Il tecnico del Como, intervenuto nella conferenza stampa in vista di Como-Lazio, ha chiarito alcuni aspetti delle sue dichiarazioni di giovedì
Cesc Fabregas non vuole polemiche e si spiega dopo le dichiarazioni velenose del post partita di Como-Milan. Ecco le sue parole sul tema in occasione della conferenza stampa di presentazione del match valido per la ventunesima giornata del campionato di Serie A tra Lazio e lariani.
Sul Milan
“Noi siamo in un ottimo momento a livello di gioco. Siamo orgogliosi della partita contro il Milan, sette volte campione d’Europa. Attenzione però: ritengo che si stia rischiando di sbagliare nella comunicazione, nell’interpretazione delle cose. Calma, perché abbiamo fatto un partidazo, ma ci sono momenti in cui possiamo decisamente migliorare. I dettagli si pagano, anche se non succede spesso di subire tre tiri e tre gol. Tuttavia, quando chiudo gli occhi io sogno di vedere giocare i miei calciatori in questo modo. Poi non siamo perfetti, non possiamo fare tutto senza commettere errori, ma guardate ad esempio Luka Modric: uno dei migliori di sempre ha toccato 14 palloni, rispetto alle sue medie di cento. A livello difensivo abbiamo fatto una partita incredibile. Poi ci sono Maignan e Rabiot, che è fortissimo e ha fatto una partitona. Ci sta, abbiamo perso con il Milan, ora rialziamo la testa”.
Sulla sfida tra risultatisti e giochisti
“Strano parlare di certe cose nel 2026: il calcio è di tutti, si deve poter giocare e vincere in tanti modi. Io l’ho fatto con Antonio Conte, con Wenger, con Guardiola e con altri. Perché bisogna sempre trovare questi presupposti per creare dibattito e divisione? Complimenti al Milan che ha vinto, ma questo non significa che uno sia meglio o che sia peggio. Serve rispetto: se alla gente non piace il mio calcio, non mi interessa. Mi hanno chiesto questo, di fare un calcio che possa essere bello come il lago di Como e creare uno stile di gioco ben definito, un’identità chiara, una tipologia di calciatore specifico che possa venire in questo club. Io faccio un lavoro diverso; se dovessero dirmi che devo vincere e basta, mi concentrerei esclusivamente su quello, ma noi abbiamo il nostro modo di giocare. Sono stufo di parlarne: non sarà mai Allegri contro Fabregas, ma Milan contro Como, loro sono incredibili e magari tra tre/quattro settimane a San Siro giocheranno in modo completamente differente. Io ho detto quelle parole sul “risultatismo” perché sono stanco di essere continuamente attaccato su questo”.
