
De Zerbi svela il vero Estupiñán
A gettare luce sulla natura del calciatore ecuadoriano ci ha pensato Roberto De Zerbi, che lo ha allenato ai tempi del Brighton e ne ha parlato recentemente a “Viva el Futbol”: “Con me faceva il quarto e il primo anno ha fatto molto bene, il secondo ci siamo un po’ persi nel ritorno. Lui è un giocatore di corsa e non di palleggio, di quantità”. Una definizione che centra il punto: Estupiñán è un terzino che esprime il meglio di sé quando può attaccare lo spazio, quando la velocità e l’intensità fanno la differenza. Molto meno quando serve ragionare col pallone tra i piedi o leggere situazioni tattiche complesse.
Ed è esattamente qui che nascono i problemi emersi nelle ultime settimane. Le gare contro Cagliari e Fiorentina hanno messo in evidenza tutte le lacune del sudamericano: decisioni sbagliate in uscita che hanno favorito ripartenze pericolose degli avversari, posizionamenti errati, scelte tecniche discutibili che hanno fatto storcere il naso a tutto San Siro. Particolarmente drammatica la trasferta di Firenze, dove è sembrato completamente spaesato, incapace di interpretare la partita sia in costruzione che in copertura.
Domenica contro il Lecce le cose sono andate meglio, anche se va riconosciuto che i salentini hanno offerto pochissime occasioni per metterlo sotto pressione in fase difensiva, rendendo il compito più agevole.
Massimiliano Allegri dimostra ancora una volta che con lui non si arrende facilmente. Il tecnico livornese ha continuato a puntarci, concedendogli opportunità.
Lecce come punto di ripartenza?
La sfida di domenica può rappresentare il punto da cui ripartire. Pervis ha gestito meglio il pallone (appena 11 perdite a fronte di 85 tocchi), ha dato il suo apporto nelle due fasi (5 interventi difensivi complessivi) e ha dominato nei contrasti aerei, vincendoli entrambi. Certo, non tutto è andato per il verso giusto: nessun dribbling completato su due tentativi e solo 3 duelli terrestri vinti su 8, numeri che evidenziano ancora qualche problema nell’uno contro uno.
Sarebbe prematuro parlare di rilancio definitivo. La concorrenza di Bartesaghi si fa sempre più agguerrita, e ogni passo falso potrebbe risultare fatale per le gerarchie. L’ecuadoriano deve ritrovare quelle caratteristiche che De Zerbi ha descritto – intensità, corsa, presenza fisica – ma al tempo stesso deve migliorare sensibilmente nella gestione del pallone e nelle letture difensive, aspetti che continuano a rappresentare i suoi talloni d’Achille.
Contro un Lecce poco offensivo era relativamente semplice fare bella figura. Adesso arrivano i veri test: solo confermando quanto di buono visto domenica, Estupiñán potrà sperare di rimanere una pedina importante nello scacchiere di Allegri.
