Mike Maignan è di nuovo ai box. Il portiere francese, capitano del Milan, ha dovuto abbandonare il campo al 55’ della sfida contro il Bologna per un problema al polpaccio. Per fortuna non si tratta di una lesione grave, ma lo stop gli impedirà di essere disponibile per Udinese-Milan, con Allegri che non ha voluto rischiarlo. L’obiettivo è rivederlo tra i pali già contro il Lecce, in Coppa Italia. Una situazione che però riporta alla mente dei tifosi rossoneri un dato ormai ricorrente: gli infortuni di Maignan.
Un portiere decisivo, ma troppo spesso ai box
Da quando è arrivato al Milan nell’estate 2021, il 16 si è imposto come uno dei portieri più forti in Europa, contribuendo allo Scudetto 2021/22 e diventando capitano della squadra. Tuttavia, parallelamente alle grandi prestazioni, c’è un aspetto che continua a preoccupare: la sua fragilità fisica.
Maignan ha già saltato circa 40 partite ufficiali con il Milan a causa di infortuni, senza contare eventuali assenze per la nazionale francese. Numeri che pesano moltissimo se rapportati all’importanza del suo ruolo: avere o non avere il francese tra i pali può cambiare il rendimento della squadra.
Gli stop stagione per stagione
L’avventura di Mike al Milan è iniziata nell’estate del 2021, con l’eredità pesantissima lasciata da Donnarumma. Il francese ha subito convinto per carisma e leadership, ma già nella prima stagione si è visto il rovescio della medaglia. Dopo poche giornate, a ottobre, un infortunio al polso ha costretto Maignan a un’operazione e a circa due mesi di stop: in totale 12 partite saltate tra campionato e coppe, con Tatarusanu chiamato a sostituirlo. Al rientro, però, il portiere si è preso la scena e ha chiuso la stagione da protagonista assoluto, con soli 21 gol subiti in 32 presenze e diversi clean sheet decisivi per lo Scudetto numero 19.
La stagione 2022/23 è stata la più complicata da un punto di vista fisico. A settembre un problema al gemello mediale della gamba sinistra lo ha fermato, e a gennaio è arrivata la ricaduta con interessamento al soleo: in tutto 23 partite saltate, praticamente metà stagione senza il portiere titolare. Il Milan ha pagato caro la sua assenza: con Tatarusanu in porta, la squadra ha subito una media di 1,3 gol a partita, mentre con l’ex Lille in campo il dato crollava a 0,7. Non a caso il suo ritorno a marzo 2023 ha coinciso con una nuova solidità difensiva, culminata nella semifinale di Champions League.
Nel 2023/24 le cose non sono andate molto meglio. Pur senza stop lunghissimi come nella stagione precedente, il francese ha dovuto fare i conti con vari problemi muscolari, soprattutto agli adduttori, che lo hanno costretto a saltare circa 7 partite distribuite durante l’anno. Ogni volta che il francese ha lasciato spazio ai suoi sostituti, la differenza si è notata: basti pensare che nelle gare senza di lui la percentuale di clean sheet del Milan è scesa dal 35% al 14%.
Anche l’attuale stagione 2024/25 è iniziata in salita. Prima un fastidio muscolare lo ha fermato ad agosto, poi contro il Bologna un guaio al polpaccio lo ha costretto a uscire a inizio secondo tempo. Per ora le partite saltate sono poche, ma la preoccupazione tra i tifosi è tanta, perché il copione sembra ripetersi.
Quanto pesa la sua assenza
L’assenza di Mike Maignan resta un problema serio per il Milan, sia a livello tecnico che psicologico. I dati parlano chiaro: nelle ultime tre stagioni, ogni volta che il francese è rimasto ai box i rossoneri hanno faticato a mantenere la stessa solidità difensiva, subendo in media 0,4 gol in più a partita senza di lui. Non si tratta soltanto delle parate decisive, ma anche della sua leadership, della gestione della linea difensiva e della qualità con i piedi, fondamentali per impostare dal basso.
Allegri punterà su Pietro Terracciano, che ha esperienza ma non può garantire lo stesso impatto. Per questo motivo, sarà cruciale la compattezza del reparto arretrato e il contributo del centrocampo nella fase di copertura. L’obiettivo, nell’attesa del rientro di Maignan previsto già contro il Lecce, sarà quello di limitare i rischi e confermare i progressi difensivi delle ultime uscite.
Il Milan, in sostanza, dovrà dimostrare di non dipendere esclusivamente dal suo capitano. Maignan resta insostituibile, ma la crescita della squadra nel suo complesso potrebbe permettere di reggere l’urto anche in sua assenza, trasformando una difficoltà in un banco di prova per misurare le reali ambizioni stagionali.
