Milan – Pavlovic out, De Winter si prende un’altra maglia

redazione
3 Min Read
De Winter duella con Kilicsoy durante Cagliari Milan - Foto IPA

Il centrale belga prosegue il suo momento positivo con un’altra titolarità, tra le parole di Allegri e le risposte sul campo

Koni De Winter si sta prendendo il Milan e vuole continuare a farlo: questa sera il numero 5 del Diavolo sarà ancora scelto nell’undici titolare da Massimiliano Allegri, che ieri in conferenza stampa ne ha lodato sperticatamente la crescita in questi mesi, ribadendo come con i ragazzi che cambiano ambiente in estate ci voglia del tempo prima di giudicarli.

Il belga arriva da quattro titolarità nelle ultime cinque partite disputate dai rossoneri e sta mostrando un forte incremento prestazionale, dando sempre più l’impressione di un calciatore in fiducia e consapevole dei propri mezzi. L’impiego sul centro-sinistra non è una novità assoluta per l’ex Genoa, che aveva esordito con la formazione meneghina subentrando al minuto 45 di Milan-Bologna proprio al posto di Strahinja Pavlovic, che abbandonò il campo per un acciacco fisico al polpaccio (fortunatamente non fu nulla di grave) e giocò in quella posizione una mezz’oretta anche nell’incontro successivo di Udine.

La sua posizione prediletta nei tre difensori centrali è sicuramente quella di centrale di destra, lo sappiamo, ma in questa stagione è stato un vero e proprio jolly per Max: due presenze sul centro-sinistra, cinque come centrale, sei sul centro-destra e addirittura una da terzino destro/quinto nel finale di Milan-Fiorentina. 91% di duelli aerei vinti da De Winter e zero cartellini rimediati in campionato (soltanto uno in Coppa Italia contro la Lazio).

L’impressione, da spettatori, è quella di un calciatore in netta crescita mentale, prima ancora che tecnica e tattica. Il suo blocco sembrava, fino al match disputato contro il Napoli, essere dato da una personalità caratterizzata da indecisione e dubbi sul da farsi, quasi come se la pressione di giocare per un team così grande potesse schiacciarlo in qualche modo. Il paradosso è che quella prestazione, profondamente negativa, ne abbia quasi sbloccato l’orgoglio e lo abbia riportato sui livelli visti al Genoa la scorsa stagione, tra propositività nella conduzione e sicurezza dei duelli.

Certo, c’è ancora tantissimo da migliorare e questa sera arriva un avversario molto temibile, così come lo saranno gli esterni del Lecce domenica, ma l’impressione è di un calciatore aspettato da Allegri, coccolato e ora finalmente trovato dal Milan, che tanto forte ha investito su di lui per il presente e per il futuro.

TAGGED:
Share This Article