Florenzi dice basta: la Roma, l’Europeo, lo scudetto con il Milan; le emozioni di una carriera da record

Daniele Grassini
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Alessandro Florenzi in campo con AC Milan (Ph. IPA Agency)

L’ex difensore di Roma e Milan annuncia l’addio al calcio. Tutte le emozioni che ha saputo regalare nonostante gli infortuni alle ginocchia abbiano provato a fermarlo.

É arrivata l’ora di dire basta. A 34 anni Alessandro Florenzi, ex terzino di Roma e Milan, ha detto addio al calcio. Lo ha annunciato sui social tramite un lungo videomessaggio in cui ha ringraziato compagni, allenatori, staff, procuratore (Alessandro Lucci) e famiglia:
“Grazie di tutto amico mio. Mi hai insegnato ad amare tutti i tifosi, dal primo all’ultimo senza eccezione. Ognuno di voi mi ha spinto a migliorare e ognuno di voi mi ha aiutato a risollevarmi dalle cadute che fanno parte di questo sport come della vita: vi sono davvero grato. Voglio ringraziare ogni compagno, allenatore, componente dello staff e dirigente, tutti nessuno escluso: giorno dopo giorno il vostro supporto e la vostra professionalità mi hanno permesso di crescere come uomo e come calciatore. Ringrazio te, Ale (Lucci, ndr), per aver visto qualcosa di speciale in quel piccoletto in mezzo al campo 17 anni fa. Tu e la famiglia della WSA siete stati, siete e sarete sempre una parte essenziale della mia vita, non solo calcistica. Voglio ringraziare infine tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo lungo viaggio, in particolare tutte le persone che lavorano silenziose dietro le quinte: ognuno di voi ha lasciato un segno dentro di me. Senza di voi non sarei la persona che sono oggi. Grazie ancora, amico mio: oggi ci salutiamo ma tu farai sempre parte di me”.
Florenzi era sceso in campo nell’ultima di Serie A della scorsa stagione per i minuti conclusivi di Milan vs Monza – subentrando al posto di Pulisic – per poi svincolarsi lo scorso 30 giugno dopo la scadenza del contratto con i rossoneri e sul futuro si era limitato a un enigmatico “non so cosa farò”. Oggi è arrivata la decisione definitiva complici anche probabilmente i molteplici infortuni che ne hanno condizionato la carriera – l’ultimo, grave, subito nella tournée americana col Milan nel 2024 (rottura del legamento crociato).
Il palmares del romano classe 1991 è ricco anche però di tante gioie personali e di squadra. Dei 28 gol e 32 assist in 279 presenze con la maglia della Roma sicuramente quello più emozionante lo ha segnato il 21 settembre del 2014: a digiuno realizzativo da sei mesi si sbloccò contro il Cagliari festeggiando poi con una corsa per andare in tribuna ad abbracciare la nonna Aurora, che si mise a piangere di gioia.
“Era la prima volta – raccontò a Sky – è fantastica mia nonna, non è mai venuta neppure quando ero bambino ed era più comodo farlo, stavolta si è fatta tutta questa scarpinata, a 82 anni. Me lo aveva detto, dopo che avevo sbagliato un gol in Nazionale: Vengo allo stadio, a vedere solo te, però vieni a salutarmi”.
Tuttavia la rete più pesante, in termini sportivi, fù quella realizzata all’Olimpico in Champions League il 16 settembre 2015 contro il Barcellona da più di 55 metri: oltre a essere stata determinante per il pareggio contro i blaugrana, gli valse anche il piazzamento nella top 3 del Puskas Award di quell’anno. Da quando esiste quel premio, ad oggi, è l’unico italiano ad esserci riuscito.
In quanto a soddisfazioni il periodo tra giugno 2021 e giugno 2022 non si batte: prima diventa campione d’Europa con la Nazionale guidata da Roberto Mancini, totalizzando 2 presenze, poi il passaggio al Milan e la vittoria dello scudetto che in casa rossonera mancava da oltre 10 anni. Insieme a Barella e Bastoni dell’Inter è l’unico azzurro ad essere riuscito a fare questo binomio nel corso di massimo 12 mesi.
La storia di chi ce l’ha fatta, non ha mai mollato e si è divertito fino all’ultimo giorno. Un messaggio che vale doppio per i bambini e i ragazzi d’oggi non solo per quelli che hanno a che fare con quell’amico che oggi Bello de Nonna saluta.
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