San Siro attende Milan–Napoli: equilibrio o spettacolo?

Armando Lace
7 Min Read
Pulisic festeggia coi compagni la rete al Lecce in Coppa Italia (Ph. Mattia Martegani)

San Siro si prepara a rivivere una delle rivalità più affascinanti della Serie A: Milan–Napoli, un confronto che non è mai stato una semplice partita di campionato. Negli anni Ottanta fu lo scontro tra due mondi calcistici, con il genio di Diego Armando Maradona da una parte e l’eleganza del trio olandese Gullit–Van Basten–Rijkaard dall’altra, duelli che hanno scritto pagine indimenticabili del nostro calcio.

Oggi i protagonisti sono diversi, ma il peso della sfida resta lo stesso. Da un lato c’è il Milan di Allegri, squadra che ha ritrovato una solidità difensiva da primato e che nelle prime quattro giornate ha dimostrato anche di saper  far male: due soli gol subiti e una percentuale realizzativa che sale sensibilmente nella ripresa. Dall’altro il Napoli di Conte, campione d’Italia in carica e partito con lo stesso slancio che storicamente lo ha sempre accompagnato nei suoi cicli migliori: quattro vittorie su quattro, un attacco tra i più prolifici e una fase offensiva capace tra le altre cose di esaltare le sue nuove punte, entrambe a segno nelle ultime due di campionato.

I dati ci raccontano due filosofie che si completano e si sfidano: il Milan segna il 71% dei gol nel secondo tempo e sempre da dentro l’area, mentre il Napoli ha subito fin qui tutte le reti proprio negli ultimi 16 metri, l’unica zona di vera fragilità nella fase difensiva. Una partita che affonda le radici nella storia, ma che ancora oggi vive della stessa intensità e della stessa voglia di dimostrare chi è più forte.

Un Milan da secondo tempo

Il dato che balza subito all’occhio riguarda la distribuzione delle reti: il Milan ha segnato il 71,4% dei gol nella ripresa (5 su 7), confermando una tendenza a crescere con il passare dei minuti. Non solo: tutte le reti rossonere in campionato sono arrivate da dentro l’area di rigore, confermando l’attitudine della squadra di Allegri a costruire gioco fino agli ultimi metri portando molti uomini in area di rigore e chiedendo proprio questo ai suoi centrocampisti, in modo da capitalizzare situazioni da area affollata.

In totale, il Milan ha realizzato 7 gol in 4 partite, con un dato di xG medio di 1,7 a gara: numeri solidi che, però, raccontano anche di una squadra che sa soffrire e aspettare il momento giusto.

Napoli vulnerabile in area

Il Napoli di Antonio Conte arriva da un percorso netto: quattro vittorie su quattro, con 9 gol fatti e 3 subiti. Ma i gol incassati sono un campanello d’allarme: tutti e tre sono arrivati da dentro l’area di rigore, zona che coincide con la massima efficacia del Milan. In più, la distribuzione temporale pesa: il Napoli ha subito il 100% dei gol nella ripresa, segnale di un calo fisico o mentale nei secondi 45 minuti.

Un dettaglio curioso: i tre gol subiti dai partenopei sono arrivati tutti da giocatori mancini. Un aspetto che Allegri potrebbe provare a sfruttare, visto che uomini come Pulisic e Saelemaekers, che pur essendo destri, tendono a convergere proprio con quel piede.

Pulisic vs Politano: due protagonisti annunciati

Il Milan si affida alla forma di Christian Pulisic, che da quando è arrivato in Serie A ha preso parte a 44 gol complessivi (26 reti e 18 assist), record condiviso con Lautaro Martínez nelle ultime tre stagioni. L’americano si conferma giocatore chiave anche in avvio di stagione, con cinque gol già messi a referto, di cui tre in Serie A.

Sul fronte opposto, occhi puntati su Matteo Politano, che ha nel Milan la sua vittima preferita: 6 gol in carriera ai rossoneri, di cui 4 proprio a San Siro. Una statistica che pesa e che Conte potrebbe sfruttare anche con cambi di posizione offensiva per metterlo in condizione di colpire.

Precedenti e stato di forma

I precedenti non sorridono al Milan: dal 2011/12 i rossoneri hanno perso 14 delle 28 sfide in Serie A contro il Napoli, comprese entrambe quelle della scorsa stagione. A San Siro il bilancio recente è ancora più complicato: solo 2 vittorie nelle ultime 12 partite casalinghe contro gli azzurri.

Eppure la squadra di Allegri si presenta con una solidità difensiva ritrovata: 4 clean sheet nelle ultime 5 gare tra campionato e Coppa Italia, appena 2 gol subiti in Serie A e una compattezza che mancava da anni.

Il Napoli, invece, viaggia con entusiasmo: le 4 vittorie su 4 aprono la possibilità di firmare il miglior avvio della propria storia recente. Solo tre volte in passato (1987/88, 2017/18, 2021/22) i partenopei erano partiti così forte, ma mai riuscirono a trasformare quel ritmo iniziale in uno scudetto a fine anno.

Il duello in panchina

Quella tra Conte e Allegri è una rivalità che dura da anni. Il bilancio parla chiaro: Conte è imbattuto in 7 degli 8 confronti diretti con il tecnico livornese (5 vittorie e 2 pareggi). L’unico successo di Allegri risale al 2009, quando guidava il Cagliari contro l’Atalanta.

Questa volta, però, Allegri si presenta con un Milan in crescita e con la fiducia di un gruppo che sembra aver trovato compattezza e maturità.

Share This Article