Milan, Allegri e la gestione del calcio di rigore di Nkunku

redazione
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Christopher Nkunku trasforma il rigore del momentano 1-1 in Como Milan - Foto Mattia Martegani

Le parole del tecnico fanno da cornice al siparietto che si è creato dopo la selezione del tiratore dal dischetto per il pareggio col Como

Le parole di Max

“Rafa voleva calciare il rigore, ma anche Nkunku è un rigorista. Mi sono sentito di chiamare Christo e farlo battere a lui, semplice. Poi ho visto metà della tribuna esultare e ho pensato l’avesse sbagliato, ma l’esultanza della panchina mi ha subito rasserenato. Leao voleva tirarlo, ma mi sembrava corrette calciasse Nkunku”: Massimiliano Allegri sintetizza così nel post partita di Como-Milan l’episodio scaturito dopo l’assegnazione del calcio di rigore concesso ai rossoneri al minuto 45 dall’arbitro Guida per un fallo di Kempf su Adrien Rabiot.

L’episodio

Dopo una veloce revisione del VAR, che non ha ravvisato irregolarità nella decisione di campo, si vede l’allenatore indicare Christopher Nkunku come rigorista e scontentare Leao, apparso abbastanza contrariato dalla scelta del proprio allenatore. La gestione della situazione di Max è però, come spesso accade, esemplare: richiama il portoghese a sé, gli intima di stare calmo in quanto questa rappresenta una responsabilità che ha voluto assumersi in prima persona il mister e lo tranquillizza con l’aiuto di un leader di campo come capitan Mike Maignan, sempre molto attento a queste dinamiche.

L’allarme rientra quindi con estrema rapidità e proprio il numero dieci risulta tra i primi ad accorrere ad abbracciare il compagno di reparto dopo la trasformazione, che vale il provvisorio 1-1 nel match poi vinto per 1-3 dai rossoneri.

Il fattore mentale

Una decisione voluta quindi da Allegri e che probabilmente si lega alla voglia di responsabilizzare il calciatore francese in questo suo periodo positivo e tenerlo quindi dentro alla squadra, liberarlo mentalmente e permettergli di proseguire il suo momento difficile. Aveva già indicato Christopher come rigorista in occasione del penalty procurato contro il Verona, anche se allora fu tutta la squadra a consegnare il pallone al numero 18 per farlo sbloccare.

Oggi, nemmeno venti giorni dopo, l’allenatore del Diavolo sceglie ancora Nkunku in un momento ancora più cruciale, all’interno di una partita che aveva assunto contorni difficili e che non prometteva bene. Non calcia bene Christo, ma la fortuna lo assiste e gli permette di continuare in questo momento magico, che lo vede autore di quattro reti nelle ultime tre sfide giocate.

Insomma, l’impressione è che Max sappia cosa fare e come operare per il bene dei suoi ragazzi, dell’ambiente e della squadra.

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