Tanti tiri, poca concretezza e un approccio ancora fragile: l’1-1 di San Siro conferma i limiti del Milan contro le squadre di bassa classifica, sono 11 i punti persi contro le piccole
Il Milan lascia altri punti per strada contro una squadra di bassa classifica e lo fa ancora una volta convincendo a metà, spreca l’opportunità di guadagnare punti sul Napoli e vede l’Inter allontanarsi di tre lunghezze. L’1-1 maturato ieri contro il Genoa è l’ennesima conferma di un difetto strutturale che accompagna la stagione rossonera, iniziata alla prima giornata con la sconfitta interna (unica in campionato fino ad ora) contro la Cremonese e che vede continuare questa stessa tendenza: tanta produzione offensiva, poca concretezza sotto porta e un approccio alla gara troppo fragile, che porta a subire gol con eccessiva facilità. E nel finale, paradossalmente, il Milan può persino ringraziare il rigore sbagliato dai grifoni per aver evitato una sconfitta che sarebbe stata difficilmente digeribile a tre giorni dalla complicata trasferta di Firenze.
- Tanti tiri, poca concretezza e un approccio ancora fragile: l’1-1 di San Siro conferma i limiti del Milan contro le squadre di bassa classifica, sono 11 i punti persi contro le piccole
- Tanti tiri, pochi gol: Milan in cerca di concretezza
- L’approccio sbagliato e il gol subito troppo facilmente
- Undici punti buttati: il peso specifico nella corsa al vertice
Tanti tiri, pochi gol: Milan in cerca di concretezza
I numeri raccontano una partita a senso unico sul piano del possesso e delle occasioni create, ma non del risultato. Il Milan tira molto, spesso, ma fatica a realizzare: i dati parlano di una partita a senso unico, che ha visto i rossoneri tirare ben 32 volte, calciando in porta 8 volte e trovando un sempre attento Leali, che assieme alla grande prestazione difensiva degli uomini di De Rossi ha generato un muro caduto soltanto al minuto 92 con un gol di Rafa Leao . Un copione già visto nelle ultime settimane e che si ripropone puntualmente contro le cosiddette “piccole”. La squadra di Allegri costruisce, arriva con continuità negli ultimi trenta metri, ma manca lucidità, cattiveria e precisione nei momenti decisivi ma anche un po’ di fortuna, spesso necessaria in queste partite.
Il dato sui tiri è emblematico: i rossoneri hanno assediato l’area del Genoa per lunghi tratti della gara, fornendo alle punte ottimi cross dalle corsie, con Bartesaghi sempre più protagonista di questo Milan, senza però riuscire a capitalizzare quanto prodotto. Un problema che va oltre il singolo episodio e che sembra ormai cronico, soprattutto quando i rossoneri sono chiamati a fare la partita contro avversari chiusi e organizzati, proprio come il Genoa ieri.
L’approccio sbagliato e il gol subito troppo facilmente
A preoccupare non è solo la sterilità offensiva, ma anche l’ennesimo approccio molle alla gara. Il Milan concede ancora una volta troppo facilmente la prima vera occasione avversaria, subendo un gol che nasce da una lettura difensiva sbagliata dell’intero comparto difensivo e in particolare da una di Gabbia, ingenuo sull’ex Colombo. Un difetto che si ripete e che pesa enormemente sull’economia delle partite: andare sotto contro squadre che difendono basse costringe poi i rossoneri a rincorrere, aumentando frenesia e imprecisione.
Undici punti buttati: il peso specifico nella corsa al vertice
Il pareggio con il Genoa si inserisce in una lista sempre più lunga di occasioni sprecate. Contro Cremonese, Pisa, Parma, Sassuolo e Genoa, il Milan ha lasciato per strada ben 11 punti. Un bottino pesantissimo se si guarda alla classifica e agli obiettivi stagionali, che si chiamino Scudetto o piazzamento Champions, con un Allegri che vede però un punto guadagnato della partita di ieri per come si era messa e per l’errore all’ultimo secondo di Stanciu dal dischetto. Il filo conduttore è sempre lo stesso: superiorità tecnica evidente, ma incapacità di trasformarla in vittorie.
