David Odogu, ultimo colpo del mercato del Milan, si presenta in conferenza stampa: ecco perché il tedesco può incidere da subito
David Odogu è stato il colpo last-minute del calciomercato rossonero. Igli Tare ha deciso di puntare sul tedesco per ampliare il ventaglio di alternative difensive a disposizione di Allegri. Non di certo il nome che si aspettavano i tifosi. L’ex Wolfsburg è stato infatti accolto da una nube di scetticismo, dovuta principalmente all’inesperienza dell’appena diciannovenne. Solo tre presenze a livello professionistico. Dato che fa storcere il naso, ma che secondo Odogu può essere un’arma a suo vantaggio: “Il poco entusiasmo nei miei confronti mi stimola, so che posso competere con i grandi giocatori, altrimenti non sarei venuto in un Club come il Milan“.
Il ragazzo ha personalità da vendere, anche perché l’etichetta del “difensor futuro” sembra già stargli stretta: “Sono giovane, ma sono al Milan per giocare sempre, conosco le mie qualità e posso fare bene”. Un messaggio eloquente, che suona come un monito per tutti coloro che lo considerano soltanto un prospetto, che dovrà essere plasmato da Max Allegri.
A Milano molti l’hanno paragonato a Malick Thiaw. I due però oltre alla nazionalità non condividono nient’altro. L’ex Shalke, difensore fin troppo irruente, arrivò alla corte di Pioli con alle spalle un curriculum più sostanzioso (52 presenze in Bundesliga). Odogu invece conta appena tre presenze con la maglia del Wolsfburg. Un paragone che non regge, sopratutto se volgiamo lo sguardo alle caratteristiche del classe 2006, che interpreta il ruolo come un vero leader della linea difensiva: “Mi piace coordinare e gestire il reparto, inoltre cerco di sfruttare anche la mia fisicità. Alcuni dicono che somiglio a Rudiger? Un piacere, il mio obbiettivo è quello di essere un trascinatore mentale della squadra. Devo lavorare ancora molto per arrivare a quei livelli “.
Parole che ci aiutano a tracciare i contorni di un profilo, che rimane sfocato, ma che in campo potrà dimostrare le sue qualità. Odogu è infatti circondato da colleghi che alla sua età giocano e fanno la differenza (vedi Cubarsi, Estevao, Endrick, Echeverri). Motivo per cui Allegri dovrà essere bravo a non guardare la carta d’identità. Ora la palla passa al tedesco, che dovrà ritagliarsi un posto nella nuova difesa rossonera attraverso il lavoro quotidiano:” Sono pronto ad assecondare le richieste del mister. So che pone tanta attenzione al reparto difensivo e questo mi stimola. Mi trovo bene a giocare sia nella difesa a due che in quella a tre”.
Il ragazzo è giovane, ha poca esperienza ed è sconosciuto, caratteristiche che possono indurre a un effetto sorpresa. Se la titolarità per Odogu resta un traguardo che dista ancora numerose curve, il tedesco ha però dimostrato di avere la mentalità giusta per poter percorrere le orme dei coetanei che incantano tutta Europa. L’esordio a San Siro, stadio che spesso e volentieri mette in soggezione i giovani talenti (per ulteriori informazioni chiedere a De Ketelaere), rappresenta la prova del nove. Solo a quel punto sapremo se Odogu potrà essere fin da subito una risorsa preziosa per il Milan.
