I due prestiti a Bologna e Roma negli ultimi due anni hanno riconsegnato ad Allegri un calciatore migliore, ancor più duttile ed intelligente nelle scelte: analizziamo insieme il percorso del belga
Alexis Saelemaekers arriva al Milan nel gennaio del 2020: Maldini e Boban sono convinti di aver preso un terzino, ma lui inizia a dimostrare fin da subito a mister Pioli di poter essere tanto altro. Dai 28 tocchi di media a partita di cinque anni e mezzo fa agli 80 attuali, c’è un percorso fatto di dubbi, crescita costante e giuste decisioni.
Il 4-2-3-1 dei suoi primi anni al Diavolo lo colloca come duttile esterno d’attacco, capace di dare equilibrio alla manovra ed un’efficace spinta offensiva: numeri non esaltanti davanti, ma grande abilità di saltare l’uomo e creare superiorità (molti cartellini gialli procurati), senza rinunciare ad una discreta attenzione sul piano difensivo. Nella prima stagione in Italia rimedia un doppio cartellino giallo piuttosto ingenuo nel finale della partita di Napoli, terminata 2-2, salvo siglare la sua prima rete in Serie A sei giorni dopo, nel perentorio 5-1 rifilato ai felsinei.
La breve pausa estiva lo rigenera ed il suo adattamento al gioco di Pioli sembra essere completo già dai preliminari di Europa League: assist contro gli Shamrock Rovers e rete dello 0-1 nell’epica partita contro il Rio Ave. Favolosa la giocata volta ad avviare l’azione del gol di Ibrahimovic nella vittoria contro l’Inter, perfetto l’ingresso in campo contro il Celtic (palla ad Hauge per l’1-3 finale) e puntuale l’inserimento per il timbro contro la Roma. Il posto da titolare sulla destra è suo, ma tra novembre e fine marzo entra nel tabellino soltanto per una rete (al Sassuolo), due assist e un altro doppio giallo preso a Cagliari. Aprile lo rivede tra gli interpreti della volata verso il ritorno in Champions League, anche se il ruolo di “equilibratore” inizia a sembrare un po’ stretto sia per lui che per le necessità dei rossoneri: chiude lo score con 3 goal e 6 passaggi vincenti in 41 presenze. La sua prima stagione da titolare in A viene chiusa con 38.5 tocchi di media per match, il 76% di precisione passaggi nella metà campo avversaria, 1.2 dribbling riusciti a partita ed il 48% dei contrasti vinti. Focalizziamoci su questi dati.
La stagione 2021/22 è un’annata di grandi gioie per il numero 56, che mette a segno la sua prima marcatura con la nazionale maggiore (3-0 tra Belgio e Repubblica Ceca) e conquista lo storico ed inaspettato tricolore con il Milan. Due assist decisivi contro Venezia e Spezia ed un goal contro la Salernitana a dicembre precedono l’inizio della sua alternanza con il nuovo acquisto Messias, capace di prendersi le preferenze dell’allenatore per capacità di offendere e diminuire il minutaggio di Alexis, tornato fondamentale in occasione delle ultime tre gare dell’epica cavalcata. I suoi numeri, però, non migliorano, complice il decremento del tempo passato sul terreno da gioco: 2 goal e 4 passaggi vincenti in 46 partite (molti subentri), nel campionato nostrano si scende sui 34.8 tocchi di media per match, 71% di precisione passaggi nella metà campo avversaria, salgono a 1.4 i dribbling riusciti a partita ed al 49% i contrasti vinti.
La sua dimensione sembra nuovamente prendere forma (come spesso accade, noterete) nelle prime fasi del 2022/23: Saelemaekers risponde ai negativi dati realizzativi con i primi sigilli nella competizione europea maestra, infilando l’1-1 con un taglio perfetto a Salisburgo e inzuccando il doppio vantaggio contro la Dinamo Zagabria. La tribolata primavera rossonera lo vede proposto per la prima volta nel ruolo di esterno a tutta fascia fino alla rivoluzione di aprile “pioliana”, che rimette il 4-2-3-1 al centro del gioco e rilancia il belga con quel perentorio 0-4 di Napoli e una marcatura spettacolare. La rete nel pareggio rocambolesco di Roma non regala nuovo slancio ad un cammino che pare ormai a tutti arrivato alla parola fine, con l’ex Anderlecht destinato ormai a lasciare Milanello in favore di profili maggiormente incisivi nella trequarti avversaria. Non basta la sua miglior stagione realizzativa, con 4 goal e 3 assist in 39 partite : 30.8 tocchi medi per match, identici numeri nei contrasti vinti, 1 dribbling riuscito ogni 90′ e anche i passaggi registrano dati simili.
