Lasciate ricostruire Allegri, Milan Sassuolo è parte del percorso

Emanuele Frigerio
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Allegri sorride durante Milan Sassuolo - Foto IPA

I rossoneri riscontrano ancora difficoltà contro una neopromossa: critiche social e delusione devono tenere sempre conto però del punto di partenza di questa squadra. Ecco cos’ha già fatto Allegri in pochi mesi….

Il pareggio per 2-2 contro il Sassuolo soddisfa qualche calciatore, dirigente o tifoso del Milan? No.

Possiamo, forse per la prima volta in quindici giornate, discutere un cambio di Allegri? Sì, senza dubbio.

C’è sconforto dopo un arbitraggio non all’altezza e altri due punti persi in classifica in malo modo? Certamente.

Fermiamoci qui.

 

Massimiliano Allegri ha preso una squadra che al termine della scorsa stagione aveva perso una finale di Coppa Italia contro il Bologna manifestando un gioco imbarazzante (con o senza episodi arbitrali, ma ero lì e la nausea a vederli giocare l’ho avuta eccome), era giunta ottava in una campionato di Serie A con una rosa nettamente al di sopra di quel valore di classifica, con 43 goal subiti, un’instabilità emotiva e tattica latente, una confusione generale ed un lassismo da parte di alcuni protagonisti veramente stucchevole. Non parlo della Champions League, ma basterebbe quella per fotografare l’annata dei rossoneri in realtà….

Oggi, siamo qui  a sentire tifosi profondamente frustrati dal sorpasso in vetta alla classifica dei rivali dell’Inter, formazione che ha certamente perso qualche partita di troppo ma che rappresenta un’armata se paragonata alle altre squadre del nostro torneo nazionale.

Il 14 maggio il Milan toccava un punto bassissimo, con quella finale di Coppa Italia persa in quel modo ed una stagione gettata alle ortiche, con unica gioia rappresentata da quella campagna d’Arabia epica, mentre sette mesi dopo, la delusione è per il temporaneo sorpasso dei nerazzurri e la presenza dei rossoneri al secondo posto della graduatoria, ad una lunghezza dalla vetta.

In questo lasso di tempo, Massimiliano Allegri ha ricostruito dalle macerie una squadra che ha perso Calabria, Theo, Reijnders, Abraham su tutti, ha sviluppato un sentimento di armonia, gioia di stare insieme ed un senso di gruppo che non si vedeva da almeno tre anni a Milanello, ma soprattutto ha iniziato un nuovo progetto, volto a riportare il Milan nelle condizioni di essere competitivo per qualcosa di importante.

Questo implica diverse cose:

  • la ricostruzione dell’identità difensiva, seppure con calciatori che nello storico della propria carriera non siano stati esattamente identificati come degli strenui difendenti;
  • la valorizzazione delle risorse disponibili, con la necessità di identificare un sistema di gioco e delle idee da modulare in funzione delle caratteristiche dei calciatori in rosa, massimizzando il materiale tecnico a lui fornito;
  • il fattore mentale, con Max che sta cercando di entrare nella testa dei calciatori, convincendoli di poter avere le doti per fare grandi cose

Questo Milan non sarà mai ricordato come il più forte, non sarà mai identificato come quello più vicino alle richieste di Massimiliano Allegri. Questa squadra è senza punta, senza cambi, senza credenziali per competere per qualcosa di folle. L’unica garanzia è l’allenatore.

Quando si pareggia facendo 2 punti contro le neopromosse, ricordate che nel girone d’andata del primo anno del tecnico toscano in rossonero, il 2011, i rossoneri persero a Cesena, pareggiarono in casa col Catania, furono rimontati dalla Samp e chiusero il primo round di partite con 40 punti in 19 sfide. Senza dimenticare che poi, nel ritorno, i ragazzi impattarono a Lecce, oltre a pareggiare in casa poco prima del derby contro un Bari praticamente già retrocesso e perdere contro il Palermo al Barbera.

Vero, quel Milan agganciò il primo posto all’undicesima giornata del girone d’andata e non lo mollò più, ma era un altro Milan, un’altra Inter, un’altra Serie A. Quello che voglio dirvi è che serve calma, HALMA per gli amici. Storicamente la nostra squadra del cuore ci ha abituato a questi ondeggiamenti tra grandi serate e grandi inciampi contro le piccole squadre, ma ricordate sempre che questo allenatore ha al momento portato una squadra distrutta psicologicamente, tatticamente e depotenziata tecnicamente, ad essere imbattuta per (al momento) 14 partite consecutive di campionato, seppur con qualche deficit qualitativo di gioco, realizzativo in avanti e di attenzione in difesa.

Ricordate le “tomorate”? O le occupazioni causali nelle marcature di Pavlovic? Questi problemi non sono stati rimossi alla radice, sarebbe pressoché impossibile farlo in così poco tempo, ma l’incremento del livello delle prestazioni di questi calciatori è merito di Allegri ed il suo staff. Vero, c’è qualcosa da sistemare sul mercato. Verissimo, probabilmente questa squadra non arriverà a giocarsi lo scudetto ad Aprile, ma lasciamo lavorare l’allenatore e lasciamogli correggere i propri errori, ma soprattutto quelli dei ragazzi.

Ieri, i gol di Koné (calciatore che sarebbe perfetto con la maglia del Diavolo, annotino pure il buon Geoffrey o il magnanimo Igli) e Laurienté hanno messo in mostra dei correttivi individuali e di squadra che siamo sicuri saranno evitati dalla prossima sfida. La squadra cresce attraverso gli errori soprattutto, non solo con le grandi notti e le emozioni delle vittorie. Questi ragazzi cresceranno ed arriveranno (infortuni ed innesti volendo) a performare in maniera sempre migliore nei prossimi incontri. Però, la condizione principale che dobbiamo garantire loro è la possibilità di inciampare per crescere.

Lasciate lavorare Massimiliano Allegri. Ma soprattutto, amici del quarto piano, dategli qualche “mezzo” in più per far sognare i tifosi (compatibilmente con le risorse disponibili)

ASAP PLEASE

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