Partita sofferta, poche idee ma grande concretezza: un gol di Leao basta a un Milan che sa stringere i denti.
Il Milan arriva alla 13ª giornata con addosso l’euforia del derby vinto e l’occasione di mettere la testa davanti a tutti, almeno per una notte. Ma a San Siro la partenza migliore è della Lazio, che impone subito ritmo e intensità mentre i rossoneri appaiono contratti, timidi, quasi frenati dall’importanza della posta in palio.
Passano appena due minuti e la squadra di Allegri rischia di andare sotto: su calcio di punizione laterale, Gila anticipa tutti e indirizza un colpo di testa potente verso l’angolo basso. Sembra gol, ma Maignan compie un altro dei suoi miracoli stagionali, un intervento che tiene in vita un Milan ancora imballato. È il primo segnale di una serata in cui il portiere francese sarà determinante.
La Lazio continua a spingere, mentre il Milan fatica a superare la propria metà campo. L’unico lampo rossonero arriva da Saelemaekers, che ci prova da fuori ma senza creare reali pericoli. I biancocelesti, invece, affondano con maggiore convinzione: al 32’, Zaccagni punta Tomori, lo manda fuori tempo con un tunnel e calcia di interno, trovando però ancora una volta un Maignan in stato di grazia. È una Lazio più brillante, più rapida nel muovere palla, più convinta nelle scelte.
Solo nel finale il Milan mostra un leggero risveglio: al 42’, su un cross di Bartesaghi, Tomori prova il colpo al volo, ma la conclusione si perde sul fondo. È un’altra occasione sporadica in un primo tratto di partita dominato dagli ospiti.
La ripresa riparte con lo stesso copione: Lazio aggressiva, Milan sotto ritmo. Zaccagni, ancora lui, semina il panico al limite dell’area e costringe Tomori a un intervento decisivo. I rossoneri sembrano non aver ancora trovato continuità e idee, ma è proprio nel momento di maggiore difficoltà che ribaltano l’inerzia.
Al 51’, Fofana riconquista palla, apre per Tomori che si sgancia sulla destra e sorprende la retroguardia biancoceleste. Il difensore, con sorprendente lucidità, mette un cross forte e teso in mezzo, dove Rafael Leao arriva puntuale e, da due passi, insacca. È il gol che non solo rompe l’equilibrio, ma trasforma la partita e restituisce ossigeno al Milan.
Pochi minuti dopo ci prova ancora Fofana con un destro potente dal limite che sfiora il palo
La Lazio prova a reagire, tiene il pallone ma non punge come nel primo tempo. Il Milan soffre quando deve, si abbassa, si compatta, e quando può riparte.
Nel frattempo, ci provano ancora Saelemaekers e Leao, ma i biancocelesti si salvano !
Al 95’ succede l’imprevedibile, i ragazzi di Sarri provano a calciare in area con Romagnoli su un cross sporco dalla sinistra, la palla va fuori ma subito dopo l’arbitro viene richiamato al VAR per un tocco di mano da posizione super ravvicinata di Pavlovic. Sembra la fotocopia della gara dello scorso anno. Allegri viene espulso, ma alla fine Collu fischia fallo in attacco. Sospiro di sollievo a San Siro.
Non è la serata più brillante dei rossoneri ma è l’ennesima serata della concretezza: Maignan chiude tutto, Leao decide, e Allegri porta a casa un successo pesantissimo grazie a un buon secondo tempo.
Il fischio finale certifica un Milan momentaneamente capolista, in attesa della Roma. Una vittoria arrivata attraverso fatica, pazienza e l’abilità di sfruttare il primo spiraglio buono. Un Milan non scintillante, ma maturo. E spesso, per stare in alto, è esattamente ciò che serve.