Questo per dire cosa? Che il miglioramento, nel cammino di Alexis nella sua prima parentesi al Milan, è stato impercettibile dal punto di vista numerico: per questo si è deciso di cambiare percorso, almeno temporaneamente, per il bene del giocatore e della squadra. Il 56 ha bisogno di nuovi stimoli, un allenatore capace di tirare fuori al meglio le sue caratteristiche e valorizzarlo maggiormente in entrambe le fasi. Saluta il club dimostrando immenso attaccamento ai colori, ma un margine di miglioramento apparentemente ridotto. Apparentemente.
La svolta con Bologna e Roma
Thiago Motta è la prima svolta nella testa di Saelemaekers. Autorizzazione a puntare l’uomo e venire dentro il campo a giocare, libertà nell’interagire coi compagni entro l’organizzazione delineata dal tecnico, valorizzando la sua grande intelligenza nell’occupazione dello spazio. Segna quattro volte, assiste due, arriva a 46.4 tocchi di media a partita, pur senza avere un minutaggio altissimo (grande alternanza degli esterni) , 54% dei contrasti vinti, 1.3 dribbling riusciti di media in ogni sfida, 74% passaggi riusciti nella metà campo avversaria. Un altro giocatore.
Fonseca vede questo exploit, lo valuta in estate e decide: è il jolly perfetto per lui. Dopo un gran precampionato, lo schiera terzino sinistro nella prima sfida al Torino, la dirigenza rimanda il belga in prestito a Roma nello scambio con Abraham e gli fa un gran favore. De Rossi lo lancia subito, un infortunio lo lascia ai box per parecchie settimana ma non cambia il destino della sua annata, anzi lo migliora. Ranieri vede in lui il profilo perfetto per esaltare la catena di destra con Dybala: i due si capiscono come se giocassero insieme da anni, il ruolo di esterno a tutta fascia, come in molti pensavano, lo valorizza e gli permette di siglare 7 marcature e 7 passaggi vincenti in 35 match. Alexis si consolida come un calciatore di assoluto valore, quando ventiquattro mesi prima in tanti pensavano fosse semplicemente un buon giocatore di fascia. I numeri della scorsa stagione? 48 tocchi di media, 57% di contrasti vinti ed il 78% di passes completed nella trequarti opposta.
Il nuovo Saelemaekers
Allegri torna a Milanello e mette subito una condizione necessaria: lui è il suo titolare inamovibile. Consapevolezza, leadership e una dotazione di ben nove ruoli ricoperti ormai in carriera, lo proiettano nel rivoluzionato organico milanista come una figura indispensabile per trasmettere senso di appartenenza e responsabilità. I margini di crescita del ragazzo sono percepite come grandi, cosa che non veniva invece colta al termine dell’esperienza precedente rossonera. Siamo a quota 80 tocchi di media nelle due sfide di Serie A del Milan. Si abbasseranno sicuramente nel corso delle successive trentasei sfide, ma fotografano la centralità del 56 nel nuovo progetto: nei momenti di difficoltà è stato lui a creare gioco e pericolosità in assenza di Leao e Pulisic: avvia l’azione del goal contro la Cremonese, manda più volte in porta i compagni a Lecce (vedi rete annullata a Gimenez). 72% di contrasti vinti e 2.5 dribbling riusciti in questo avvio. Cinque ruoli già ricoperti in 180′. Dovesse continuare così saremmo davanti a numeri mostruosi. Ma l’avete visto tutti: Alexis Saelemaekers non è più quello di prima, molto di più.
