La scelta dei rossoneri di procedere con ulteriori approfondimenti sul ginocchio del calciatore appare ormai routine. Ecco i motivi di questa scelta oculata.
Il caso Cissokho
La notizia di una trattativa che va in stand-by al momento delle visite mediche, suscita sempre parecchio scalpore. Lo avevamo visto in passato con il caso Cissokho, dove però quello stop al trasferimento del calciatore fu giustificato da un presunto problema della dentatura, capace, secondo quanto riportato, di creare una facilitazione delle problematiche muscolari eventuali del calciatore. Ma lì la cosa fu archiviata dall’opinione pubblica (e penso anche dai medici stessi) come una specie di situazione “comica” nel tentativo di giustificare un passo indietro della formazione rossonera nel tesseramento del terzino.
La gestione del caso Mateta
In queste ore, invece, ha tenuto banco seriamente la faccenda dei controlli suppletivi da effettuare al ginocchio di Jean-Philippe Mateta. Il centravanti francese, che aveva avuto un grave infortunio oltre sei anni fa in quella zona del corpo, aveva accusato, secondo le ricostruzioni della stampa inglese, un fastidio al ginocchio tra fine novembre ed inizio dicembre. Valutazioni effettuate con lo staff medico del Palace, controlli ulteriori e la possibilità di scegliere: intervenire per risolvere questo piccolo problema e stare fermo qualche settimana oppure continuare con terapie e gestirsi fino almeno al Mondiale. Si opta per la seconda scelta, il calciatore gioca senza mostrare particolare dolore, anche se le sue prestazioni e quelle del suo club crollano, portandoli dalla zona Champions a quella retrocessione. Il Milan, durante le visite mediche, informato di questa tematica, ha predisposto ulteriori accertamenti che hanno evidenziato il bisogno di un check ulteriore e definitivo prima di prendere le decisioni definitive.
Pubill
Questo avvenimento ha ricordato a molti quello di due calciatori che hanno soltanto accarezzato il Diavolo in estate: Victor Boniface e Marc Pubill. Il terzino ex Almeria ha effettuato dei controlli specifici a causa dei suoi frequenti e gravi infortuni all’articolazione. Questi approfondimenti sono stati predisposti dal club rossonero in Spagna, riscontrando in realtà un esito positivo. In quel caso c’era un accordo di massima per bloccare il calciatore, ma nei giorni successivi, nonostante un esito soddisfacente dei test, si decise di non proseguire con la sua acquisizione per dei ragionamenti tecnici legati alle sue caratteristiche.
Boniface
Esito completamente opposto ebbe invece l’affaire Boniface, con la punta allora del Leverkusen arrivata in Italia per le visite mediche e trattenuta oltremodo al Galeazzi per accertamenti specifici al suo ginocchio, risultato malconcio. Indignazione di calciatore e club tedesco, Victor che passa al Werder Brema e ora rischia operazione e ritiro per le condizioni molto preoccupanti della sua articolazione.
Insomma, casi molto diversi tra loro ma guidati da un unico leitmotiv: il Mila effettua investimenti solo per calciatori che ritiene integri e dopo aver effettuato controlli approfonditi sulla loro scheda clinica passata e presente.
