Sarri ha fatto di necessità virtù

Giacomo Cesaro
4 Min Read
Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio - Foto IPA

I cancelli di San Siro si aprono alla Lazio di Sarri: ecco cosa aspettarsi dalla formazione biancoceleste  

Smaltita l’ebrezza del derby, il Milan deve subito tornare in careggiata, perché, come afferma lo stesso Allegri, è necessario mantenere una velocità da crociera. Tradotto, la costanza è l’ingrediente indispensabile per continuare il soggiorno ai piani alti della classifica.

Una missione che passa anche per il match di sabato contro la Lazio. All’apparenza una gara che ha perso i connotati dello scontro diretto. Nonostante ciò, dietro all’ottava posizione in classifica della formazione di Maurizio Sarri, si celano innumerevoli difficoltà, che hanno reso il percorso dei biancocelesti più che tortuoso.

La Lazio di Sarri

L’avventura 2.0 di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio è iniziata con il piede sbagliato. Mercato bloccato e rosa corta: due fattori che hanno eretto una salita verticale nel cammino biancoceleste. A ciò, va sommata anche la corposa mole di infortuni, che ha causato l’ overbooking dell’infermeria di Formello. Una situazione non semplice (eufemismo), che però non ha intorbidito le ambizioni e il progetto di Maurizio Sarri, che dopo 12 giornate di campionato  si trova in ottava posizione a 9 punti dalla vetta della classifica. 

Il sarrismo, così come lo abbiamo conosciuto inizialmente, ha dovuto subire delle modifiche. La rosa, colpita da infortuni e dalla chiusura del mercato in entrata, non sempre può permettersi di praticare un gioco propositivo. Motivo per cui l’allenatore della Lazio ha dovuto rimpinguare il serbatoio di pragmatismo, lavorando minuziosamente sulla fase difensiva. Non a caso i biancocelesti hanno subito soltanto 9 gol (gli stessi del Milan).

Fatica di più  invece l’attacco. Le assenze a intermittenza di pietre angolari come Zaccagni e Castellanos hanno frenato la prolificità del reparto offensivo. In dodici gare di campionato la formazione di Sarri ha segnato 15 gol. Un dato sicuramente non drastico (anche la Roma capolista ne ha segnati solo 15), ma che stona in un contesto “sarriano“.

Sarri non si è snaturato, ma semplice ha adattato la sua strategia ai mezzi di cui dispone. Ciò non significa che abbia voltato le spalle ai suoi principi. L’ex tecnico della Juventus , infatti, quando è messo nelle condizioni, è ancora un allenatore propositivo, che ama costruire le trame di gioco sfruttando le doti tecniche dei suoi giocatori. Ne è una testimonianza il 50% di possesso palla medio che vanta la sua squadra.

Il bollettino dell’infermeria biancoceleste al momento conta quattro calciatori: Rovella, Cataldi, Gigot, e Cancellieri. Risulta quindi recuperato Mario Gila, che nelle scorse settimane ha dovuto smaltire le scorie di un problema muscolare. Il reparto offensivo ,orfano del solo Cancellieri, è praticamente al completo. Un campanello d’allarme per la squadra di Allegri, che si troverà innanzi a un attacco dinamico, abile nello stretto e che potrebbe sfruttare le falle della linea difensiva rossonera.

Share This Article