Un primo tempo da dimenticare ha lasciato spazio a una ripresa convincente: ora più che mai il Milan ha bisogno di Nkunku
L’infortunio muscolare accusato da Leao durante il match contro il Torino ha fatto accendere nuovamente la spia dell’attacco del Milan. I rossoneri, orfani ormai da settimane di Santiago Giemenez, al momento hanno gli uomini contati. Non a caso Ruben Loftus Cheek, durante la gara di ieri sera, ha agito come centravanti, facendo da spalla a Nkunku. Proprio l’attaccante francese, assieme a Chris Pulisic, rappresenta l’unica soluzione offensiva a disposizione di Max Allegri.
Insicurezza
La prova di Torino ha riprodotto le qualità e i difetti di Nkunku. Il primo tempo, a tratti da film dell’orrore, ha messo sotto la luce dei riflettori i limiti del centravanti francese, che non ha saputo trovare la chiave d’uscita per liberarsi della morsa granata. Ciò che sorprende maggiormente – anche se non dovrebbe- sono gli errori tecnici. Soprattutto alla luce degli encomi di Allegri, nessuno mette in dubbio la qualità dell’ex Lipsia. Nonostante ciò, gli errori nei gesti tecnici (3 tocchi falliti e 8 palle perse contro il Torino) sono probabilmente il frutto di una condizione mentale annebbiata. Nkunku è sfiduciato. A dirlo non sono io, ma l’inequivocabile linguaggio del corpo.
A dimostrazione di ciò, nei secondi 45 minuti della sfida di Torino il francese è sembrato più a suo agio. Il colpo di tacco (unico tiro in porta della gara) su assist di Loftus Cheek ha infatti acceso un bagliore di speranza, che ha spazzato via la nube di negatività che regnava sovrana nella mente di Nkunku. Quell’episodio ha rappresentato una cesura nella prestazione del centravanti rossonero, che da lì in poi ha minimizzato gli errori, rendendosi anche protagonista di spunti interessanti. Chris è un giocatore di talento, che vive per il guizzo, per la giocata e per il gol. Ecco dunque che l’aspetto mentale non può essere trascurato nella valutazione della sua avventura in rossonero.
Nonostante i segnali di ripresa visti nel secondo tempo di Torino, è ancora presto per parlare di guarigione. Nkunku, com’è lecito che sia dopo un filotto di prestazioni sottotono, è ancora sfiduciato. Ecco un esempio manifesto: nel secondo tempo, seppur in fuorigioco, il francese si ritrova davanti al portiere e senza nemmeno indugiare preferisce l’assist a un gol che avrebbe addolcito e incanalato in binari diversi la sua esperienza al Milan. Già dal match contro il Sassuolo, in cui Allegri sarà probabilmente costretto ad affidargli una maglia da titolare, Nkunku avrà quindi tre le mani, o meglio tra i piedi, l’opportunità di uscire dal vortice negativo che lo ha inghiottito in questi primi mesi a Milanello.
