Milan, Kalulu: “Lo Scudetto del 2022? Ecco quale fu la partita decisiva”

Giacomo Cesaro
3 Min Read
Pierre Kalulu prima di una partita con Juventus (Ph. IPA Agency)

Intervistato da Tuttosport alla vigilia del big match tra Juventus e Napoli, Kalulu ha svelato alcuni retroscena sulla sua avventura al Milan 

Lasciare un ricordo positivo non è mai banale. Eppure, Pierre Kalulu, arrivato a Milanello in punta di piedi nell’estate del 2020, ha lasciato un’immagine che evoca ricordi felici. Sempre sorridente, determinato e affezionato ai colori rossoneri: il francese ha fatto breccia nei cuori dei tifosi del Milan, grazie anche, e sopratutto, al suo rendimento nella stagione 2021/2022, culminata con lo Scudetto alzato al cielo. E proprio in relazione a quel successo Kalulu è tornato a esprimersi rivelando alcuni retroscena.

Normalità

La particolarità di Kalulu sta proprio nella sua normalità. No, non si tratta di un paradosso. Il classe 2000 infatti, nonostante sia appena 25enne e abbia già vestito le maglie di Milan e Juventus, potresti scambiarlo per il ragazzo della porta accanto. Un atteggiamento maturato ancor prima che Pierre calcasse i palcoscenici più importanti del calcio internazionale.

“Mio fratello era una delle stelle della sua generazione, avevo quindi già avuto esperienza con una situazione del genere. Contratti, fama, trattative: per me non era una novità. Quando giocavo al Milan non sentivo la pressione, lo dicevo sempre ai miei amici. Sono stato preparato a una situazione simile”.

Kalulu e la chiave per lo Scudetto

Il diciannovesimo Scudetto rossonero ha rappresentato la tappa più importante e più celebrata del Milan di Pioli. Uno degli ingredienti principali di quel successo fu senza dubbio l’esperienza. Il carisma di Ibrahimovic e di Maignan ha infatti contagiato tutto lo spogliatoio, contribuendo così a mantenere salda la rotta.

Proprio Kalulu, quasi a 4 anni di distanza, è tornato a ribadire l’importanza di quei giocatori all’interno alle dinamiche di squadra: “L’esperienza conta, ma non così tanto. L’anno in cui ho vinto al Milan solo Maignan e Ibra avevano già alzato un titolo. L’aiuto principale ce lo davano attraverso dichiarazioni giuste nel momento giusto. Una volta, proprio contro la Juventus, pareggiammo 1-1 e tanti giocatori erano rammaricati per i due punti persi. Maignan però pose l’ enfasi sul punto ottenuto, fornendoci così un’altra prospettiva. E infatti, come ricorderete, il campionato è stato deciso all’ultimo. Quindi anche quel pareggio è poi risultato fondamentale”.

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