Milan, Ardon Jashari is back

Marco Zullo
10 Min Read
Ardon Jashari in azione con la maglia del Milan (Ph. IPA Agency)

La prima parte di stagione 25/26 è ormai alle spalle, pronti già a proiettarsi al futuro. Il Milan si trova in alto con combattività ed identità, un gruppo unito che fin qui non si è risparmiato a dare tutto in campo. La seconda parte sarà quella del verdetto finale, la finestra di mercato l’occasione per aggiungere i pezzi mancanti e correggere gli errori iniziali.

Un ingranaggio ancora tutto da scoprire era arrivato in estate, ossia Ardon Jashari, l’uomo in più di un reparto di centrocampo che fin qui ha funzionato perfettamente. Si dovranno dosare le energie, respirare un po’ per arrivare nel momento clou nelle giuste condizioni fisiche. Qui entra in gioco il calciatore di nazionalità svizzera, pronto ad inserirsi nel meccanismo alle spalle di Luka Modric, per aiutare il gruppo, crescere ed imparare i trucchi del mestiere.

Riflettori spenti e pronti ad accendersi, un infortunio che ne ha ritardato l’inserimento, ma che da un lato ha concesso più tempo al ragazzo per ambientarsi nella “famiglia” rossonera, perché gestire il peso di essere un investimento economicamente pesante non è semplice nel sistema calcio italiano, dove tempo ed errori non sono concessi, la stampa è pronta a far fuoco ed il tifoso è impaziente per natura.

La personalità per prendersi tutto.

C’è assolutamente!

Il Lucerna prima, dove cresce ed esordisce nel professionismo giovanissimo, fino ad indossare la fascia da capitano a 21 anni.  La sua unica stagione giocata al Club Brugge dopo, li dove si innalza il livello con una Champions disputata con carattere, sfrontatezza, intensità, qualità e sicurezza dei propri mezzi. Partite contro Atalanta, Manchester City ed Aston Villa che non passano inosservate per il rendimento mostrato e la forza degli avversari affrontati. In campionato invece risulta talmente determinante da vincere a fine anno il premio come miglior giocatore.

Questi sono i dettagli da osservare, quelli che fanno la differenza quando vesti maglie prestigiose, serve arrivare con le spalle larghe.

Come se sia questo il suo talento, la sua unicità: adattarsi velocemente alla nuova realtà e farla presto sua. Assorbire e gestire le responsabilità senza subire l’urto della pressione, una capacità. Non si impara o improvvisa, è un’attitudine naturale che si possiede.

Il ruolo

Che posizione andrà ad occupare? Domanda che molti tifosi si sono posti al suo arrivo, aprendo diversi dibattiti, generati dalla poca conoscenza del profilo e dall’allora ancora sconosciuto sistema di gioco che avrebbe utilizzato Massimiliano Allegri. Oggi il quadro è sicuramente più chiaro, il modello conosciuto, gli interpreti  scelti con le caratteristiche utili a svilupparlo pure. Jashari è un centrocampista completo nell’insieme, perchè versatile, un 6 che può giocare da 8. Un interno di centrocampo con sfumature da mezzala, definibile moderno.

Quando il calciatore è un ibrido, il ruolo alla fine dipende anche dalla filosofia dell’allenatore, dalle richieste, da ciò che vuole in determinate zone di campo.  In un calcio di palleggio prolungato la funzione di mezzala di possesso gli calza a pennello, in questo Milan attuale  con un centrocampo a tre tutto lascia pensare a come la zona davanti alla difesa sia quella invece disegnata per lui da Max. Con buona probabilità in carriera si consacrerà proprio come playmaker grazie anche agli istinti da interditore che possiede. Allegri attualmente ha sempre inserito Ardon proprio nello slot occupato da Modric, lanciando un segnale della sua visione sul giocatore. Nel Bruges era inserito in un sistema con il doppio interno, primo costruttore pronto ad abbassarsi ma anche dotato di libertà di sganciarsi in avanti a supporto della manovra.

Ad oggi il terzetto composto da Rabiot-Modric-Fofana, numeri alla mano, è intoccabile, garanzia di solidità difensiva, in 488′ in campo un solo gol subito ma su rigore.

