Gimenez si opera: stop lungo e futuro in bilico

Niccolò Enrile
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Santiago Gimenez sconsolato durante Lecce Milan (Ph. IPA Agency)

Tra Mondiale, mercato e concorrenza: il rientro non sarà una ripartenza semplice.

È arrivato il comunicato ufficiale che chiarisce definitivamente la situazione di Santiago Gimenez, e per il Milan non è una notizia leggera. Dopo settimane di dolore, tentativi di gestione conservativa e speranze di recupero, la realtà ha imposto una scelta netta: l’attaccante messicano si è operato alla caviglia destra e resterà fuori ancora a lungo.

Il club ha reso noto che: “Santiago Gimenez è stato sottoposto, nella giornata di oggi ad Amsterdam, a un intervento di pulizia artroscopica della caviglia destra. L’operazione, eseguita dal Prof. Gino Kerkhoffs alla presenza dello staff sanitario del Milan, è perfettamente riuscita.

Al termine della settimana di convalescenza prevista, Santiago rientrerà in Italia per proseguire con il programma riabilitativo.”

Il rientro in campo è previsto non prima di marzo, salvo sorprese.

Una decisione drastica, ma ormai inevitabile. Il problema alla caviglia era emerso dopo la sfida contro l’Atalanta e un mese e mezzo di stop non è bastato a cancellare il dolore. Gimenez ha provato a convivere con il fastidio, ha giocato, si è allenato, ma senza mai ritrovare continuità né serenità. Alla fine, la priorità è diventata guardare avanti, anche in ottica Nazionale: la sensazione è che il giocatore abbia inizialmente scelto una strada conservativa salvo poi arrendersi all’evidenza proprio per non compromettere il percorso verso il Mondiale con il Messico.

Sul piano sportivo, però, il bilancio della sua stagione è pesantissimo. In campionato zero gol, un dato che pesa come un macigno per un attaccante centrale. L’unica rete è arrivata in Coppa Italia, troppo poco per giustificare il suo ruolo e le aspettative. I numeri di Sofascore raccontano una fotografia impietosa della sua stagione in Serie A: 9 presenze, 8 da titolare, 627 minuti giocati, ma xG a 2.83, con sette grandi occasioni sprecate. Tradotto: Gimenez le opportunità le ha avute, ma non le ha trasformate.

I 2.3 tiri a partita e gli 0.8 nello specchio indicano una presenza offensiva, ma senza incisività. Anche nella partecipazione al gioco i numeri restano modesti: meno di 20 tocchi a gara, nessun assist, xA fermo a 0.34. Gimenez è rimasto spesso ai margini della manovra, poco coinvolto e raramente determinante.

Non è un caso che Allegri e Tare abbiano provato fino all’ultimo a cederlo nel mercato estivo. Lo scambio con la Roma per Dovbyk era stato a un passo, poi saltato per mancanza di condizioni definitive. Senza offerte concrete, il Milan si è ritrovato con un attaccante che non rientrava pienamente nel progetto, ma che ha dovuto comunque restare. Da lì in poi, una stagione che non è mai decollata.

Ora il quadro è ancora più chiaro. A gennaio il Milan interverrà sicuramente sul mercato per acquistare un nuovo attaccante, perché le alternative attuali sono adattamenti: Pulisic, Leao, Nkunku e, in emergenza, Loftus-Cheek. Quando Gimenez tornerà, a marzo, troverà una concorrenza ancora più forte e un contesto diverso, con nuovi equilibri offensivi già definiti.

Il rischio, per lui, è quello di rientrare in una squadra che ha già voltato pagina. Il tempo per rilanciarsi non sarà molto, e la sensazione è che il suo futuro al Milan resti fortemente in discussione.

Per ora, il dato certo è uno solo: Santiago Gimenez resterà ai box, il Milan andrà avanti senza di lui e, nel frattempo, si preparerà a ridisegnare il proprio attacco. Marzo dirà se ci sarà spazio per una seconda possibilità o solo per i titoli di coda.

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