Max attende segnali da Nkunku

Giacomo Cesaro
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Nkunku in azione durante Atalanta Milan (Ph.IPA Agency)

Il Milan frena a Bergamo e non va oltre l’1-1: suona l’allarme nel reparto offensivo, Nkunku delude ancora

Niente di nuovo sul fronte offensivo. A Bergamo Leao e Gimenez sono stati estromessi dalla partita. Il tandem d’attacco disegnato da Allegri infatti non è  mai riuscito a cavalcare le vaste praterie lasciate sgombre dall’Atalanta. Il tecnico rossonero ha quindi  cercato di rattoppare la situazione, pescando tra le riserve e inserendo all’intervallo Nkunku. Una mossa che ha sconfinato il diez rossonero in panchina, sostituito a detta di Max per un leggero problema all’anca.

L’attacco del Milan è però rimasto impantanato in un impasse, sciolta solamente dall’ingresso di Loftus-Cheek. Prima di quel turning point, l’apporto di Nkunku era stato pressoché nullo. Il francese, a cui è stato concesso per la prima volta in campionato un minutaggio corposo, è rimasto nell’anonimato, senza mettere in mostra le qualità decantate dai compagni e dallo stesso allenatore.

Nkunku abbiamo un problema

L’arrivo tardivo di Nkunku ha sicuramente influito sulla sua integrazione con il gruppo squadra. L’ex Chelsea ha valicato i cancelli di Milanello dopo essersi praticamente astenuto dalla preparazione estiva. Ciò ha rallentato l’iter di inserimento del francese, che attualmente conta soltanto una prestazione da titolare: Milan-Lecce di Coppa Italia, debutto da titolare arricchito da un gol e numerosi spunti, che poi però non hanno trovato continuità nelle uscite di campionato. In Serie A Allegri l’ha sempre fatto accomodare in panchina e gli ha concesso chance solo a gara in corso, auspicando che la sua frizzantezza potesse scalfire le difese avversarie.

Questo scenario però si è verificato soltanto all’esordio contro il Bologna, match in cui Nkunku si è procurato un calcio di rigore, goffamente revocato dal VAR. Da quel momento il francese non ha mai spostato gli equilibri, complice anche un impiego davvero limitato. Fino a questo momento Chris ha infatti giocato appena 115 minuti (media di 23 minuti a partita), apparendo così in maniera sporadica all’interno del rettangolo da gioco.

Ancora in ombra

Ciò che desta più preoccupazione è la scarsa incisività di Nkunku. Il francese non crea occasioni da rete e ieri sera a Bergamo è rimasto sintonizzato sulla stessa onda radio di sempre. In 45 minuti l’ex Lipsia ho effettuato appena 22 tocchi, tutti molto lontani dalle zolle in cui può essere pericoloso. Non a caso il classe  97′ ha concluso il match senza calciare verso la porta protetta da Carnesecchi e senza nemmeno dribblare. Quelle che una volta erano le sue armi segrete, oggi sono semplici utensili impolverati.

La sensazione dall’esterno è che Nkunku sia ancora intrappolato in una condizione fisica non ottimale. Le sue qualità sono potenzialmente preziose. Per trasformare la potenza in atto è però necessario che il francese alzi l’asticella dell’intensità, riscoprendo così quella brillantezza fisica che ha contribuito a renderlo uno degli esterni più prolifici d’Europa.

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