Milan, Leao può davvero fare il centravanti?

Giacomo Cesaro
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Leao esulta dopo la rete contro il Bari in Coppa Italia (Ph. IPA Agency)

Il Milan esce dallo Stadium con una buone dose di rammarico: Leao entra e spreca, è quello il ruolo adatto a lui?

Difese promosse e attacchi bocciati. Un giudizio estendibile a entrambe le squadre e che racchiude in poche parole i 90 minuti di Juventus-Milan. Il ritorno di Max Allegri allo Stadium non poteva andare diversamente: 0:0, risultato che mette in luce il pragmatismo dei due allenatori, inquietati dallo spettro della sconfitta.

La voglia di vincere ha accarezzato lievemente soltanto i rossoneri, che nel secondo tempo hanno avuto tra i piedi le occasioni più nitide. La Juventus infatti, a esclusione della conclusione ravvicinata di Gatti, non ha mai dato la percezione di poter scardinare il trittico solidissimo formato da Pavlovic-Gabbia-Tomori. Un altro trittico invece, quello composto  da Vlahovic, Openda e David, non è mai riuscito a calciare in porta: dato che sottolinea con l’evidenziatore la sterilità del reparto offensivo bianconero, illuminato a intermittenza solamente dagli strappi di Coincencao.

Leao sprecone

Gli attaccanti bianconeri quindi non hanno avuto occasioni di incidere. Non può dire lo stesso Rafa Leao, subentrato alla miglior versione stagionale di Santiago Gimenez, autore dell’unica conclusione in porta del primo tempo. In una serata che si prefigurava complicata il messicano si è mosso con intelligenza, uscendo dalla morsa dei centrali bianconeri e indossando le vesti del centravanti itinerante.

Al 63′ il diez del Milan, dopo aver ricevuto l’investitura da Allegri, è stato chiamato a prendersi sulle spalle il peso dell’attacco rossonero. L’ingresso prematuro contro il Napoli aveva concesso l’immunità al portoghese, ingiudicabile per via dell’inferiorità numerica e della condizione fisica. Ieri sera però Leao è entrato in campo in un contesto di normalità, che strizzava l’occhio alle qualità del portoghese.

L’ex Lille ha avuto sui piedi due grandi occasioni (big chances), entrambe cestinate per un difetto di cattiveria agonistica. Un centravanti in quelle determinate occasioni deve azzannare la partita.  Cosa possiamo estrapolare dunque dalla prestazione del portoghese? Beh, se Leao vuole ricoprire una posizione così avanzata deve intraprendere un determinato  percorso di transizione: da esterno dibblomane a centravanti estremamente tecnico ma allo stesso tempo abile a capitalizzare.

Dove deve migliorare

Il nuovo ruolo cucito da Max per Leao sembra non combaciare con le sue caratteristiche migliori. Il portoghese avrebbe le potenzialità fisiche per stazionare al centro dell’attacco, urge però una dose più elevata di applicazione. Ieri sera un Rugani claudicante è riuscito ad anticipare senza troppa fatica  Leao, che era entrato da pochi minuti. Quel frammento di gara mette in mostra i limiti del classe 99′, troppo molle per reggere l’urto dei rocciosi difensori del campionato.

Allo stato attuale delle cose Leao prima punta è una soluzione che potrebbe portare dei benefici contro squadre che difendono con il baricentro alto. In quei casa Rafa avrebbe l’occasione di attaccare lo spazio attraverso movimenti familiari. Il diez rossonero ha infatti fatto il centravanti al Lille e ha dimostrato di aver già usufruito del manuale del buon attaccante (vedi il taglio sull’assist di Modric).

“Leao ha dei colpi eccezionali, davanti alla porta però deve mettere in mostra le sue qualità”. Le parole di Massimiliano Allegri pongono l’accento su una questione imprescindibile: il connubio tra qualità e cattiveria agonistica è la ricetta fondamentale per il raggiungimento della maturità calcistica di Leao.

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