Certo nulla esclude in un futuro in determinate partite di vedere in campo un trio omogeneo, qualitativo ed intelligente formato da Jashari, Modric e Rabiot, magari  contro avversari con un blocco basso da scardinare, una soluzione possibile. Tornerebbero decisamente utili le doti in rifinitura, potendosi spingere più in avanti tra le linee avversarie nell’half-space sinistro.

Potrebbe essere lui il giocatore adatto a far evolvere il sistema? Non nell’immediato, ma la prossima stagione.

L’analisi

Classe 2002, normotipo ,ectomorfo tendente al mesomorfo, statura nella media con i suoi 181 cm x 82 kg ma con una struttura solida, arti inferiori ben sviluppati muscolarmente per tonicità e volumi.  Mancino naturale, caratteristica che nel centrocampo del Milan potrà tornare utile.

Il parametro condizionale più evidente è la forza massimale, con piedi ben piantati al suolo e forza sopra media tra anche e arti inferiori. Inoltre offre una buona protezione sulla sfera usando abilmente il corpo, rimbalza nei contatti e ne esce vittorioso: questo lo rende un giocatore solido nei duelli. Baricentro basso, rapido negli appoggi dei piedi e con una buona accelerazione , agile nel controllare il corpo, riesce a districarsi in spazi stretti, sgusciante e con un ottimo equilibrio in movimento. Sul lungo è più limitato con picchi di velocità normali ed una falcata breve. Dinamico ed intenso,  resiste a ritmi elevati tipici del calcio moderno,  caratteristica utile in competizioni internazionali.

La sua attitudine di regia è evidente. È un palleggiatore/ creatore, non si scompone, calmo e lucido nella distribuzione anche sottopressione. Le trasmissioni hanno un range di gittata ampio: non solo il gioco corto ma anche tanto gioco diagonale e verticale sul lungo sono il punto forte del suo profilo, un “generatore” di key passes. Qualche forzatura c’è, ma i numeri sono stati di tutto rispetto nella stagione in Belgio, con quasi 6 passaggi lunghi a partita con un 56% di successo, circa 2o passaggi in avanti nei 90′ con un 80% di completati, 10 passaggi verso la trequarti di media con il 75% di realizzati. Passaggi progressivi che scardinano le strutture difensive. Trovare intorno gente capace di muoversi senza palla potrà portare enormi benefici ai suoi numeri e alla squadra, nel Milan calciatori come Pulisic, Loftus , Saelemaekers e Rabiot sono ideali per associarsi e dare vita ad assi calde.

Testa alta e scansione del campo, rapida presa decisionale, questo aiuta nel rilasciare la palla trovando la soluzione più corretta. Spalle alla porta in zona difensiva è composto nel controllare o smistare di prima.

Possiede nel bagaglio di skills la conduzione in progressione palla al piede, delle vere fiammate improvvise, di solito caratteristica tipica dei box to box. La destrezza fine citata in precedenza aiuta nel dribbling,  che utilizza costantemente e con qualità per evadere dalla pressione, abile nell’usare il piede perno per ruotare su se stesso, quando parte in conduzione dopo aver superato il primo ostacolo tende però ad intestardirsi nella ricerca di un secondo 1vs1 invece di rallentare e trasmettere.

Agisce prevalentemente sul lato sinistro e nelle zone centrali del campo, quando si osserva sembra essere ovunque, copre un ampia zona attraverso la corsa, è un instancabile corridore. Lavora attivamente nelle due fasi. In non possesso è combattivo, aggressivo sull’uomo e sempre pronto ad uscire in pressione per andare a ricercare il contrasto, ma a tratti eccessivo fino ad essere imprudente. Offre alla fase difensiva una buona capacità nell’intercettare la sfera.

Un abile lettore di spazi per inserirsi e fungere da collegamento. Abbiamo già accennato alla personalità, in campo non si nasconde, in costruzione va a ricercare le zone di luce per rendersi disponibile a ricevere, che sia da sostegno o appoggio fornisce sempre una soluzione al portatore.

Dunque ?!

Nel calcio si dice che il centrocampo sia il “motore” della squadra, il reparto che collega tutti e su cui ruota tutto: il Milan ha ancora cavalli da aggiungere per prendere ulteriore velocità nella corsa ai suoi obiettivi. Il tempo e la pazienza consegneranno ai rossoneri un altro giocatore di grande valore.

 

 

 

 

 

 

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