Gimenez Milan: gol col Messico per il rilancio, il dato verso il Bologna fa sognare i tifosi

Daniele Grassini
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Santiago Gimenez sconsolato durante Lecce Milan (Ph. IPA Agency)

L’attaccante prova a rilanciarsi con un bellissimo gol in Nazionale: un messaggio anche ad Allegri in vista del campionato

È tornato Santi. Il Bebote Gimenez torna a far parlare di sé per quello che un attaccante sa fare meglio in carriera: i gol. Il messicano, entrato al 62′ al posto di Raul Jimenez,  è andato a segno con la propria nazionale nella sfida amichevole contro la Corea del Sud: una rete di pregevole fattura – valsa il 2-2 in pieno recupero – che interrompe un digiuno realizzativo lungo 3 mesi (sempre in amichevole ma contro la Svizzera), portandolo a quota 6 gol totali con la maglia del Messico. 

Un bel segnale che arriva proprio in vista della ripresa del campionato di Serie A quando a San Siro arriverà il Bologna di Italiano. Gimenez in questa stagione non si è ancora sbloccato – fin qui solo un assist per Pulisic in Coppa Italia contro il Bari – con il Var che contro il Lecce gli ha cancellato il gol per questione di centimetri. Probabilmente gli stessi che gli hanno consentito di rimanere al Milan – anche per sua forte volontà – e trasferirsi alla Roma nelle ultime ore di mercato nello scambio con Dovbyk. Il rossoblù tuttavia rappresentano la sua vittima preferita in Italia, oltre che l’unica squadra contro cui ha realizzato una doppietta da quando veste la maglia rossonera.

In vista del match, Allegri si ritrova con tante incognite da sciogliere in attacco: Leao è in fase di recupero dall’infortunio muscolare e lavora a parte. Lo stesso vale per Nkunku: a caccia della  condizione migliore e potrebbe non avere più di un’ora nelle gambe. In quel caso dunque toccherebbe alla coppia Pulisic-Gimenez scendere in campo dall’inizio.

Santi ha bisogno di fiducia per rendere al meglio. Questa con la Nazionale potrebbe essere l’iniziale linfa considerata come punto di svolta per scalare gerarchie nell’attacco rossonero e riscattare una mezza stagione con il Milan a livelli decisamente troppo bassi rispetto ai suoi standard: basti pensare che, anche limitandosi allo scorso anno, con il Feyenoord erano arrivati 16 gol in 19 partite – circa 0,84 gol a partita – considerate tutte le competizioni ; numeri drasticamente scesi in rossonero: con lo stesso numero di partite giocate e “solo” 6 reti realizzate – circa 0,32 gol a partita. 

Un altro incentivo per il riscatto potrebbe arrivare da un dato curioso quanto significativo: per la prima volta da quando è stata istituita a numerazione fissa delle maglie – estate 1995 – nessun giocatore rossonero indosserà il numero 9. Una casacca per l’eredità di Pippo Inzaghi – 126 gol in 300 partite – ha un certo peso e ha assunto i connotati di maledizione per chi l’ha indossata, tranne che per Giroud – 49 gol in 132 partite. Una scelta che può esser derivata anche da mancate intese sul mercato ma che rende di fatto Gimenez l’unico attaccante di ruolo presente in rosa e se privato di ulteriori pressioni nell’avere quel peso numerico sulle spalle tanto di guadagnato. Il 9 che serve può, deve, essere lui anche se con il 7 di Shevchenko – altra eredità pesante (175 gol in 322 partite). San Siro già a partire da domenica sera sogna e aspetta di esultare insieme a quello che l’intelligenza artificiale ha predetto che sarà il terzo miglior marcatore della Serie A con 72 gol realizzati nei prossimi 5 anni alle spalle di Kean (89) e Vlahovic (141).

 

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