Il Milan sconfigge la Roma grazie alla rete di Pavlovic ed il rigore parato da Maignan e sale al secondo posto in classifica, a -1 dal Napoli capolista: ecco gli argomenti principali del match
Massimiliano Allegri ha cambiato il Milan, è vero, ma quello che non si sottolinea abbastanza è come lo stia continuando a fare minuziosamente, giorno dopo giorno, portando ad un nuovo livello una formazione che deve ancora guarire dalle ferite delle scorse stagioni, ma che non può rinunciare a plasmare le proprie ambizioni stagionali fin da subito.
La risposta della formazione rossonera ad una settimana di dubbi e cattive prestazioni è stata chiara: vittoria prestigiosa di gruppo contro una buona Roma, con una grande sofferenza nella prima mezz’ora che viene superata grazie ad un sapiente mutamento delle dinamiche tattiche e tecniche, derivanti dall’assoluta consapevolezza nei mezzi dei calciatori a disposizione dell’allenatore.
Alexis Saelemaekers è stato decisivo. Mi direte, ma che dici? Minuto 33: El Aynaoui commette un fallo sul belga (che ha da poco iniziato a svariare sul fronte sinistro del campo con quel 442 ibrido temporaneo) e inficia la propria partita: il Milan comprende che la creazione di superiorità costante nella zona di campo dov’è presente il nuovo acquisto giallorosso, potrebbe generare una moltitudine di benefici alla manovra dei padroni di casa. Il numero 56 avanza e si mette tra le linee, Nkunku si abbassa per cercare palla ed il corto circuito inizia a crearsi, anche se la rete dell’1-0 nasce da un sontuoso Rafael Leao, che va a duellare con Koné (non propriamente un cliente facile) e s’invola verso la porta di Svilar. Durante la cavalcata, il portoghese ha una prima chance per mettere una palla dal vertice dell’area verso il centro per Nkunku, ma attende e serve un “tambureggiante” Pavlovic, che ottiene il meritato premio per questo avvio di stagione.
Ecco, Strahinja. Un calciatore capace di essere tanto irruento e poco estetico, quanto incredibilmente utile, dedito alla causa e soprattutto un esempio incredibile per i propri compagni di squadra. Sentire tutto lo stadio cantare “Dai Strahinja segna per noi” quando sale sui calci piazzati è qualcosa di incredibilmente bello per un ragazzo che ama il calcio. Un calciatore serbo, con mille difetti, che arriva dal Salisburgo e che viene notato nella prima stagione più per il suo impegno ed il suo attaccamento che per doti di campo, dopo una stagione si ritrova ad essere completamente valorizzato secondo quelle che sono le proprie attitudini, diventando un insostituibile fattore in entrambe le fasi.
Il merito? Max Allegri ed il suo staff. La capacità di modulare l’idea di calcio in funzione delle caratteristiche dei propri calciatori e non il contrario. Ricordiamo tutti i proclami di 433 nelle prime conferenze dell’anno? Lui chiarisce a tutti che per poter giocare così bisogna prima imparare a difendere insieme, nel modo corretto e riprendendo la fiducia nei propri mezzi prima di tutto. Il Milan, questa sera, dopo due partite dove sembrava essersi un pochino perso (com’è fisiologico) in quel percorso di crescita, sia nei singoli che nel gruppo, si è ritrovato, ripartendo dallo spirito di Milan-Napoli che col passare dei match e degli infortuni si era un pochino smarrito.
Questa squadra, oggi, arriva a modularsi secondo il taglio dei calciatori: Ricci, con quella gamba e quella determinazione, arriva a fare il centrocampista esterno in quel 442 citato dal mister, mentre Alexis copre porzioni di campo a lui affini e Leao viene posto nelle condizioni di coprire campo nel modo a lui più congeniale, senza però disdegnare il lavoro spalle alla porta. Anche De Winter, Bartesaghi e Nkunku, i tre in maggiore difficoltà nella prima mezz’ora, vengono presi e riassegnati a nuovi movimenti e posizionamenti idonei per permettere loro di rendere al meglio possibile.
Questo è il calcio: la funzionalizzazione, la contestualizzazione dell’idea.
Questo è il calcio: il gruppo che soffre, poi cresce e si compatta, esaltando il gesto del singolo. Poi è vero, possiamo sottolineare gli errori di Fofana che hanno portato a mettere in discussione la sfida, ma lo faremo in un’altra sede. Quello che mi preme rimarcare ora è qualcosa di estremamente positivo: Allegri ha la piena coscienza dei ragazzi che allena, i calciatori hanno la piena fiducia e pian piano, giocando insieme, sviluppano le conoscenze per lottare insieme, comprendersi e stare in campo in ogni situazione.
C’è tantissimo da migliorare, è vero. L’occasione di N’Dicka del primo tempo è parente di quelle di Gatti e del gol di Gosens ad esempio, ma il lavoro porterà sicuramente a sistemare questi difetti. In fondo, come ha detto l’allenatore alla vigilia di Milan-Pisa: “I tifosi devono sognare, noi dobbiamo lavorare”.
Beh, la strada è quella giusta.
Vi auguro una buonanotte, dopo una notte da Milan.
P.s. Lo so, non ho citato Maignan, è vero. Ma lo faremo con calma e con il meritato spazio tra qualche ora.
