Tare e Furlani hanno messo a disposizione di Allegri una rosa rivoluzionata: ma quali sono stati gli impatti a livello finanziario delle operazioni di mercato?
La sessione estiva di calciomercato del Milan si è chiusa con un’intensa attività sia sul fronte acquisti sia sul fronte cessioni, configurandosi come un’operazione di ristrutturazione significativa della rosa e, parallelamente, di riequilibrio finanziario.
Il club ha sostenuto un esborso complessivo di 158 milioni di euro per l’acquisto dei cartellini, ai quali si aggiunge l’onere legato agli stipendi dei nuovi giocatori. L’ammortamento annuo derivante dalle operazioni a titolo definitivo è stimato in 38,6 milioni di euro, mentre il costo lordo degli ingaggi si attesta intorno a 56,4 milioni di euro. Ne risulta un impatto complessivo sul bilancio 2025/26 pari a circa 90,6 milioni di euro, che rappresenta l’incremento dei costi operativi legati al rafforzamento della rosa.
L’operazione più onerosa del calciomercato rossonero riguarda Christopher Nkunku, il cui peso economico è determinato dall’alto ingaggio lordo (oltre 9 milioni) sommato a una quota ammortamento rilevante.
Sul fronte opposto, le cessioni definitive hanno generato proventi pari a 97,3 milioni di euro, accompagnati da plusvalenze nette di circa 72 milioni. A ciò si sommano il risparmio sui costi del personale e sugli ammortamenti per i calciatori usciti, oltre agli effetti derivanti da risoluzioni contrattuali e scadenze di prestiti. Complessivamente, l’effetto positivo sul bilancio 2025/26 legato alle uscite è quantificato in 166,8 milioni di euro, valore che riflette sia i ricavi realizzati che la riduzione dei costi ricorrenti.
L’analisi integrata delle due componenti evidenzia un saldo positivo di circa 76,2 milioni di euro, risultato dalla differenza tra i maggiori costi per i nuovi innesti e i benefici economici derivanti dalle dismissioni. Questo surplus contribuisce a compensare la mancata partecipazione alla UEFA Champions League, con effetti di riequilibrio rispetto ai minori ricavi attesi sul fronte dei diritti televisivi e dei premi UEFA. Se si considera esclusivamente il saldo cartellini (acquisti meno cessioni definitive), il Milan registra invece un deficit di 60,7 milioni di euro. Tale valore, tuttavia, non tiene conto delle operazioni contabilizzate nell’esercizio precedente (Kalulu, Morata, Reijnders), che hanno apportato ulteriori 86 milioni di euro di entrate e migliorato la posizione patrimoniale complessiva.
In conclusione la strategia del Milan sul calciomercato ha perseguito un duplice obiettivo: da un lato, l’investimento su profili giovani e di prospettiva, dall’altro una gestione finanziaria che consente di generare un effetto netto positivo sul conto economico 2025/26. La capacità di bilanciare investimenti e risparmi ha garantito un equilibrio tale da sostenere la competitività sportiva senza compromettere la sostenibilità economica.
P.s. Questi dati non tengono conto delle uscite di Bennacer e Adli poiché non siamo ancora a conoscenza degli esatti termini finanziari delle operazioni.
Analisi a cura del Dottor G.Capuano
