Dopo 6 giornate di campionato con Massimiliano Allegri in panchina, il Milan ha raccolto 13 punti, ha segnato 9 gol e ne ha subiti soltanto tre. Il pareggio col la Juventus nell’ultima partita prima della sosta ci ha portato alla riproposizione di un confronto, anche statistico, con l’ultima Juventus di Allegri e il Milan di oggi soprattutto relativamente alla qualità del gioco.
Dal raduno del 4 luglio, Max Allegri ha subito fatto intendere quanto fosse importante formare un gruppo, una squadra vera che potesse competere per i posti più alti della classifica. Grazie alla sua grande comunicazione, alla sua capacità di gestire il gruppo, l’allenatore toscano è riuscito a formare subito una squadra vera grazie al supporto di un direttore sportivo esperto come Tare in società e sul campo da due giocatori di livello internazionale come Luka Modric e Adrien Rabiot. Parlando di campo, Max ha lavorato molto sulla fase difensiva dai primi giorni di ritiro, tasto critico dell’ultima stagione.
Nonostante i pochi mesi di lavoro, il mister è riuscito a inculcare nella testa dei giocatori l’importanza di difendere da squadra perché in Italia funziona cosi: meno gol prendi, più hai la possibilità di vincere o comunque piazzarti tra le prime posizioni. I numeri di questo inizio di stagione lo dimostrano : il Milan è primo per media gol subiti, primo per media XG concessi, primo per XG tiri concessi, primo per gol concessi da recupero alto. Tutti numeri che dimostrano quanto la squadra abbia lavorato in questi mesi e abbia imparato a “Percepire il pericolo”, concetto ripetuto più volte dal Mister e assimilato dai giocatori. Ciò su cui bisogna migliorare è la fase offensiva. Il Milan in questo inizio di stagione ha creato 69 occasioni da goal in Serie A, segnando appena 9 volte totali. Paragonando questi numeri alla Juventus 23/24 possiamo trovare numeri simili, considerando però un campione diverso di partite. I gol realizzati a partita per il Milan di questa stagione sono 1.5, mentre la Juventus 23/24 guidata da Max aveva la media di 1.4 ( fonte Sofascore ). I tiri in porta a partita e le grandi opportunità per match per i rossoneri stanno rispettivamente a 4.7 a partita per il primo parametro e 2.5 per il secondo parametro, la squadra bianconera registrava invece 4.1 i tiri in porta a partita e grandi opportunità pari a 2.3. L’ultimo parametro, molto significativo, sta nelle grandi opportunità create : 1.7 per la Juventus 23/24 contro 1.8 del Milan di quest’anno. Dati alla mano, l’ultima Juventus “allegriana” creava più o meno quanto il Milan di oggi.
Cosa significa realmente questo dato ?
Il Milan crea molto e questo è evidente, ma fatica a concretizzare tutte le occasioni create. Un esempio che possiamo toccare con mano riguarda l’inizio di stagione di Santiago Gimenez. Il messicano, nonostante le prestazioni sempre in crescendo, ha creato ben 7 occasioni a partita senza però mai andare a segno: i nostri amici di Milan Analytics hanno studiato come il rapporto tra gol previsti e realizzati dal Bebote sia pari a -2.5 xG. Questi dati mostrano come Massimiliano Allegri non sia soltanto un efficace difensivista, non pensi quindi solamente alla difesa e non prendere gol. Attraverso la dotazione di una squadra di giocatori con un tasso tecnico alto , la facilità di arrivare a creare occasioni da gol si alza notevolmente, così come la qualità del gioco. La narrazione relativa ad un cambiamento di Allegri nella sua proposta di gioco e nelle occasioni create non rispecchia di fatto i numeri appena analizzati. Tutto il resto rientra in quegli esercizi di stile fine a se stessi, utili e sotto certi punti di vista divertenti a creare dibattiti. Sicuramente belli e appassionanti, ma quasi mai realistici.
La grande qualità di Allegri, sottolineata anche dai suoi colleghi Spalletti e Capello durante il Festival dello Sport, è quella di costruire un equilibrio di squadra tale da mettere i giocatori nelle migliori condizioni per rendere al massimo.
Quindi la domanda ve la ripropongo : Massimiliano Allegri è davvero cambiato ?
