Dopo la prestazione contro il Bologna,Gimenez è finito nuovamente nell’occhio del ciclone: ecco perché il messicano fatica a segnare
Affianco alla voce gol fatti c’è ancora il numero zero. Una maledizione per Santiago Gimenez, che contro il Bologna si è divorato numerose occasioni da rete. Il messicano, a livello realizzativo, brancola nel buio e in una serata a tinte scurissime l’unico spiraglio di luce è arrivato dagli spalti di San Siro. Al momento dell’ uscita in campo del “Bebote” il pubblico rossonero l’ha applaudito. Segnale di vicinanza, a cui si aggiungono i complimenti di mister Allegri: “Bravo Santiago, hai giocato per la squadra”. Ma perché l’allenatore rossonero era soddisfatto della prestazione del suo numero sette?
Gimenez il maratoneta
Ieri sera Massimiliano Allegri ha imbrigliato Vincenzo Italiano nella sua tela tattica, confermandosi così la Kryptonite dell’allenatore rossoblù: negli scontri diretti Max può vantare 7 vittorie, a cui si aggiungono un pareggio e una sconfitta. Il blocco basso ideato dall’allenatore rossonero è stato sorretto dal pressing forsennato di Gimenez. Gli oltre 8 km percorsi dal messicano sono l’istantanea della sua prestazione. Un lavoro di sacrifico per alleggerire la difesa e interferire con la manovra dei giocatori rossoblù.
Missione completata: il Bologna con il 68% di possesso palla ha registrato un XG pari a 0.17. Dato che rispecchia le difficoltà dei rossoblù di abbattere il muro eretto da Gimenez e compagni. Proprio per questo Allegri si è detto soddisfatto della prestazione dell’ex Feyenoord, il cui lavoro ha permesso al Milan di collezionare il secondo clan sheet di fila. I rossoneri sembrano aver alzato l’asticella della tanto chiacchierata “percezione del pericolo”. Ma non solo, il Bologna ha calciato zero volte nello specchio perché attaccanti e centrocampisti si sono fatti in quattro per non far avvicinare l’avversario all’area di rigore. Risultato? La difesa di Allegri è magicamente diventata ermetica.
Ansia da gol
Il sacrificio difensivo ha sicuramente influito sulla poca lucidità sotto porta di Gimenez. Il parallelismo con Vlahovic, anche lui in difficoltà con Allegri a causa dei compiti in fase di pressing, non deve però oscurare un altro aspetto fondamentale. Il messicano non è sereno.
La fiducia nei propri mezzi, o come direbbero gli anglofoni la“self-confidence”, gioca un ruolo chiave nella vita di un attaccante. L’umore di Gimenez ha toccato il fondo, e si vede ogni volta che il messicano si presenta davanti al portiere avversario: insicurezza e paura di sbagliare. Due fattori che nascono da un malessere psichico generale, di cui Gimenez è vittima.
Nell’ultima edizione di Champions League il “Bebote” ha messo a referto 6 gol con un XG pari a 3.67. Tradotto: ha segnato più del previsto. Traguardo che è stato frutto della famosa “self-confidence”. Oggi, dopo 3 giornate di Serie A, il messicano ha registrato un XG di 1.78, praticamente quasi due, ma non è ancora riuscito a sbloccarsi. La serenità di un calciatore non è il contorno, bensì una dei fattori che contribuisce maggiormente alla crisi. Solo se Gimenez spazzerà via i pensieri negativi, potrà finalmente cancellare lo zero dalla voce gol fatti.
