Alexis Saelemaekers ha concesso una lunga intervista al Corriere dello Sport. Diversi i temi trattati: dai ricordi all’Anderlecht, ad Allegri, Leao, ai suoi compagni di squadra Modric e Rabiot, fino all’utilizzo del Var.
Sui suoi ricordi nell’Anderlecht
“Ho iniziato a giocare a calcio in maniera seria a dieci anni, prima ci giocavo solo per strada con mio fratello Jesse, che di anni ne ha dieci più di me. A undici sono entrato nell’Anderlecht. Dai 6 ai 15 anni ti insegnano a non alzare mai la palla, costruire da dietro e non importa se da un errore nasce il gol degli altri, l’importante non è quello. Ti insegnano a giocare in tutti i ruoli per capire le specificità del gioco. L’aspetto tecnico prevale su tutto, vincere non interessa a nessuno, formare i giovani è la priorità, è la nostra cultura”.
Su Allegri
“Allegri insegna la cattiveria agonistica e allena la capacità di mantenere alta la concentrazione. Quando invita alla calma è perché vuole che ragioniamo. Con lui si cresce dal punto di vista mentale perché ti porta a dare il 100% in ogni istante, in ogni occasione e in ogni situazione, anche quando la partita costringe la squadra a subire. Chiede di giocare ogni palla perché da ogni palla può nascere qualcosa di importante. Ripete spesso che il risultato può dipendere da un solo episodio. Insomma, Allegri ti cambia la testa”.
Su Modric e Rabiot
“Luka ha vinto tutto sia individualmente che collettivamente, ma mostra un’umiltà incredibile nel lavoro di tutti i giorni, ti conquista. Adrien conosce tutto del calcio italiano e ha una personalità incredibile”.
Su Leao
“Leao è come tutti, vive di alti e bassi, ma non è uno che si risparmia. Ha qualità incredibili”.
Saelemaekers su Pioli
“Pioli mi fece giocare con continuità, nell’anno dello Scudetto ci divertimmo parecchio”.
L’avversario che lo ha messo più in difficoltà
“Il Como mi ha colpito: pratica a un calcio di possesso che è bellissimo, c’è tanta tecnica. Con le debite proporzioni, mi ricorda il Barcellona 2010″.
Meglio giocare bene o vincere?
“Vincere. Ci si ricorda solo di chi ha vinto”.
Sulla nuova generazione belga rispetto ai grandi nomi della precedente
“Non bastano i grandi calciatori per vincere. Ad ogni modo stanno emergendo alcuni giovani molto interessanti, come De Winter. Koni sta crescendo tanto”.
Saelemaekers sul Var
“Il Var ha corretto e migliorato alcune decisioni arbitrali, ma non è ancora perfetto. Molti contatti vengono valutati in modo sbagliato al monitor”.
Se il calciatori tendono ad approfittarne
“Se in area ti senti toccare, il più delle volte non resti in piedi, vai giù. Lo vedi fare agli altri e lo fai anche tu. Talvolta si rimane a terra più a lungo aspettando che venga richiamata l’attenzione dell’arbitro. Non è che in quei momenti stai troppo a pensare.”
