Giocare senza centravanti? Per Allegri può essere una soluzione

Giacomo Cesaro
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Rafael Leao in allenamento con il Milan (Ph. IPA Agency)

In piena emergenza offensiva Allegri si è affidato a un attacco leggero, orfano del centravanti: ecco come hanno agito gli interpreti 

La settimana che ha anticipato Milan-Fiorentina è stata costellata dagli infortuni. La lista degli indisponibili si è allungata di giorno in giorno tanto che la coperta rossonera ha rasentato la lunghezza minima (ieri sera c’erano solo quattro giocatori della prima squadra in panchina). Nell’epidemia generale, Massimiliano Allegri ha dovuto ingegnarsi per mettere in campo un undici di qualità, ma allo stesso tempo equilibrato.

I problemi principali gravitavano attorno al reparto offensivo, uno dei più incerottati a causa degli stop di Pulisic e Nkunku. L’allenatore rossonero però non ha sbarellato e ha pescato la soluzione dal suo bacino di conoscenze tattiche, dimostrando per l’ennesima volta una spiccata dose di pragmatismo. La proposta di un Milan senza centravanti ha comportato delle varianti nella funzione dei centrocampisti. Con Leao riferimento più avanzato, coadiuvato da un Saelemaekers in veste di Pulisic, c’era la necessità di aumentare l’indice di pericolosità offensiva. Ecco perché Fofana e Ricci hanno agito da incursori.

Il coinvolgimento di Ricci e Fofana

A ogni problema corrisponde una soluzione. Rafa Leao ha dimostrato nuovamente di non avere acquisito tutte le nozioni del centravanti. Il portoghese spesso è stato inghiottito dalla morsa viola e ha faticato a legare il gioco. Il pericolo era dunque quello di assistere a un monologo dei difensori della Fiorentina, con il numero dieci rossonero abbandonato a sé stesso. Allegri però, che temeva il concretizzarsi di questo scenario, ha sganciato le mezzali.

Nel primo tempo Ricci e Fofana hanno rappresentato la chiave, con cui il tecnico rossonero ha provato a instillare dei dubbi alla difesa della Fiorentina. Il centrocampista francese ha abbandonato il compito di diga, per cimentarsi nelle mansioni, che aveva già svolto nelle prime giornate di campionato, quando Adrien Rabiot era ancora un giocatore del Marsiglia e il suo arrivo a Milano sembrava un sogno inaccessibile. L’ex Monaco è dunque tornato a essere coinvolto nella manovra, completando 52 tocchi e 27 passaggi, di cui 20 nella metà campo avversaria. Ancora una volta però il francese è apparso un po’ fuori luogo nell’interpretare un ruolo che non sente suo.

Anche la posizione di Ricci, scalzato dal ruolo di regista, ora di paternità indiscutibile, ha registrato un avanzamento notevole. L’ex Torino ha dato densità nelle zone centrali della trequarti, affiancando Leao e Fofana. Il centrocampista azzurro ha toccato quasi l’85% dei palloni nella metà campo avversaria, completando 36 passaggi.

Conclusioni

L’intento di Massimiliano Allegri era ben chiaro: creare densità centrale con i centrocampisti per liberare spazio sulle corsie laterali dove Bartesaghi, Athekame e Saelemaekers avrebbero potuto agire in libertà. Il piano gara non ha però generato i risultati auspicati. L’eccessivo traffico che vigeva in mezzo al campo ha fin da subito disinnescato la qualità dei rossoneri, che hanno avuto le uniche occasioni del primo tempo su sviluppo di palle inattive. Solo l’ingresso di Gimenez ha dato la stura alle potenzialità offensive del Milan, che prima del gol di Leao non aveva ancora impensierito De Gea. 

Una volta scorsi i titoli di coda sul match Max ha dichiarato:”Giocare senza prima punta potrebbe diventare una soluzione”. Il parziale fallimento di questa scelta tattica può essere dunque riconducibile a un’inadeguatezza degli interpreti. Con Rabiot e Pulisic infatti questa soluzione potrebbe acquisire punti e diventare di conseguenza  un assetto tattico da cui Allegri potrà attingere.

 

 

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