Il centrocampo del Milan si è ingolfato. La sosta e il ritorno di Rabiot per ripartire

5 Min Read
Rabiot con la maglia numero 12 del Milan (Ph. IPA Agency)

Il centrocampo del Milan è stato il grande punto di forza dei rossoneri in questo avvio di stagione. Modric prima e Rabiot poi, con anche il contributo diligente di Fofana, hanno contribuito nelle prime giornate ad innalzare il tasso non solo tecnico e qualitativo, ma anche quello caratteriale e di leadership della squadra di Massimiliano Allegri. Il Milan ha fondato tante delle sue migliori partite sulla capacità di questo reparto di controllare i momenti topici di una gara, offrendo un ottimo filtro in fase difensiva ma anche il giusto apporto con gli inserimenti delle mezze ali in fase offensiva. Nelle ultime settimane però, da quando in pratica Adrien Rabiot ha dovuto dare forfait per un infortunio al polpaccio rimediato con la Francia, il centrocampo del Milan ha iniziato una lenta decrescita a livello di prestazioni che è arrivata al suo culmine nella gara del Tardini di ieri sera contro il Parma.

Giocano sempre gli stessi
Il seppur buon Samuele Ricci, in crescita rispetto alle sue primissime uscite, non è riuscito da solo infatti a dare quella linfa e quell’energia di cui il reparto mediano aveva bisogno. L’ex capitano del Torino, dopo alcuni spezzoni, si è ritrovato a dover giocare sempre da titolare al pari di Luka Modric e Youssouf Fofana, per un terzetto che da sosta a sosta ha giocato cinque gare su cinque in campionato. Inoltre l’assenza di ricambi, viste anche le assenze in contemporanea di Loftus Cheek (utilizzato spesso come punta) e Ardon Jashari, ha fatto si che i titolari piano piano calassero di condizione, non potendo rifiatare neanche per qualche finale di gara.

Il calo di Modric
Tutto ciò ovviamente ha influito molto soprattutto sul rendimento di Luka Modric che, ricordiamolo, anche se non sembra, ha comunque 40 anni. Il croato ha giocato tutte e cinque le ultime di campionato senza mai uscire, ed è per questo che ha abbassato, anche se non di molto, la qualità delle proprie prestazioni. Ieri ancora una volta l’ex Real è stato il faro della squadra con 124 palloni toccati e 108 passaggi, fornendo una grande mole di gioco ma sbagliando anche un po’ più del solito. Sono stati infatti 14 i passaggi sbagliati e 20 le palle perse. Nessuna critica a una leggenda assoluta di questo sport e al miglior giocatore in rosa, nonché vero e proprio cervello del Milan di Allegri, ma solo la constatazione che senza rifiatare era normale assistere ad una sua leggera flessione.

Fofana il peggiore, problema di ruolo?
L’altro elemento del centrocampo ad aver giocato sempre da titolare sin dall’inizio di questa Serie A è Youssouf Fofana, che è certamente il giocatore in questo momento più in difficoltà dell’intero reparto. Il francese, dopo la brutta prova con diversi errori sia sotto porta che nella gestione della palla contro la Roma, ieri si è ripetuto riuscendo a peggiorarsi contro il Parma, azzerando la sua pericolosità in fase offensiva (sono zero i tiri effettuati), e perdendo un numero di palle (9), che se rapportato con i tocchi effettuati (53), è in linea con quello dello stesso Modric, con la differenza che comunque il croato i palloni che non ha perso li ha giocati con una qualità e una pericolosità nettamente superiore. Detto che probabilmente il ruolo di incursore non si addice alle caratteristiche di un giocatore come Fofana, più adatto a lavorare come mediano a due o comunque come mezza ala di contenimento, anche nel suo caso è lampante come il livello e la qualità delle partite giocate è andato a diminuire con il passare delle giornate

L’assenza di Rabiot e l’inserimento di Jashari
In attesa dunque del rientro di un pilastro di questa squadra come Rabiot, che con la sua esperienza e la sua qualità è spesso risultato fondamentale nel consolidamento del vantaggio e nella gestione della palla sotto pressione), e dell’integrazione di Ardon Jashari (che magari potrebbe prendere il posto in campo con compiti diversi dello stesso Fofana), sarà fondamentale per il centrocampo di Allegri recuperare energie fisiche e mentali, sperando che almeno stavolta la sosta per le nazionali possa essere clemente nei confronti del Milan a livello di infortuni.

Share This Article