Milan, cantiere d’attacco: cinque soluzioni per sfidare l’Atalanta

Niccolò Enrile
8 Min Read
Rafael Leao in azione durante Juventus Milan (Ph. IPA Agency)

L’unica certezza è Rafa. Gimenez cerca il primo gol, Nkunku non è al top, Saelemaekers e Loftus soluzioni d’emergenza. Allegri riflette sulle combinazioni.

Alla vigilia della sfida di San Siro contro l’Atalanta, il Milan si trova davanti a un bivio tecnico e tattico. Le emergenze non mancano: Pulisic, Estupiñán e Rabiot non sono ancora recuperati, e il reparto offensivo continua a ruotare senza trovare un equilibrio stabile.
In questo contesto, Massimiliano Allegri ha un compito chiaro ma complesso: trovare la combinazione giusta per sostenere Rafa Leao, l’unico vero faro dell’attacco rossonero.

Leao-Gimenez: la coppia più collaudata, ma che non decolla. È la soluzione più provata e, teoricamente, quella più logica: Leao e Gimenez. Da un lato, l’estro e la velocità del portoghese; dall’altro, la fisicità e l’attacco alla profondità del messicano. Gimenez ha collezionato 8 presenze (7 da titolare) per un totale di 565 minuti, ma non è ancora riuscito a segnare. I suoi 2,76 expected goals (xG) sono un dato eloquente: le occasioni le ha avute, e anche importanti — 7 grandi chance sprecate — ma la porta sembra stregata.
Leao, invece, con 3 gol in 4 partite e una rete ogni 76 minuti, è il volto della produttività, ma solo quando parte largo a sinistra. Da centravanti, al contrario, si trova spesso isolato e costretto a ricevere spalle alla porta. Allegri sta lavorando per migliorare i movimenti: Leao più largo, Gimenez più centrale, con un trequartista che accompagni l’azione. Ma finora il vero problema è la mancanza di gol dell’ex Feyenoord.

Leao-Nkunku: la suggestione irrealizzata.È la coppia che incuriosisce di più, ma che ancora non ha avuto modo di esprimersi davvero. Christopher Nkunku ha totalizzato soltanto 70 minuti in Serie A, tutti spezzoni. Non è ancora al top fisicamente, e si vede: 0 gol, 0 assist, 0 tiri in porta.
Il talento c’è, ma il ritmo manca. Il francese è un giocatore che vive di intensità, cambi di direzione e scambi stretti, caratteristiche che emergono solo se ha continuità. Allegri, in allenamento, lo ha provato accanto a Leao in un sistema più fluido, quasi da 4-4-2 mascherato, con l’idea di sfruttare i tagli di Nkunku alle spalle dei difensori.
L’intesa, per ora, è tutta da costruire, ma la sensazione è che, se il francese ritrovasse condizione, questa potrebbe essere una soluzione dal grande potenziale tecnico: due giocatori rapidi, imprevedibili, capaci di scambiarsi posizione e destabilizzare qualsiasi difesa.
Martedì, però, è ancora presto. Nkunku non ha minuti sufficienti nelle gambe e Allegri non può permettersi rischi in una partita che vale tanto in termini di equilibrio e classifica.

Leao-Saelemaekers: l’esperimento incompleto. Un’altra idea testata, quella di Saelemaekers seconda punta alle spalle di Leao. Il belga, adattato nel ruolo contro la Fiorentina, ha mostrato volontà e spirito di sacrificio, ma non ha convinto fino in fondo.
I numeri raccontano una partita di grande applicazione ma poca incisività negli ultimi metri.

Il problema principale, però, riguarda l’assetto generale: con Saelemaekers avanzato, il Milan perde equilibrio sugli esterni. Senza di lui sulla fascia, tocca ad Athekame, che ha segnato contro il Pisa ma ha ancora limiti evidenti, coprire un ruolo che richiede continuità e intensità.
L’esperimento, quindi, ha lasciato sensazioni contrastanti. Funziona in fase di pressing, meno quando c’è da creare o concludere.

Leao-Loftus-Cheek: l’emergenza creativa. Tra le combinazioni possibili, quella con Loftus-Cheek seconda punta rappresenta forse la più affascinante sul piano tattico. L’inglese, pur non essendo un attaccante, ha il fisico, la visione e la capacità di inserirsi che lo rendono adatto al ruolo.
Quest’anno ha già giocato qualche minuto in quella posizione e, sebbene non sia la sua preferita, può offrire una soluzione alternativa per un Milan che fatica a riempire l’area di rigore. I numeri però parlano chiaro: 6 presenze, 3 da titolare, 1 gol, 88% di precisione nei passaggi e un contributo offensivo concreto ma limitato — solo 0.3 tiri in porta a partita. Il rischio è forzare il rientro di un giocatore che sta ancora ritrovando condizione dopo l’infortunio.
Allegri lo considera un jolly, ma più per spezzoni di gara che per partire dall’inizio.

L’ultima opzione valutata a Milanello è la coppia Gimenez-Loftus-Cheek, due profili fisici, capaci di tenere palla e fare reparto.
Questa soluzione, però, rischia di togliere profondità e velocità all’attacco. Senza Leao, infatti, il Milan perde l’imprevedibilità e la capacità di spaccare le difese in velocità. È un’opzione che Allegri tiene come carta tattica, magari per il secondo tempo o per difendere un risultato.

In mezzo ai cambi, alle rotazioni e ai test, una sola certezza rimane: Rafa Leao.
Il portoghese è tornato al gol con continuità e i numeri lo confermano: 3 reti in 227 minuti, 1.73 xG, 33% di conversione, 3 grandi occasioni create. Quando Leao è ispirato, il Milan diventa imprevedibile; quando non lo è, la squadra fatica a trovare alternative.

Allegri sa che il suo talento è imprescindibile, ma deve trovare il modo di alleggerirlo dalle responsabilità. Da solo non può fare tutto, e se non riceve supporto dai compagni, finisce col giocare spalle alla porta, lontano dalla zona pericolosa.

Ecco perché la scelta del partner sarà decisiva.

Un attacco da ricostruire: il nodo psicologico

Al di là dei numeri, c’è anche un aspetto mentale. Gimenez sembra bloccato psicologicamente, Nkunku deve ritrovare fiducia, Saelemaekers è costretto a fare più ruoli, Loftus non è ancora brillante.
In questo contesto, Allegri sta cercando di costruire una mentalità nuova: quella di un Milan che non dipende più solo dalle individualità, ma che trova soluzioni collettive. L’allenatore ha insistito molto sui movimenti senza palla e sulla transizione offensiva. Contro l’Atalanta, una squadra che lascia spazi ma pressa alto, il Milan dovrà essere rapido, verticale e cinico.

I numeri complessivi dell’attacco rossonero

  • Leao: 3 gol, 0 assist, 33% di realizzazione, 73% di precisione nei passaggi nella metà campo avversaria.
  • Gimenez: 0 gol su 2.76 xG, 7 grandi occasioni mancate, 2.5 tiri a partita, 77% di precisione nei passaggi.
  • Saelemaekers: 1 gol, 1 assist, 84% di precisione, 70% di dribbling riusciti, 12.9 palle perse.
  • Loftus-Cheek: 1 gol, 88% di precisione, 0.2 dribbling riusciti, ancora a corto di ritmo.
  • Nkunku: 0 gol, 0 assist, 70 minuti totali, 85% di precisione, condizione fisica insufficiente.

Numeri che parlano di un attacco che produce, ma che non finalizza abbastanza.

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