L’affidabilità di Ricci. Samuele risponde presente contro il suo passato

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Samuele Ricci effettua un passggio durante Torino Milan - Foto IPA

Affidabile. Questa è la parole che spesso utilizza Massimiliano Allegri per definire Samuele Ricci e oggettivamente è questo il termine che meglio descrive le qualità del centrocampista rossonero. Ieri il numero 4 del Milan subentra contro la sua ex squadra, il Torino, in quello che per tre anni è stato il suo stadio, prendendo il posto al 31 minuto di Rafael Leao e, a pochi giorni da una prestazione un po’ opaca come quella messa in mostra in Coppa Italia all’Olimpico contro la Lazio, contribuisce in maniera importante a ribaltare il risultato del match.

Le parole di Landucci
Parliamoci chiaro, Ricci non è e non sarà mai il giocatore che ti ruberà l’occhio per una giocata per dire, “alla Modric“, ma è un giocatore da cui comunque ti puoi sempre aspettare che porti un apporto di sostanza e intelligenza alla squadra. “Era un ex ma è un giocatore che è cresciuto molto e di cui ci fidiamo, ha intelligenza. È uno di quei giocatori che gli dici una cosa e la fanno subito al volo. È un professionista serio. All’inizio ha avuto difficoltà, giocava poco, ma non ha mollato niente. Si è allenato al massimo, col sorriso. È un giocatore su cui facciamo molto affidamento. Anche oggi ha dimostrato di essere molto utile al Milan, quando lo chiami in causa risponde presente“. Ecco queste parole del vice di Allegri, Marco Landucci, rilasciate ieri nel post gara, spiegano esattamente quello che è in questo momento Samuele per il Milan.

Intelligente e non banale
“Eh ma fa il compitino”. Si è vero alle volte potrebbe azzardare qualcosa in più, e magari con il passare del tempo trovando più confidenza e giocando più spesso, o dall’inizio o entrando a gara in corso per spezzoni di gara importanti, potrà farlo. Bisogna però fare attenzione alla differenza che c’è tra fare il cosiddetto compitino e invece alle volte effettuare la scelta più semplice e apparentemente banale che però è anche quella più utile.

La giocata contro il Torino
In Torino-Milan infatti Ricci gioca nuovamente da mezza ala, stavolta come successo contro la Lazio sulla destra e non a sinistra come quando ha dovuto sostituire Rabiot, ed è proprio calpestando quelle zolle di terreno (come ci mostra la sua heat map qui sotto) e collegandosi con un ottimo Ruben Loftus Cheek, che nasce lo sviluppo dell’azione del 3-2. L’ex capitano dei granata infatti, intelligentemente e in linea con quello che è il compito di un interno di centrocampo a tre, si butta nello spazio con i tempi e i modi giusti e poi premia con una palla ben dosata e arretrata, la più difficile da leggere per le difese schierate, l’arrivo a rimorchio del solito Pulisic. Assist, il secondo da quando veste rossonero, e timbro decisivo sulla gara.

Il reparto che fa la differenza: anche Ricci c’è
In attesa dunque del ritorno di quello che fino ad oggi è stato il titolare del ruolo ossia, Youssouf Fofana, Ricci dimostra come la forza del Milan di quest’anno, più che nel reparto offensivo, che fino ad oggi si è retto soprattutto sulle spalle di Leao e Pulisic (presenti a fasi alterne), risieda soprattutto in quello di centrocampo. Allegri l’aveva detto, servono i gol e le giocate anche da chi occupa quella zona del rettangolo verde di gioco, e puntuale come un orologio svizzero oltre ad un super Rabiot, anche Ricci risponde presente.

 

 

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