Il Milan batte la Fiorentina nella notte di San Siro. È la vittoria del gruppo, ma soprattutto è la vittoria di Massimiliano Allegri
In vista della sfida contro la Fiorentina, il Milan è costretto a fronteggiare una serie di infortuni derivati dalla sosta per le nazionali: Estupiñan, Saelemaekers (poi recuperato quasi per miracolo considerando la lesione), Pulisic, Rabiot, Nkunku e Loftus-Cheek. Una catastrofe annunciata per tutti, tranne che per Massimiliano Allegri.
L’allenatore rossonero non cerca alibi. In conferenza pre-partita, alla domanda di Peppe Di Stefano (Sky) sulla situazione infortuni risponde:” Abbiamo un numero sufficiente di giocatori per poter affrontare la partita di domani, gli infortuni fanno parte di una stagione, c’è un momento in cui ti arrivano tutti insieme, e bisogna essere bravi a capire il momento. È uno stimolo in più perché magari numericamente siamo un po’ di meno, ma a maggior ragione quelli che ci sono devono fare di più”
Resilienza e Attributi
La squadra risponde alla grande alle parole del suo allenatore. Bartesaghi offre una prestazione matura nonostante i 19 anni e dimostra ancora una volta che in questa squadra merita di esserci. Athekame, nonostante un po’ di timidezza in fase offensiva, al 35′ fa un buon cross per Leao che non ci arriva per poco, e soprattutto limita benissimo in fase difensiva Gosens, uno dei migliori quinti della Serie A. Ricci in mezzo al campo forse ha il compito più complicato, con caratteristiche molto diverse, di non far sentire la mancanza di Rabiot. Per quanto il francese sia mancato in fase di spinta, il numero 4 rossonero ha fatto una buona gara in fase di impostazione, ma soprattutto nel non far perdere compattezza alla fase difensiva del Milan. A completare il quadro, Saelemaekers parte dal primo minuto nel ruolo inedito di seconda punta, la coppia con Leao non funziona benissimo, i due si trovano ma non riescono a concretizzare nella prima frazione di gioco. Poi l’ingresso di Gimenez per Athekame, che cambia completamente la partita insieme all’episodio di Pongracic, che inizia a provocare Rafael Leao, facendo un gran favore al Milan. Il portoghese dopo un primo tempo un po’ in chiaroscuro, prima sigla l’1 a 0 con un gran tiro rasoterra da fuori area, e poi per decisione di Allegri, calcia il rigore. Max sa cosa accadrà se Leao quel rigore non lo segna, ma sa anche che ha bisogno di far scattare nella testa del suo numero 10 quella scintilla che gli può cambiare la carriera, e quindi si, la responsabilità la dà a Rafael Leao, che spiazza De Gea e porta il Milan in solitaria al primo posto in classifica.
I numeri della partita del diavolo
Il Milan mantiene per tutta la partita una prevalenza nel possesso palla con il 56% del possesso palla. Il piano tattico delle due squadre è abbastanza chiaro fin da subito: Non pressare alto per evitare di lasciare la profondità a Kean e Leao. La Fiorentina poi ha provato in tutti i modi a schermare Luka Modric, la luce di questo Milan, e ci è anche riuscita tenendo Fazzini a uomo sul croato. Luka però fa un altro sport, e dirige i compagni non solo con il pallone tra i piedi ma soprattutto con i movimenti e con le mani, esattamente come farebbe un direttore d’orchestra. In fase offensiva la gara cambia in modo significativo dal primo al secondo tempo, il Milan raddoppia gli xG(Goal attesi) e i tiri. Segno di come l’ingresso di Gimenez, con conseguente spostamento di Saelemaekers in fascia, abbia inciso significativamente sulla produzione offensiva dei rossoneri. Quando Alexis torna a fare il quinto, costringe la Fiorentina ad abbassarsi solo grazie alla sua presenza sulla fascia destra, e permette al diavolo di fluidificare una manovra troppo compassata nel primo tempo. Santi fa a sportellate con tutti, offre un punto di riferimento, costringe a un miracolo De Gea, e si procura il rigore della vittoria. In fase difensiva i rossoneri, hanno concesso un solo tiro in porta in tutta la gara, in una carambola sfortunata tra Maignan e Gabbia, che ha poi favorito il gol di Gosens. 0 parate per Mike e Fiorentina quasi completamente annullata nonostante le tantissime assenze. In cinque mesi, i rossoneri hanno completamente cambiato registro: sono passati dal trasmettere la sensazione che qualsiasi avversario potesse segnare in qualunque momento, a quella opposta, in cui arrivare al tiro in porta sembra un’impresa. Il merito è tutto di Massimiliano Allegri.
