Il ketchup effect di Giménez: adesso il Milan sogna in grande

Niccolò Enrile
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Gimenez esulta dopo la sua prima rete stagionale durante Milan Lecce (Ph. Mattia Martegani)

Dal primo gol in Coppa Italia al sogno dei 20 in stagione: Santi è l’uomo giusto per trascinare i rossoneri.

Nonostante i numeri iniziali non abbiano premiato il suo lavoro, Santi Gimenez, in questo Milan, è un giocatore insostituibile.

C’è un aspetto che colpisce più di ogni altro: i movimenti senza palla. Gimenez si muove come un vero centravanti d’area, ricordando per continuità e istinto Pippo Inzaghi, il prototipo del finalizzatore capace di farsi trovare sempre nel posto giusto.

Anche prima del gol messo a segno contro il Lecce in Coppa Italia, il suo rendimento era stato caratterizzato da un paradosso evidente: zero reti nelle prime quattro giornate di Serie A, ma 2.15 xG, sette grandi occasioni mancate, tre pali colpiti, due gol annullati per fuorigioco e tredici conclusioni complessive (con il 38,46% di precisione al tiro). Un bottino che racconta più di un blocco psicologico che di limiti tecnici.

Eppure, basta guardarlo da vicino per capire il potenziale. Classe 2001, 182 cm per 70 kg, mancino naturale, Giménez è un attaccante che combina agilità, tecnica e potenza. La sua mobilità gli consente di muoversi tra le linee, aprire spazi e creare opportunità per i compagni. Non è solo finalizzatore: ha qualità nel dribbling, freddezza sotto porta e una notevole efficacia nel gioco aereo, grazie al tempismo e alla precisione nei colpi di testa. Un profilo completo, moderno, in grado di incidere in modi diversi a seconda della partita.

Il percorso che lo ha portato a Milano lo conferma. Cresciuto in patria con il Cruz Azul, Gimenez è esploso dopo il trasferimento al Feyenoord nell’estate 2022: in due stagioni e mezzo in Olanda ha segnato 70 gol in 110 presenze complessive, mantenendo una media straordinaria. In Champions League, prima del suo arrivo in rossonero, aveva una statistica quasi irreale: una rete ogni 51 minuti giocati.

Le cifre parlano da sole:

  • 2022/23 → 50 presenze, 28 gol e 3 assist

  • 2023/24 → 41 presenze, 26 gol e 8 assist

  • 2024/25 (prima del Milan) → 19 presenze, 16 gol e 3 assist

Un rendimento che spiega perché il Milan abbia deciso di puntare forte su di lui.

Per questo, all’interno dello spogliatoio, c’è la convinzione che lo sblocco possa rappresentare una svolta. Se Giménez riesce a trovare continuità realizzativa, può tranquillamente toccare quota 20 gol stagionali.

Il problema, se così si può definire, riguarda semmai le scelte offensive di Allegri. Con il ritorno imminente di Leao, il tecnico dovrà trovare il giusto equilibrio tra il portoghese, Giménez, Nkunku e Pulisic. Ma si tratta di un lusso, non di un limite.

Anche Fofana, nei giorni scorsi, ha utilizzato una metafora eloquente: “Il gol è come il ketchup: non esce, non esce… poi quando arriva, esce tutto insieme”. Ed è esattamente quello che i compagni si aspettano da Santi dopo settimane di attesa.

Il messicano, già amatissimo nello spogliatoio, è considerato un “milanista di titanio”. La squadra lo sostiene, lo cerca, lo incoraggia.

Perché se davvero la rete contro il Lecce avrà rappresentato il punto di svolta, allora il Milan avrà trovato il centravanti capace di trascinare la stagione.

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