Milan, cosa serve in difesa?

Tommaso Cannova
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Pavlovic Gabbia e Tomori corrono ed esultano per la vittoria in Inter Milan - foto ipa

Il Milan, come ormai noto, è alla ricerca di un difensore da dare ad Allegri per completare il reparto, ma quali sono le caratteristiche ricercate?

La difesa del Milan nella prima metà di campionato è stato uno dei punti di forza. Solo Roma (13) e Como (16) hanno fino ad ora subito meno gol dei rossoneri (17), la stessa quota della Juventus. In realtà però, parlando di individualità, è sicuramente il reparto più scarno. I singoli giocatori, tirati fuori da un contesto funzionante, non renderebbero allo stesso modo, l’anno passato ne è un esempio. Quando il sistema funziona nel modo corretto ognuno ne beneficia, creando una situazione tale per cui anche il valore dei singoli cresce. Bisogna fare attenzione a non illudersi. I limiti, soprattutto tecnici, sono presenti ed è probabilmente questo il motivo che ha portato Max a chiedere un difensore in più alla società, nei limiti dei paletti della sostenibilità ovviamente.

I limiti della difesa attuale

Fino ad oggi gli errori sono stati pochi e le conseguenze di queste poche mancanze di attenzione sono state contenute da prestazioni sempre e comunque solide, anche quando in attacco si creava poco. In una squadra come quella allenata dai due allenatori portoghesi del 24/25 questi errori sarebbero stati al centro dell’attenzione. Pavlovic e Tomori presentano mancanze a livello tecnico, l’impostazione spesso ne risente e quando gli avversari arrivano in pressing alto la sensazione non è mai delle più piacevoli. Gabbia sicuramente ha delle ottime doti da guida della difesa, ha una maggiore attitudine all’attenzione verso i dettagli e alla prevenzione di situazioni, ma anche lui ha i suoi limiti, specialmente negli uno contro uno a campo aperto.

Cosa manca?

Al Milan manca un difensore che sappia dare del “Tu” al pallone. Sicuramente De Winter è il più indiziato ad avere questo compito e la sua crescita è stata accolta favorevolemente da Allegri, ma solo lui non può bastare. I problemi dei rossoneri in fase offensiva derivano dal fatto che per tutelare un reparto tecnicamente meno abile sia stato tolto un uomo offensivo. L’altra osservazione che si potrebbe fare è che forse mancano delle doti di impostazione ai difensori attuali. Per arrivare al dunque: l’obiettivo del Milan dovrebbe essere quello che possa essere in grado di ricoprire il ruolo di regista difensivo e che, a queste caratteristiche, possa associare anche l’intelligenza tattica che tanto manca alla linea attuale.

In quest’ottica, un difensore come Aké, tra tutti i nomi usciti, potrebbe essere una aggiunta intelligente. L’olandese oltre a portare esperienza internazionale porterebbe anche un bagaglio importante derivato da anni passati alla corte di uno dei giochisti per eccellenza: Pep Guardiola. Il profilo di Disasi, in questo senso, non darebbe sicuramente le stesse garanzie.

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