Dal sogno scudetto all’amicizia fraterna con Mike Maignan: Adrien Rabiot parla della sua avventura al Milan in un’intervista rilasciata a Sky Sport
L’arrivo di Adrien Rabiot ha segnato un solco nella stagione del Milan. Il francese, con il contributo del connazionale Fofana e di Modric , ha infatti dato vita a uno dei centrocampi più completi dell’intero campionato. Il legame con Allegri, ulteriormente fortificato in questi mesi di Milanello, ha sicuramente agevolato l’inserimento di Rabiot nell’universo rossonero, definito dallo stesso francese un ambiente per lui ideale.
Le parole di Rabiot
Sul suo impatto al Milan: “A Milano mi sono subito trovato bene, fino a questo momento abbiamo fatto un bel percorso e mi auguro di continuare su questa strada. Se mi aspettavo già questi risultati in campionato? All’inizio avevo un po’ di dubbi perché c’erano tanti giocatori nuovi. Oggi sono più sicuro, la squadra segue bene il mister, anche se avremmo potuto fare qualche punto in più. Non è facile giocare tutte le gare con la stessa motivazione“.
Sulle difficoltà contro le piccole: “Credo che l’errore sia di approccio, mentalmente ci facciamo trovare impreparati. Magari ci rilassiamo troppo pensando di aver già fatto qualcosa di importante, ma alla fine puoi pagare cara questa cosa. Dobbiamo ritrovare la nostra solidità e mantenere lo stesso livello contro tutte le squadre. Noi giocatori più esperti dobbiamo dare più supporto ai giovani. So che non è facile giocare a questo livello in un club come il Milan, che punta alto e richiede sempre il massimo. La gente chiede molto ed è normale, ma è proprio questo che ti fa diventare un giocatore forte, un grande giocatore“.
Sul sogno scudetto: “È difficile con una squadra come la nostra, perché pochi giocatori hanno vinto e sono abituati a puntare al top. Finire tra i primi quattro è l’obiettivo del club, ma io personalmente punto a qualcosa di più. Non ci si può accontentare di meno quando si può puntare al massimo. Dobbiamo dare tutto, giocare ogni partita al massimo, evitare di perdere punti e continuare a lavorare sodo. Nulla è impossibile. Il campionato è lungo e siamo solo a metà, quindi quello che abbiamo fatto finora è buono, ma non basta. Diamo ai nostri compagni meno esperti la voglia di vincere e di fare grandi cose. Qui al Milan c’è un’atmosfera unica, quindi dobbiamo avere la mentalità giusta e puntare in alto“.
Su Loftus-Cheek e Leao: “Per me, Loftus-Cheek ha una qualità e una potenzialità incredibili. È un ’95 come me, quindi l’ho visto crescere. Ha un potenziale enorme, lo vedo anche in allenamento, e credo che potrebbe fare molto di più. Se devo dire un giocatore veramente forte in questa squadra, con cui ho anche giocato contro, è lui. Leao è giusto dire che ha potenzialità: è forte, l’ha dimostrato. Ma da quando sono arrivato, ho visto un cambiamento. Il suo atteggiamento in campo è diverso e tutto parte da lì: deve mantenere questo aspetto. È un giocatore con tanta qualità, lo sappiamo tutti: deve continuare a crescere. Poi sta a lui, a livello mentale, capire dove vuole arrivare”.
Sull’amicizia con Mike Maignan: “Lui mi ha parlato anche tre, quattro anni fa, ha provato a farmi venire al Milan. È un amico, ma soprattutto è un giocatore fortissimo: portieri di questo livello sono pochi. Non commento il resto, ma come giocatore del Milan spero rimanga. Ha la fiducia e la stima di tutti i compagni: è amato perché è una persona vera. Abbiamo bisogno di lui, abbiamo visto cosa può fare in campo. Poi non so cosa succederà, ma è al Milan da anni ed è uno che conta”.
Su Allegri: “Secondo me la ciò che ha cambiato il Milan dall’anno scorso a quest’anno non è un giocatore, non è la squadra, ma è proprio l’allenatore con il suo staff. Conosciamo tutti Allegri: è bravo, è molto importante per una squadra avere un allenatore così bravo a livello sia di calcio, sia umano. Il calcio non è solo gambe e il mister l’ha capito. È vero, con lui c’è un rapporto diverso: mi ha parlato subito, mi ha aiutato a livello mentale. Lui mi capisce, a volte anche senza parlare. E questo non capita con tutti”.
Su San Siro e il Milan in generale: “La tifoseria del Milan è stupenda, a me piace giocare in questo ambiente e per questo dobbiamo essere consapevoli di tutto quello che c’è intorno a noi. Lo dobbiamo avere in testa ogni volta che entriamo in campo, sia a San Siro sia quando giochiamo in altri stadi. Non mi ricordo esattamente la stagione ma già in passato ero stato vicino al Milan, ci siamo parlati senza trovare l’accordo. Il Milan è qualcosa di grande perché è conosciuta in tutto il mondo. L’abbiamo visto anche a Riad, in America e altrove ci sono tanti tifosi e questo ti fa capire la grandezza del club, tutta la sua storia. Quando venivo con la Juve non mi rendevo conto di questo, oggi che sono al Milan vedo i tifosi allo stadio o fuori e capisco cosa sia il Milan”.
Sulla promessa in caso di Scudetto: “Il mio sogno è di fare di tutto per vincere quest’anno e poi continuare a crescere, perché c’è sempre margine. Non ho tatuaggi, ma potrei farne uno se dovessimo vincere il campionato. Sarebbe un tatuaggio importante. Sono una persona che ragiona prima di fare le cose. E, sì, per una vittoria del genere potrei pensarci”.
